Le Famiglie Arcobaleno Non Esistono

Le Famiglie Arcobaleno Non Esistono

Come risolvere il problema della discriminazione delle famiglie arcobaleno: dire che non esistono ed il gioco è fatto!

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È chiaro che se un utente di Twitter, uno dei più famosi social, blocca un altro utente non succede nulla, ma se gli attori sono Monica Cirinnà, firmataria della legge sulle unioni civili, ed il neo Ministro Lorenzo Fontana è chiaro che si tratta di un fatto politico.

Monica Cirinnà che ha salutato in aula il nuovo Ministro per le disabilità e la famiglia con la maglia rosa delle “Famiglie Arcobaleno” si è vista rispondere così al suo saluto.

È chiaro che Fontana è un inesperto del mondo politico ma un fatto deve essergli noto: al di là del suo pensiero e le sue dichiarazioni sul mondo omosessuale, egli deve ricordare che è il Ministro di tutti.

Vediamo le sue ultime affermazioni:

“Credo e dico anche che la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà” (Corriere della Sera)

Al convegno dell’associazione Pro Vita Onlus che si era tenuto a Verona, spiegava che “da un lato l’indebolimento della famiglia e la lotta per i matrimoni gay e la teoria del gender nelle scuole, dall’altro l’immigrazione di massa che subiamo e la contestuale emigrazione dei nostri giovani all’estero. Sono tutte questioni legate e interdipendenti, perché questi fattori mirano a cancellare la nostra comunità e le nostre tradizioni. Il rischio è la cancellazione del nostro popolo

Lei però è il ministro della Famiglia, non il ministro dei bambini. Come pensa di comportarsi nei confronti delle famiglie arcobaleno? 
“Perché esistono le famiglie arcobaleno?”. (Nextquotidiano)

Si tratta di affermazioni che lasciano trasparire un pensiero profondamente retrogrado e omofobo, dimentico che la nostra amata Costituzione sostiene che non ci debbano essere distinzioni di sesso, razza o religione ed alla quale si affianca, per interpretazione della Corte Costituzionale, l’orientamento sessuale; occorre ricordare al nuovo Ministro che le famiglie arcobaleno esistono da secoli e che una legge dello Stato ha permesso l’unione di persone, e volutamente non dico cittadini, dello stesso sesso.

L’omosessualità non è un tabù ma una realtà pienamente esistente che non si può né sottovalutare né ignorare.

Affermare come si è fatto che la famiglia è quella naturale uomo-donna è fingere che i gay non esistano, è girare dall’altra parte la testa come si è fatto nella nostra Repubblica fino allo scorso anno.

In tutto questo mi chiedo, il Ministro Fontana, sa che come Ministro della famiglia è il Ministro di tutti?

Non può scegliere di essere il Ministro di una parte sola dei cittadini ignorandone una fetta, anzi, deve egli stesso lottare per la parificazione delle famiglie, contratto di governo o no!

Da un giovane quarantenne come egli è, non ci si può aspettare un comportamento di questo tipo, è inenarrabile. Sostenere come ha fatto, di “avere molti amici gay” e non pensare che essi abbiano gli stessi diritti degli altri, non è nemmeno amicizia, è propaganda.

Da cittadino mi chiedo come si possa incaricare a Ministro per la Famiglia qualcuno che pubblicamente disconosce la realtà delle famiglie arcobaleno e contro una legge dello Stato che le riconosce.

Ad oggi nessuna dichiarazione è arrivata dal Ministro Fontana per chiarire la sua posizione e proporre una politica di governo egualitaria da attuarsi nei prossimi cinque anni, questo fa presupporre che non è nel programma di governo del Ministro lavorare per il superamento dell’omotransfobia e per un pieno riconoscimento dei loro diritti.

Involuzione?

Alessandro Decadi

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