L'oasi Che Non C'è

Il pubblico televisivo: da figuranti a sfruttati dello show business, sette ore di lavoro per tre euro l'ora

168
0
stampa articolo Scarica pdf

Sempre più spesso giovani, meno giovani e disoccupati sono attratti dal mondo dello spettacolo e vorrebbero farne parte.

Attratti dalle cifre astronomiche che sono abituati a sentire per i grandi volti televisivi aspirano a cominciare dal basso, come pubblico televisivo, in attesa di farsi notare e fare contatti. In passato il pubblico era ben retribuito e c’era chi in effetti viveva di quello. Anche oggi c’è chi fa solo questo lavoro, si un lavoro perché le produzioni richiedono presenza per almeno sei sette ore in studio per la registrazione di più programmi.

Ma questo lavoro è ancora un’isola d’oro dove ci si diverte guadagnando?

Lo abbiamo chiesto a chi partecipa quotidianamente ad alcune delle trasmissioni televisive più note ed il dato che emerge è a dir poco allarmante. Eviteremo di proposito i nomi degli intervistati e i programmi di riferimento per evitare loro ripercussioni lavorative ma analizzeremo il dato nelle righe che seguono.

Non esiste una vera e propria paga oraria, ma un rimborso per la partecipazione; questo rimborso giornaliero a cui si affianca il pranzo (in genere un panino ed una bottiglietta di acqua) assomma a euro venticinque, per circa sette ore di lavoro, una media oraria di poco più di tre euro l’ora.

Il lavoro in se e per se sembra facile: basta applaudire e divertirsi, ma come è in realta? Nei fatti occorre star seduti a blocchi di 4 o 3 ore per le registrazioni delle puntate, nessuna possibilità di alzarsi per andare in bagno, la pausa spetta al conduttore ed alla troup ma al pubblico non è permesso allontanarsi, le riprese vengono interrotte di continuo per il montaggio pertanto gli applausi o la partecipazione del pubblico è ripetuta spesso tre o quattro volte a scena secondo le esigenze del montaggio. Il divertimento? Nessuna spontaneità, tutto è eterodiretto, anzi se non batti forte le mani ed i piedi ti dicono che resti a casa. Insomma, un giorno può essere piacevole, tutti i giorni una fatica!

Ecco quindi che il pubblico, ex figuranti, divengono da oasi felice, un lavoro divertente e retribuito, i nuovi sfruttati del mondo televisivo. Certo fa a dir poco strano lo iato che c’è tra un conduttore che prende cifre astronomiche a puntata e chi per figurare prende tre euro l’ora. Forse manca una normativa di riferimento oppure viene aggirata, ma un dato è certo lo sfruttamento del lavoro in questo modo è chiaro: nessun contributo INPS, ENPALS o INAIL eppure se si osserva quanto il pubblico che partecipa deve fare durante lo show è chiaramente un lavoro.

Un rimborso spese che porta chi vive di questo, facendolo cinque giorni la settimana per sette ore al giorno ad una retribuzione mensile di cinquecento euro mensile.

Si spera che lo stato possa intervenire disciplinando anche questi aspetti, perché per chi vive di questo diventa difficile potersi permettere anche le esigenze primarie di vita.

Il nuovo provvedimento dignità del Ministro Di Maio va nella direzione dei diritti dei lavoratori e ci si attende una politica decisa al riguardo, chissà se anche questi lavoratori otterranno giustizia e dignità!

Alessandro Decadi

© Riproduzione riservata