Terremoto E Neve Nel Centro Italia

Dicevano gli antichi saggi che al peggio non c'è mai fine. Ebbene si, continuiamo ad avercene la prova costantemente.

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Dicevano gli antichi saggi che al peggio non c'è mai fine. Ebbene si, continuiamo ad avercene la prova costantemente. Terremoto ad agosto ad Amatrice e dintorni, uno si aspetta che almeno una gran parte della popolazione martoriata sia provvista   di quelle casette mobili e invece no ancora in tenda. In tenda al freddo , al gelo e dato che si è a gennaio si potrebbe immaginare la neve. E neve fu. Tanta. In questi giorni ne ha buttata giù talmente tanta da arrivare all'estremo. L'albergo , resort di lusso Rigopiano , sotto il Gran Sasso, località Farindola a pochi chilometri da Pescara, è stato completamente sepolto dalla neve. L'allarme è stato dato da due clienti via whatsapp, ora con molta difficoltà i vigili del fuoco sono riusciti a raggiungere il posto e si cercherà di fare il miracolo di salvare più persone possibili. Ovviamente la slavina che ha colpito il resort è dovuta principalmente al terremoto delle ultime ore. Il più forte , mercoledì 18 gennaio di  mattina ha toccato nuovamente i magnitudo superiore a 5 e da agosto a oggi sono state registrate 45 mila eventi  sismici. Una  scossa ogni 4 minuti e mezzo.  L'epicentro del terremoto del 18 gennaio è stato  Montereale. Un comune della provincia dell'Aquila, posto alle pendici nord del Gran Sasso. Un territorio vasto, coperto nella massima parte da bosco e costellato  da decine di piccole frazioni appoggiate sui fianchi dei rilievi montuosi che d'inverno si coprono di neve, con temperature polari, poco distante da Amatrice. Montereale   non è nuovo ad essere epicentro di terremoti. Nel 1703 il terremoto che distrusse l'Aquila l'aveva quasi cancellato definitivamente  Ci furono danni gravi anche con il terremoto del 2009 , e nel 2010 circa 400 eventi sismici minarono la sicurezza di quei 2500 abitanti mai domi a lasciar le proprie case. Gente per lo più , agricoltori, artigiani e boscaioli. Terremoto e neve. Due eventi che portano la popolazione  a dover gestire situazioni opposte.  Avvertendo una scossa di terremoto la gente comune  è tentata di scappare dalla propria abitazione e andare nelle strade, al contrario con tanta neve si è portati a restare chiusi nelle proprie  case. Due fenomeni  incompatibili e ingestibili. Due fenomeni che creano panico e paura tra la gente. Nella  faglia che sta provocando questi terremoti  rientra tutto il centro Italia , dal Lazio all’Abruzzo, dalle Marche all’Umbria, e tutte queste regioni sono nella morza del gelo e della neve. Sono previsti miglioramenti nelle prossime ore ma la situazione è davvero drammatica. L’esercito sta lavorando su più fronti ma arrivare nei posti più alti e lontani dai grandi centri resta sempre più complicato. Un agricoltore che ha trovato  rifugio nel suo capannone sommerso dalla neve è stato salvato grazie agli elicotteri che le regioni stanno mettendo a disposizione dei soccorritori. Non mancano certe le critiche  ai ritardi nei soccorsi, ma non sempre è facile. La protezione civile, sindaci in prima linea revendicano la mancanza di turbine per spostare la neve e creare varchi per arrivare dove ce ne è un assoluto bisogno, nelle zone ancora isolate dalla neve e martoriate dal terremoto.

Appelli che i sindaci di Amatrice e Camerino, Pirozzi e Gianluca Pasqui , continuano a fare anche usando i cosiddetti  social:  "Abbiamo 47 frazioni, di cui molte isolate. Con le nuove scosse - continua - la gente ha paura, e con la neve ha la sensazione di non poter scappare" scritte e twitta Gianluca Pasqui; Abbiamo urgente bisogno di turbine, non bastano gli spazzaneve. Abbiamo frazioni isolate con due metri di neve" invece scrive Pirozzi.

 

Ecco, poi c’è la stampa, gli organi di informazione. Telegiornali in onda 24 su 24 nelle tv a pagamento, giornali on line costantemente aggiornati anche con foto e video girati proprio dalle forze dell’ordine e messi a disposizione via social. Si cerca e si riesce a coinvolgere più gente possibile e ci si riesce alla grande. C’è un però. Tutti coinvolti, tutti che commentano, tutti “tuttologi“ che sanno tutto.  Tutti che ovviamente tra 3 giorni si saranno dimenticato tutto .

E i problemi per la povera gente colpita dai disastri rimarranno , anzi aumenteranno visto che la mancanza di informazione  e di attenzione porteranno non dico all’abbandono ma quasi.

La forte scossa di mercoledì 18 gennaio è arrivata praticamente a tutto il mondo. Post su facebook  e  tweet sono comparsi nelle nostre  bacheche nell’immediato , appena avvertito il primo evento sismico di forte entità.  Post poi ripresi da tv, telegionali, e dai siti internet  con foto e video che danno molto l’impressione di vedere un film. Ecco questo è l’errore più grande che a volte chi è lontano dall’evento può commettere.

Vedere il campanile della chiesa di Sant’Agostino crollare , venire giù dopo che si era stabilito che il 23 gennaio sarebbero cominciati i lavori di ristrutturazione di ciò che era rimasto dopo il terremoto di agosto. “ il crollo del campanile si Sant’Agostino è un ulteriore colpo all’identità della comunità di Amatrice“ ha dichiarato il sindaco Pirozzi , ” non so se abbiamo fatto qualcosa di male , me lo chiedo da ieri, due metri di neve e ora pure il terremoto“ ha continuato il sindaco in diretta Rai.  Terremoto. Nessuno sa come prevederlo, ne come cercare di renderlo meno potente, ma per la neve no. La neve si poteva prevedere e si dovevano prendere decisioni prima e drastiche.   Dove sono i moduli abitativi che dovevano essere adoperati al posto delle cosiddette tendopoli?  Dove sono i soldi raccolti con i messaggini sms dei  nostri cellulari? Questo nessuno riesce a scoprilo. 

Tragedia su tragedia. Terremoto e neve. Le foto che arrivano dal resort Rigopiano sono spaventose. Si parla di uno spostamento di almeno 10 metri della struttura. La slavina che si è abbattuta sull’hotel poteva essere prevista? Alcuni superstiti dichiarano che erano tutti pronti ad abbandonare il resort, si aspettava solo l’arrivo degli spazzaneve che liberassero la strada per andare via con le proprie automobili. Si prevedono molte vittime dato che i cani non rilevano presenze umane vive. Questo albergo è famoso non tanto per l’andare a sciare ma proprio per cercare relax e benessere  dato che l’isolamento è una caratteristica propria del resort. Caratteristica che ne è poi diventata una trappola in questo triste evento. Tutto intorno la zona è senza corrente elettrica e questo aumenta ancora di più la possibilità di comunicazione e  la provincia di Teramo ha diramato  un comunicato di emergenza sanitaria dove specifica che la mancanza di corrente non fa comunicare la provincia stessa con operatori sulle strade, con i sindaci e con i cittadini. Problemi su problemi. In certe zone comincia a scarseggiare acqua potabile e problemi con il carburante dato che i distributori non risultano funzionanti.
Anche nella mattinata di oggi ( 19 gennaio  ndr)   si sono verificate forte scosse superiori alla magnitudo 2. Epicentri ancora Montereale e Amatrice,   polizia e forze dell’ordine sconsigliano di mettersi in viaggio verso l’Abruzzo, più precisamente verso le province di Teramo e L’Aquila , se non assolutamente necessario. Anche il premier Gentiloni è in continuo contatto con le zone terremotate : "Tre le priorità immediate: raggiungere tutte le frazioni isolate e salvare vite umane, riallacciare le utenze elettriche, ripristinare la viabilità' a tutti i livelli". Le sue prime dichiarazioni.
Ma a volte nella nostra mente, appena avvertiamo che la terra sotto i nostri piedi si muove ci chiediamo cosa faccio? Scappo? Mi nascondo? Ci sono degli studi che possono aiutarci a pensare positivo e uscirne. Anche psicologicamente. Per prima cosa sono avere le informazioni certe, sicure. Ma non significa intasare le linee telefoniche o farsi prendere dal panico di dover chiamare per forza qualcuno. In Giappone sono maestri di queste cose. E queste situazioni sono all’ordine del giorno. Appena dopo un terremoto ci dovrebbero essere persone preposte ad accompagnare la popolazione in posti sicuri, portare acqua cibo e coperte e rendere tutto più tranquillo. Poi attenzione alle bufale. Nel terremoto del 18 gennaio mattina a Roma  si sono avute notizie di blocchi della metro, di crolli di palazzi, di chiusure di scuole pericolanti  dove sono i nostri bambini. Tutte notizie false e pericolose che creano panico e pericolo. Un esempio è la dichiarazione di Luca Malagnini : «Conoscere il terremoto fa parte del mio lavoro spiega, il sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) eppure ieri pomeriggio ho faticato un po' anche io a spiegare agli altri genitori nella chat della scuola di mia figlia che non c'era alcun pericolo». 
Ovviamente quello che stanno vivendo le popolazioni tra Lazio Abruzzo Marche e Umbria va al di sopra di eventi naturali. Terremoto prima, neve abbondante dopo e misure preventive non all’altezza  e ci si trova nei guai di questi giorni. Ancora problemi anche nel Pescarese, causa anche l’esondazione del fiume Pescara. Allagamenti in tutto il territorio comunale, sconsigliato l’uso delle automobili e controllo costante sui sottopassi stradali. A Penne  crollata a causa del peso della neve la copertura del centro commerciale Lidl , non ci sono feriti, fortunatamente nel momento del crollo nel supermercato si trovavano solo due persone. 

Ed ora siamo di nuovo a capo con le previsioni. Tutte le testate giornalistiche maggiori fanno a gara a chiamare, intervistare esperti di ogni tipo. L’unica cosa certa è che forse la sequenza non è ancora terminata. Alessandro Amato  sismologo dell'Ingv ha dichiarato : Non si è mai vista una serie di terremoti succedersi con queste modalità: la successione di quattro sismi di magnitudo superiore a 5 nell'arco di tre ore  è un fenomeno nuovo nella storia recente per le modalità con le quali si manifestato". Quindi? Risposte non ce ne sono , l’unica cosa certa è che la faglia non è ancora esaurita e che le zone colpite sono a rischio continuo anche nei prossimi tempi.

Addirittura continua Alessandro Amato : „a questo punto è improprio descrivere quanto sta accadendo come un effetto domino". Cioè  la scia sismica si muove a macchia di  leopardo , in una  "attivazione frammentata", nella quale quale la stessa faglia si rompe un po' alla volta.  e quindi niente si può prevenire, in pratica.
E alla fine mancano solo i politicanti. A ogni tragedia si vedono loro. Arrivano nelle zone terremotate, prendono una pala in mano e via alle foto. Finita la festa delle foto che succede? La risposta purtroppo è scontata e a volte la stampa in generale è complice di questi avvenimenti.

Politicanti che arrivano e cominciano la loro litania: facciamo dei  nomi? Arriva il leader della lega nord e subito a scagliarsi contro Monti e i tagli agli enti locali imposti da Bruxelles. Ricorda che i sindaci sono senza spazzaneve, senza mezzi e uomini per far fronte alle necessità di arrivare nei paesini isolati dalla neve senze energia elettrica.

E Attacca il Pd per la nomina a commissario per le zone terremotate di Vasco Errani. Addirittura il segretario della Lega Nord è arrivato a ricordare che il suo partito vorrebbe reintrodurre il servizio civile obbligatorio per sei mesi a livello regionale per garantire adeguata formazione, soccorso e primo intervento alle zone colpite dal sisma e dalla neve. Intervento che in queste ore sarebbe stato fondamentale e che purtroppo è mancato. Ma il leader della Lega nord non è da solo, Grillo  ricorda come  il governo si nasconda dietro alle lungaggini e alle lentezze della burocrazia.

Lui ha il coltello dalla parte del manico e lui può decidere quanto e come accelerare le procedure. La solidarietà degli italiani non può essere fermata dalla lentezza dello Stato, che arriva sempre in ritardo». Così si leggeva  sul blog di Beppe Grillo in un post del M5s: «I soldi per il terremoto ci sono: usiamoli. Strumentazione pericolosa e indegna di una terribile tragedia ma oramai consona per la politica italiana.

E dicevano , la stampa potrebbe avere un suo ruolo? Secondo me lo ha. La gente vuole notizie in diretta, vuole  essere sempre di più al centro delle informazioni in tempo reale. Oramai tutte le redazioni hanno una mail, una pagina facebook, twitter, dove ricevere in diretta foto e video di quello che giornalmente succede  intorno a noi. Delle volte si fa a gara per pubblicare per primi una notizia, dal terremoto a più basso gossip su Barbara D’Urso.  Il problema che tutto si brucia in pochi secondi. Sono poche le persone che leggono poi approfondimenti sulla notizia stessa.

Su come è generato quel fatto, su come se ne esce e come lo si commenta con le varie opinioni possibili. I giornali cartacei del giorno dopo sono sempre serviti a questo.  All’approfondimento della notizia , che sia di cronaca o di sport o di calamità naturale. Sta passando un’epoca.

Forse un giorno ci pentiremo di tutta questa diretta, dell’immediato, del commento a caldo e del non appronfodire come si dovrebbe perché a nessuno importa più; salvo poi vedere che come per  i processi  che non finiscono in  primo grado di giudizio,  anche l’informazione non si deve fermare alla cronaca pura del primo sguardo, della prima veduta. Ma deve andare a scavare e creare opinione. Anche andando sempre contro.

Giuseppe Calvano 

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