Andrea Dirix

Il giornalismo, a mio giudizio, dovrebbe essere strumento di critica e denuncia al servizio della gente e non una trincea dalla quale scagliare granate alla cieca.

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In redazione oggi pomeriggio abbiamo incontrato un brillante giornalista che ama profondamente il suo mestiere. Un ragazzo preparato, con un occhio attento alle problematiche sociali e sportive: Andrea Dirix ha tanto da raccontarci.

Prima domanda e stiamo sul "pezzo" parliamo delle ultime dichiarazioni del sindaco Marino: “ho la fiducia del presidente del consiglio. Renzi ha solo detto con il suo linguaggio crudo cose ovvie” – “sono il primo sindaco di Roma libero dai partiti” – “qui ho trovato un pd marcio contro di me e la criminalità infiltrata nella dirigenza”.Una tua opinione sul Sindaco della città di Roma?

“Governare una metropoli complessa come Roma non è un compito facile.La mia personale opinione è che Ignazio Marino semplicemente non sia l’uomo giusto al posto giusto.Ho quasi la sensazione di ritrovarmi in una grottesca rilettura di “Aspettando Godot”, dove purtroppo Godot è arrivato, ma a latitare sono idee e soluzioni consone all’Urbe.Credo che il Godot in questione sia stato catapultato in una realtà troppo grande per lui e che i vari scandali che hanno segnato gli ultimi dodici mesi nella Capitale abbiano finito con l’amplificare e l’acuire il profondo disagio dei cittadini nei confronti di quelle autorità che da decenni deludono le aspettative.Marino paga scelte azzardate, ma anche colpe non interamente sue, a mio avviso”.

Il degrado della città è finito perfino sul «New York Times» e «Le Monde».....

“Sono situazioni cicliche.Non è la prima volta che testate di respiro internazionale pubblicano inchieste sulla nostra città, evidenziandone i limiti strutturali.È accaduto anche in passato e, temo, accadrà di nuovo in futuro.Trovo bizzarra l’ondata di stupore derivante dalla pubblicazione di certi articoli, peraltro anche superficiali in qualche accento.Indignarsi per un paio di pezzi e non farlo quotidianamente quando si cammina letteralmente tra le rovine fumanti di Roma la giudico una banalità”

Quanto accaduto al Pigneto dimostra che a Roma la situazione è ormai fuori controllo. Mentre la nuova Giunta getta fumo negli occhi dei romani promettendo l'impossibile, al Pigneto i carabinieri intenti a fermare un pusher vengono accerchiati da una quarantina di stranieri con atti violenti ed intimidatori, finalizzati a far desistere i militari dal compiere il proprio dovere. Una soluzione a questo degrado si troverà?

“È quanto dicevo poc’anzi.Stiamo toccano probabilmente il punto più basso della storia di questa città dai tempi del Sacco, ma vedo inerzia, disfattismo e rassegnazione.Attenzione a non puntare l’indice solo nei confronti dell’amministrazione.Spesso ravviso scarso senso civico nei confronti degli stessi romani che potrebbero e dovrebbero mostrare maggiore compattezza nel difendere il patrimonio in cui vivono.Al Pigneto è accaduto l’ennesimo episodio intollerabile.È mortificante che Roma venga oltraggiata e fatta ostaggio di chiunque”

La pubblicazione dell’intercettazione farlocca dell’”Espresso” su Crocetta.Potrebbe esserci un complotto contro il governatore? Questo tipo di giornalismo investigativo ti piacerebbe un giorno svilupparlo?

“La nostra è l’epoca delle aberrazioni.In ogni campo.Per natura non amo il sensazionalismo che spesso viene cavalcato da chi esercita la mia professione.Il giornalismo, a mio giudizio, dovrebbe essere strumento di critica e denuncia al servizio della gente e non una trincea dalla quale scagliare granate alla cieca.Vedo colleghi che vanno avanti come caterpillar, incuranti di qualsiasi forma di sensibilità e di etica.Non mi piace questa interpretazione della professione”.

Molto spesso la libertà d'opinione e la denuncia sociale ha pagato prezzi troppo alti. Ne e' l'esempio Peppino Impastato. Che idea hai del giornalismo ?

“In parte l’ho espresso poco fa.È chiaro che poi c’è anche l’altra faccia della medaglia, quella che impone a chi scrive di farsi semplicemente “riportatore” di veline.Ma forse questo è ciò che oggi viene chiesto al giornalista: allinearsi o morire”.

"Un vincitore é semplicemente un sognatore che non si é mai arreso" Nelson Mandela questa citazione del grande statista sud africano so che ti riguarda personalmente....

“Scrivere ha rappresentato da sempre il mio desiderio più grande e devo ringraziare chi mi ha consentito di farlo, rispettando il mio pensiero e la mia sensibilità, giusti o sbagliati che fossero.Mi auguro di poterlo fare in maniera sempre più pregnante e gradita a chi ha la pazienza di leggermi”.

Il Sindacato unitario giornalisti della Campania ricorrerà in ogni sede contro un avviso di selezione per addetto stampa predisposto in palese violazione della legge 150 del 2000, ennesimo tentativo di mortificazione della nostra categoria. Trecento euro al mese per la mansione di Addetto stampa....

“Tutti noi ci siamo trovati, giocoforza, a vivere esperienze dure dal punto di vista lavorativo.In linea di massima non ho molta fiducia negli interventi dei sindacati.Ad oggi il lavoratore, in ogni campo, non è mai tutelato, ma solo stritolato da un ingranaggio che continua a travolgere chiunque di noi senza alcun rispetto per la dignità della persona”.

Uno su settemila ce la fa. A Parma si sono presentati in 7580 per un posto, uno, da infermiere.L'Italia non è un paese per giovani?

“Sarò crudo, ma fatico semplicemente a definire l’Italia un Paese ora come ora.Giovani e vecchi, tutti ci troviamo su una barca che rolla e beccheggia anche quando c’è bonaccia”.

Anche Maradona in campo per il dopo Blatter: che sfida con Platini’ e Zico! “devo combattere la mafia che ancora rimane dentro la fifa”Tra i grandi campioni del passato che si sono offerti di guidare il calcio mondiale quale preferisci?

“Nessuno dei due mi fa impazzire.Platini è stato pur sempre il delfino di Blatter e non so se possa effettivamente garantire quel vento di cambiamento di cui il massimo organismo calcistico mondiale avrebbe un dannato bisogno. Maradona è stato un calciatore celestiale, ma poi ha fallito in ogni esperienza dopo aver appeso gli scarpini al chiodo.Zico non lo trovo stimolante.Se si presentasse, mi intrigherebbe Crujff”.

Mentre infuriano contese miliardarie per la Champions, c’è un dato in crescita ovvero il numero di quelli che via computer o smartphone si collegano alle dirette scritte dei siti che raccontano le partite minuto per minuto. Quali novità ci sono per i campionati dilettantistici che racconterai?

“L’informazione, non solo quella calcistica, è cambiata profondamente da qualche anno a questa parte.Ormai si viene aggiornati in tempo reale, senza dover attendere gli approfondimenti serali della televisione o le cronache dell’indomani sui giornali.Noi cerchiamo di stare al passo dei tempi, anche se forse si è persa una buona porzione di romanticismo che contestualizzava questo sport…”.

La favola del Frosinone è una bella storia di calcio?Una seria programmazione imprenditoriale alle spalle ha sancito un traguardo impensabile?

“Il termine “progetto” viene spesso utilizzato come strumento vessatorio nei confronti dei tifosi che sono invece costretti a restare aggrappati ai voli pindarici o alla negligenza delle proprie società.Nel caso del Frosinone, invece, il termine assume un senso perché solo attraverso un lavoro serio e capillare come quello condotto dal presidente Stirpe e dai suoi collaboratori si può centrare un risultato straordinario e che in pochi avrebbero ventilato dodici mesi fa.Complimenti al patron, ma anche al mio amico Ernesto Salvini, uno che attraverso una gavetta lunga è riuscito a diventare uno dei dirigenti più validi sul territorio nazionale”.

Anche quella dei fratelli Ciofani?

“La loro è un’altra storia bella ed affascinante.I grandi traguardi sono sempre frutto di lavoro e sacrificio.Nel calcio, come nella vita, nessuno ti regala nulla e dunque onore e merito a loro, sperando che si facciano valere anche nella massima serie”.

Dal tuo punto di vista il successo del Frosinone ha creato "ulcere" a qualche presidente?Puoi osare qualche nome?

“È fin troppo facile pensare alle parole di Lotito sul Carpi e sul Frosinone.Il calcio non deve essere misurato soltanto in termini macroeconomici, ma deve farsi sempre vettore di passione e sogno collettivo della gente.Spero non si arrivi mai all’ipotesi che a volte ritorna della Superlega.Sarebbe l’ennesimo vulnus sulla pelle degli amanti di questo sport senza pari”.

Chi è in questo momento il miglior direttore sportivo, allenatore, giovane promettente?

“Mi avvalgo della facoltà di non rispondere perché farei torto a qualcuno.Di giovani talenti ce ne sono tanti, poi bisogna vedere chi di loro dimostrerà di avere la testa giusta per fare il grande salto.I direttori sportivi e gli allenatori bravi, invece, sono quelli che fanno meno danni, a mio giudizio”.

I campionati che segui sono appetibili da parte degli sponsor?

“Un tempo lo erano di più, mentre adesso il dilettantismo fa più fatica a trovare imprenditori disposti ad investire.Una difficoltà in più, ma anche uno stimolo a puntare sulle idee e non solo sulle possibilità economiche”.

A livello locale assistiamo ad una concorrenza leale tra i "Media" presenti?Quel giornale che aveva fatto man bassa di finanziamenti pubblici non ha più nessuna egemonia dominate?

“A prescindere dalle realtà con le quali mi sono trovato a collaborare nel corso degli anni, ho sempre auspicato una pax tra le parti, partendo dal presupposto che guerre tra testate avrebbe finito con il rendere ancor più sterile il contesto.Oggi mi pare che la situazione stia migliorando, anche se la stampa specializzata che segue le dinamiche del calcio dilettante laziale può e deve crescere ancora molto, secondo me…”.

Sempre in prima linea per denunciare finti procuratori oppure finti talent scout pronti a scucire soldi alle famiglie per rubare loro i sogni...

“È uno dei problemi principali del nostro ambiente ed è difficile estirpare definitivamente questa piaga.I famosi “piottari” esistono da sempre e continuano a trovare ingenui disposti a dar loro credito.Servirebbe un movimento unitario per liberarsene, ma troppo spesso il sistema poggia su una serie di legami atavici e logiche perverse”.

Nei giorni scorsi Amelia: "Balotelli, vieni alla Lupa in Lega Pro: tanto non ti vuole nessuno..."sinceramente quando è uscita questa notizia cosa hai pensato?

“Se devo essere onesto, ho sorriso.Ho avuto modo di conoscere Marco Amelia e stimo molto la sua persona, però quella legata a Balotelli l’ho trovata una pura operazione di marketing.La Lupa Castelli Romani viene da un biennio fantastico e sta per vivere la sua prima stagione nel professionismo.Non ha bisogno di “concimare” in questo modo il suo sentiero”.

Quali sono i problemi del calcio di cui ti occupi tu ?

“Alcuni li abbiamo già sfiorati.Tra gli altri cito rapidamente la mancanza di dirigenti qualificati e competenti per il loro ruolo, la poca serietà manifestata, in alcuni casi, da società che letteralmente abbindolano i propri tesserati con promesse che già in partenza sanno di non poter mantenere ed il comportamento intollerabile di certi genitori sui campi di settore giovanile”

La sicurezza è aumentata con la presenza a bordo campo di tutti quegli strumenti utili per la salvaguardia degli atleti?

“Negli ultimi anni la situazione è nettamente migliorata, anche se abbiamo dovuto pagare un dazio terribile per arrivarci.C’è però da lavorare ancora molto su alcuni campi delle province di Frosinone e Latina soprattutto.Il Comitato Regionale deve operare una vigilanza più stretta in tal senso, perché la sicurezza degli atleti durante una gara dovrebbe essere sempre al primo posto”.

Ci sono secondo un tuo equilibrato parere "penne" che meriterebbero un salto di qualità a livello di giornalismo sportivo;quali sono i nomi che ti hanno colpito lo scorso anno?quali quelle che ti hanno maggiormente deluso?

“Come nel caso precedente, preferisco avvalermi della facoltà di non rispondere.Negli anni ho conosciuto tanti colleghi in questo ambiente.Molti li ho apprezzati, altri no.Alcuni sono riusciti ad arrivare e magari non lo meritavano pienamente, mentre altri, decisamente più dotati, sono stati costretti a lasciare o continuano a sperare che qualcuno si accorga di loro”.

Un campionato minore vive di quali eccellenze?

“La passione e la voglia di fare delle tante persone che si dedicano a questi campionati sono ingredienti basilari ed irrinunciabili. Penso ai magazzinieri, agli addetti ai campi, ai segretari.A tutte quelle persone che, di solito, non si intervistano, ma che sono il cuore pulsante del calcio.Ad ogni livello”.

I progetti a breve termine?

“Tra qualche settimana riprenderanno i campionati dilettantistici nel Lazio.La speranza è quella di svolgere un lavoro serio, onesto e di trasmettere l’esperienza accumulata ai colleghi più giovani della redazione di “Sport in Oro”.Adesso però penso principalmente a ricaricare le pile nel mio buen retiro”.

Il tuo sogno nel cassetto sarebbe quello di vedere quattro squadre laziali in serie A?

“Anni fa la speranza era riposta nella Lodigiani e nel Sora, adesso confidiamo nel Latina e nelle due “Lupa” che giocheranno in Lega Pro.Speriamo che la nostra pattuglia possa incrementarsi ulteriormente, ma soprattutto speriamo che il calcio, in toto, recuperi l’equilibrio e la credibilità che in parte ha smarrito negli ultimi anni”.

Grazie Andrea sei stato gentilissimo ,in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti.

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