Marco Visentin, I Ditteri, Licosia Edizioni, 2017.

Marco Visentin, I Ditteri, Licosia Edizioni, 2017.

La recensione del libro di Linda Sisti per unfoldingroma

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I ditteri è il titolo del primo romanzo, pubblicato nel 2017 dalla casa editrice Licosia, di Marco Visentin, nato a Roma nel 1971, laureato in filosofia, materia che insegna in un liceo romano.

In un luogo imprecisato, in un tempo imprecisato, inizia il racconto della storia di Silvia K., un’entomologa che, nella sua attività di ricercatrice, arriva a ipotizzare che le capacità telepatiche riscontrate nelle mosche possano essere traferite, per mezzo di alterazioni genetiche, agli esseri umani. Quando Silvia viene reclutata dall’organizzazione segreta La Scienza Nuova, si prospetta l’occasione di proseguire le ricerche fino alle loro estreme conseguenze, avviandone la sperimentazione sull’uomo.

Seguendo i suoi passi, ascoltando i suoi pensieri, accompagnandola nelle sue esperienze, abbiamo l’occasione di addentrarci in un mondo che ci appare inizialmente familiare, per poi svelarsi pian piano, rivelando la sua natura distopica con piccoli particolari, distribuiti qua e là, che ci fanno sorgere il sospetto che l’apparenza non sia la realtà.

Di Silvia scopriamo, capitolo dopo capitolo, la famiglia, gli studi universitari, le difficoltà sul lavoro, le relazioni personali; ma Silvia è soprattutto lo strumento per addentrarci in questo mondo surreale e sempre più crudo, che a mio giudizio è il vero interesse dell’autore.

Molti dettagli, infatti, ci vengono forniti sull’ambiente, quasi più che sulla persona. Tanto da chiederci a volte se ci troviamo di fronte a un romanzo o a un’opera di saggistica.

Mostrando quasi un’urgenza del dire, l’autore attinge a tutte le sue capacità e alla sua cultura, inserendo particolari e dettagli che a volte addirittura sembrano sopraffare la linea narrativa e si impongono al lettore come complementi e divagazioni che arricchiscono, ma rischiano di rallentare la lettura.

Per contro, ci sono delle pagine che colpiscono l’immaginazione e “bucano” il testo. Il paragrafo in cui si lascia parlare l’agenda vocale di Silvia, quando lei lavora alla Zzz-Kaputt! è una piccola perla che ci sorprende e diverte. Le colline digitali sono una pausa di serenità, costruita e falsa, a riscatto del disagio di una vita altrettanto costruita e falsa. Il paragrafo Eptagramma, nel quale viene descritta la sperimentazione sui “marginalizzati” di un siero di laboratorio sintetizzato da Silvia e dal suo team, è particolarmente crudo, ma anche poetico, emblema e sintesi dell’idea narrativa.

Lo stile utilizzato dall’autore rivela l’intento di adeguarsi alle diverse fasi emotive che Silvia attraversa nel suo percorso. L’inizio è incerto, descritto in terza persona, con l’utilizzo di alcuni topos e di una sintassi che appartiene più al parlato che allo scritto. L’evoluzione di Silvia è accompagnata da un cambiamento di stile, dove sono incastonate delle intuizioni narrative interessanti. Fino all’ultima parte del libro, quando i personaggi iniziano a esprimersi in prima persona e ci permettono di ricucire le indicazioni ricevute per mezzo dei diversi punti di vista.

D’altra parte, lo stesso autore afferma di aver voluto utilizzare differenti forme di narrazione: il racconto orale, quello epistolare, la sequenza filmica, il videogioco, la prima e la terza persona, con un risultato non omogeneo, ma sempre vivo e pulsante.

Infatti, la lettura che era iniziata con lentezza, quasi che la narrazione girasse su stessa come in una spirale, diventa sempre più scorrevole, la consapevolezza raggiunta da Silvia si traduce in una scrittura più chiara e definita, tutto diventa quasi veloce per sostenere la fuga…

Gli ideali della Scienza Nuova si sono realizzati: Un giorno saranno curate tutte le malattie, lenite tutte le sofferenze. Si stabiliranno forme di convivenza pacifica basate sulla cordialità dei rapporti, la soddisfazione reticolare dei bisogni di ciascuno e lo sviluppo delle abilità proprie di ogni uomo. La terra sarà in grado di coniugare natura e civiltà, sfruttamento delle risorse e rispetto dell’ambiente.

Quello che era partito come un mondo molto vicino alla nostra realtà, si rivela altro, il finale ci spiega e ci sorprende, ci lascia con una strana sensazione, che ci spinge a ripercorre con la mente quanto abbiamo appena letto, con nuovi spunti di riflessione.

Linda Sisti

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