O Taccia X Sempre

Trasforma la tua maledizione in una benedizione. La recensione di Unfolding Roma

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Solo la memoria può ridare la vista. Chi si è senza alcune parti di noi?

Che accadrebbe se di improvviso non vedessimo più? Una semplice provocazione lanciata dalle due attrici e ideatrici di o Taccia x sempre.

Pamela Sabatini e Valeria Bianchi, aiuto regia, creano movimenti scenici dinamici i quali si avvicinano al Teatro Danza unito alla recitazione. Light designer, Dario Aggioli.

Unfolding Roma segue con curiosità alcune performances presenti al Roma Fringe Festival 2015, nella splendida location del parco di Adriano, accorgendosi che, con piacere, il teatro va oltre le sue necessità classiche. Un parallelismo viene spontaneo farlo, perché non solo in o Taccia x sempre, ma anche in Miasmi e in Santi, balordi e poveri cristi voce, mimica e corpo avvicinano questi tre spettacoli.

Anche disegni su alcune parti del corpo, per esempio, sono simboli importanti che accumunano. In Miasmi e nella performance in questione, le mani chiudono gli occhi, le ciglia dipinte sui palmi li vedono chiusi e poi gli stessi occhi sono illustrati aperti.

Così, la danza, muovere il corpo e con esso generare suoni, la parola che segue l'insieme, sono ottima unione di espressioni geniali le quali, se ben elaborate, creano quel linguaggio semplice e genuino a cui avvicinarsi. Tre esibizioni simili che hanno donato immagini, nuove idee partorite da embrioni pensanti, cinque donne.

Pamela e Valeria narrano storie di Calabria dalle esperienze realmente vissute dalla regista, sia della sua infanzia e circa la sua salute, un problema di cecità temporanea che le fa sentire il cotone nella testa. Un immaginifico poetico che naviga e si districa tra incontri, amori, luoghi, sapori, viaggi, tradizioni, dialetti, ricordi, musiche, canti popolari, memoria, nenie e ninne nanne.

Una ricerca, un ri-vedere come quando si è bambini, un’immersione che crea gioco di voci sovrapposte, libertà del corpo che utilizza lo spazio scenico a suo piacimento e due strumenti, un organetto e un bodhran. L’alternanza di parole e di ritmi incanta. Si gioca con le parole stesse, sono suoni. Le voci, così, accompagnano le immagini e, lente e rapide, l’aria le trasporta.

Ciò che tiene alta la concentrazione è l’energia sul palco, soprattutto si percepisce una sintonia totale. Non si perde mai il filo che lega ogni punto all’altro. La consapevolezza è evidente. Anche gli strumenti diventano gioco. Il bodharan diventa onda, segue il corpo di Valeria Bianchi. Ombre e luci fanno da cornice, affascinano.

Una regia minimale seppure ben articolata che si affianca un buon uso delle luci.

o Taccia x sempre ha ricevuto due premi, il Premio Giuria Popolare Festival 3x3 e il Premio Ragazzi Ermo Colle.

Un esempio di coraggio e di pudore da rompere per sapere chi si è, per rievocare e formare, mediante una fiaba, la propria identità. Rompere il silenzio, quell’omertoso silenzio che nel Meridione è sinonimo di pesantezza e di repressione.

Roma Fringe Festival 2015, 10, 11 e 12 giugno, Palco C

Annalisa Civitelli

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