Buon Viaggio DJ Fabo

Questa mattina alle 11.40 DJ Fabo è morto, ha premuto con i denti il pulsante che ha immesso nelle sue vene un mix letale di farmaci prescrittogli da medici svizzeri.

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Ho sentito che il Parlamento ha rinviato di tre settimane la legge sul testamento biologico e c'è il rischio che tutto vada perso. È scandaloso che i Parlamentari non abbiano il coraggio di prendere la situazione in mano per tanti cittadini che vivono come me”.

Così DJ Fabo commentava ad inizio mese l’ennesimo rinvio, il terzo da inizio anno, della discussione in parlamento della legge sul testamento biologico.

DJ Fabo era uno come noi: lavorava, mangiava, beveva, amava, viveva. Un giorno, mentre tornava a casa dal lavoro, un drammatico incidente automobilistico lo rende cieco e tetraplegico. La sua vita diviene un calvario di sofferenza, il suo corpo martoriato una prigione dove scontare un ergastolo senza sentenza. Dj Fabo non era solo: aveva una compagna amorevole, una famiglia sempre presente, tantissimi amici che non mancavano mai di fargli visita. Ma la sua vita così piena di stimoli e di cose da fare per lui non era più vita.


A gennaio lancia un appello al Presidente della Repubblica, gli chiede di intervenire per far sì che la legge sulla legalizzazione dell’eutanasia approdi in parlamento. DJ Fabo racconta la sua storia ed il suo video diviene virale: si riapre una discussione che era gà esplosa con forza nel 2009, anno della morte di Eluana Englaro ma poi lentamente si era sgonfiata fino quasi a scomparire del tutto. Sappiamo quante volte la discussione della legge sul testamento biologico sia stata rinviata.

Ma cosa avviene negli altri paesi del mondo?

Prima di approfondire la questione è però bene spiegare cosa è l’eutanasia. Il termine deriva dal greco antico e significa “buona morte”, essa si può definire passiva, quando il malato muore a seguito della mancata somministrazione di cure mediche e farmacologiche o attiva, quando il medico interviene direttamente per determinare o accelerare la morte della persona mediante farmaci letali. Infine vi è il suicidio assistito quando al malato viene prescritto e messo a disposizione un farmaco letale che assumerà autonomamente.

Gli unici paesi al mondo dove è consentita l’eutanasia attiva sono l’Olanda (dal 2001), il Belgio (dal 2002) ed il Lussemburgo (dal 2009). L’eutanasia passiva ha una sua regolamentazione in Svezia, Germania, Spagna ed è tollerata in Francia e Gran Bretagna. Nel mondo l’eutanasia è legale in Giappone, Cina e Colombia (dal 1997) ed anche negli Stati Uniti molti stati, tra cui l’Oregon, ammettono l’eutanasia persino in casi di depressione profonda. In Svizzera è legalizzato il suicidio assistito anche per persone di altre nazionalità.


Ed è in Svizzera che DJ Fabo, accompagnato da Marco Cappato dell’Associazione Luca Coscioni, è andato a liberarsi del suo inferno di dolore.

Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato con le mie forze e non grazie all'aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha voluto salvarmi da questa vita, un inferno di dolore, di dolore, di dolore”.

Con queste parole Fabo annuncia a tutti di aver lasciato l’Italia per ritrovare la libertà come uomo e come cittadino del mondo. In Svizzera non aiutano a morire chiunque, la legge pretende che una equipe accolga ed assista il paziente affinché sia perfettamente cosciente e consapevole della scelta che prende.

Sono 117 gli italiani che nel 2015 si sono recati in Svizzera per chiudere la loro esistenza serenamente. Non sono tutti morti, alcuni di loro sono tornati a casa rassicurati anche solo dal fatto che esiste una via di uscita dal dolore e dalla sofferenza, da quella che non è più vita per loro.

Questa mattina alle 11.40 DJ Fabo è morto, ha premuto con i denti il pulsante che ha immesso nelle sue vene un mix letale di farmaci prescrittogli da medici svizzeri.

Esule, lontano dalla sua terra, dalla sua città, dai suoi affetti più cari che probabilmente non hanno avuto la forza di accompagnarlo verso questo ultimo viaggio.

“Non solo per lavorare con dignità, ma anche per morire con dignità bisogna emigrare dall'Italia. E Fabo è morto in esilio perchè il suo Paese, il nostro Paese, non ha ascoltato il suo appello” con queste parole Roberto Saviano riporta ad un ambito politico e non solo etico il tema dell’eutanasia.

La politica deve necessariamente affrontare questo problema, infatti Marco Cappato che ha accompagnato DJ Fabo in Svizzera rischia 12 anni di carcere per l’accusa di istigazione al suicidio ed appena tornato in Italia si autodenuncerà ed assumerà tutte le responsabilità del caso. Eppure quest’uomo è stato ringraziato da Fabo, perché era chiara e lucida la volontà del dj milanese di chiudere lì la propria esistenza.

E’ chiaro come il Governo italiano debba decidere e prendersi la responsabilità di normare il diritto a concludere con dignità la propria esistenza, non esprimersi significa di fatto vietare un’altra libertà fondamentale del cittadino.

Alessio Capponi


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