Tor Di Valle Vs Stadio Flaminio

Lo Stadio Flaminio non è solo un impianto sportivo, bensì un’opera di altissimo valore culturale, architettonico e artistico.

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Si è tenuto a Roma, presso l’Auditorium del MAXXI, con il patrocinio del II Municipio di Roma Capitale e in collaborazione con Roma Produttiva, Associazione rappresentativa del mondo della cultura produttiva artigianale e commerciale della piccola impresa di Roma, il Convegno di Federsupporter “Impianti Sportivi. Tor di Valle Vs Flaminio: Rischi ed Opportunità”.UnfoldingRoma ha partecipato per aggiornare i suoi lettori sulla spinosa questione "Stadio a Roma" e sulla proposta di Federsupporter di un azionariato diffuso per il bene comune.

Lo Stadio Flaminio non è solo un impianto sportivo, bensì un’opera di altissimo valore culturale, architettonico e artistico. Come tale da salvaguardare da speculazioni edilizie, dalla corsa ad opere colossali a discapito degli aspetti urbanistici, paesaggistici e culturali della nostra Capitale.

Dopo i saluti di benvenuto del Presidente del II Municipio, D.ssa Francesca Del Bello e l’introduzione del Moderatore, Dr. Fabio Cortese, Giornalista e Consigliere dello stesso Municipio il convegno ha preso il via.

Particolarmente significativo è stato l’intervento dell’On. Roberto Morassut che ha evidenziato come lo Stadio Flaminio, ma anche lo Stadio Olimpico, in quanto beni pubblici, non possano rimanere o essere abbandonati a se stessi: “Il Flaminio è una ferita aperta. C’è un punto interrogativo su un grande patrimonio pubblico. La mia speranza è che questo pezzo di storia dell’architettura non finisca nella distruzione più totale. In un’ottica di recupero, si immaginò la creazione di un palazzetto dello sport. Poi il rugby fino ad arrivare a un totale abbandono. Il futuro dell’Olimpico anche mi preoccupa. Non ho condiviso la creazione di un impianto a Tor di Valle. Le ipotesi avanzate da Lazio e Roma erano molto complicate. Premetto sono romanista, la legge sugli stadi non l’ho condivisa del tutto. Il Flaminio è dentro un grande laboratorio di rigenerazione urbana. Questa è la casa della Lazio, contornato da situazioni di reddito per l’investitore. L’Olimpico per la Roma e il Flaminio per la Lazio sarebbero due soluzioni molto importanti. Lo stadio delle Aquile era infattibile durante l’amministrazione Veltroni. Proponemmo il Flaminio a Lotito ma ci fu un secco no. Ma è un tema molto aperto: il degrado può essere fermato? Bisogna vedere se si può fare anche solo un restauro strutturale”

Le importanti relazioni del Prof. Enrico Lubrano, Titolare della Cattedra di Diritto dello Sport dell’Università LUISS-Guido Carli e dell’Avv. Massimo Rossetti, di Federsupporter,  hanno sottolineato gli aspetti tecnico-giuridici dell’investimento a Tor di Valle, tuttora sotto l’esame della Conferenza di Servizi decisoria della Regione.

L’intervento del Presidente di Federsupporter, Dr. Alfredo Parisi, ha illustrato ciò che egli stesso ha definito un sogno: “Viviamo in un mondo troppo veloce. Oggi i cittadini sono dei sudditi. Fare sistema è importante. Sono state fatte tante promesse sul Flaminio ma fatti concreti nulla in 12 anni di gestione. La nostra idea nasce su un modello molto chiaro, come una base per costruire qualcosa. La legge sugli stadi c’è e va rispettata. Investimento e non speculazione è quello di cui abbiamo bisogno”.

Significativo è stato il contributo telefonico, da Urbino, del Prof. Vittorio Sgarbi: “Il Flaminio ha bisogno di me. Lo Stadio di Tor di Valle è grottesco. Lo stadio Flaminio è una priorità quello di Tor di Valle è inutilità. L’altra parte di Roma non quella romanista deve muoversi. Ho suggerito a Lotito la strada del recupero che è quella più percorribile. Il Flaminio è un monumento per la città da restituire ai cittadini. Io sono a fianco del Flaminio, lo sento a cuore. Da nemico di Tor di Valle sono diventato amico del Flaminio. Su questa posizione dopo un primo no di Lotito, l’ho visto più disponibile e malleabile. L'opera di Nervi non deve essere archeologia, restituiamolo ai cittadini”.

Giovannelli, assessore all’urbanistica II Municipio: “Vogliamo recuperare il buco nero del Flaminio. Abbiamo avuto la disponibilità della polisportiva e da parte di Berdini, ma ora non c’è più. Spero di riallacciare rapporti anche con Montuori il neo Assessore. Bisogna che i cittadini e gli amministratori si riprendano il territorio”

Il Convegno si è concluso con numerosi interventi dalla Sala: in particolare, la D.ssa Maria Cristina Lattanzi di Italia Nostra e l’Avv. Renato Siniscalchi, Vice Presidente della Sezione Nuoto della Polisportiva Lazio, che hanno fornito una testimonianza ed un messaggio nel segno della legalità, della cultura e dell’impegno sociale.

Siniscalchi, Lazio Nuoto: “Come Lazio Nuoto siamo favorevoli al recupero del Flaminio e di lavorarci dentro. È il recupero di un bene per la città”.

Maria Cristina Lattanzi, Italia Nostra: “Sullo Stadio di Tor di Valle non è possibile una trattativa”.

Federsupporter

Federsupporter è un'associazione che rappresenta e tutela i sostenitori di società ed associazioni sportive, sia quali piccoli azionisti sia quali consumatori dello spettacolo agonistico.

Stadio Flaminio

Lo stadio Flaminio è un impianto sportivo polivalente di Roma, ubicato lungo viale Tiziano. Progettato dall'architetto Antonio Nervi con la collaborazione di suo padre Pier Luigi, fu realizzato tra il 1957 e il 1958. Vide la sua inaugurazione il 19 marzo 1959 con Italia-Paesi Bassi, diretta in Eurovisione e telecronaca dell'incontro dello storico Nicolò Carosio.

Costruito sull'area del preesistente stadio Nazionale, demolito nel 1957 e già dedicato al Grande Torino perito a Superga, lo stadio Flaminio fu destinato a ospitare gli incontri del torneo Olimpico di calcio del 1960. Secondo stadio per capienza della Capitale, ma il più capiente tra quelli privi di pista di atletica, sotto le tribune cela una piscina coperta per allenamenti 25 per 10 e cinque palestre per pugilato, ginnastica e atletica pesante. La struttura è completamente in cemento armato a vista e prevede copertura solamente nella zona centrale della tribuna principale.

Già dagli anni settanta fu utilizzato dalla Nazionale italiana di Rugby fino al 2011. Inizialmente capace di più di 40.000 spettatori, poi ridotti a meno della metà per adeguamento alle norme di sicurezza.

Ippodromo di Tor di Valle

L'ippodromo di Tor di Valle prende il nome dalla zona in cui sorgeva. Progettista del complesso delle tribune e dei servizi della struttura fu l'architetto Julio Lafuente.

Con i suoi 420.000 m² è stato uno degli ippodromi più grandi d'Europa.

Fu inaugurato il 26 dicembre del 1959 con il "Premio Tor di Valle" di trotto di 2100 metri. Sostituì, l'ippodromo di Villa Glori, nella cui zona era in costruzione il Villaggio Olimpico per “Roma ‘60”

Tutte le attività ippiche, per lo più gare di trotto, sono cessate il 30 gennaio 2013 con la chiusura dell'impianto, a seguito dell'accordo per la costruzione di uno stadio di calcio per la AS Roma al posto dell'ippodromo, effettuato il 30 dicembre 2012 ad Orlando, in Florida, tra il presidente della società James Pallotta, l'amministratore delegato Italo Zanzi e il costruttore Luca Parnasi, proprietario del terreno.

Stefano Boccia

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