Imma Battaglia Contro Il Ministro Fontana: E' Tempo Di Lotta

Imma Battaglia Contro Il Ministro Fontana: E' Tempo Di Lotta

L'attivista si scaglia contro le ultime dichiarazioni del ministro della famiglia, invitando la popolazione alla lotta.

117
0
stampa articolo Scarica pdf

Continua la propaganda integralista del Ministro Fontana contro il riconoscimento dei figli nati all’estero con la GPA, in piena sintonia con Salvini  a ricordarci che per lui “i bambini hanno diritto ad avere un padre ed una madre”;

i leghisti, in costante campagna elettorale, continuano a fare dichiarazioni demagogiche visto che  la giurisprudenza ha già riconosciuto la piena legittimità degli atti di nascita con due padri e due madri, e che "l'interesse del minore prevale sulla legittimità delle tecniche con cui è venuto al mondo" e quindi è impossibile qualunque azione prefettizia sullo stato civile.

Ancora una volta questo governo si dimostra un #gianobifronte.

Da una parte il Ministro Fontana con le sue costernazioni anacronistiche, anticostituzionali, nonché anti europeiste, ribadisce il pensiero che è già noto sull'inesistenza dei figli delle coppie omosessuali alla ricerca dei consensi conservatori e integralisti  e dall’altra i Cinque Stelle che cercano di arginare la crescita leghista facendo timide dichiarazioni verso il campo della sinistra.

Siamo abbastanza maturi politicamente per capire che siamo in piena contrapposizione fra la propaganda leghista, che li ha portati al 31,5% nei sondaggi e i compagni di governo pentastellati che, necessariamente, e per fortuna nostra, si schierano compatti contro le sparate ridicole di Fontana.

L'Appendino dichiara che continuerà a fare i riconoscimenti, mentre Spadafora invita al dialogo e tenta una mediazione  sulle posizioni del ministro. Al centro di questi posizionamenti politici ci siamo noi, c'è la tutta popolazione GLBTQI, che deve riconoscere questi atteggiamenti nel passato, un dejavu pericoloso di quando la politica non assumeva posizioni chiare ma navigava su parole vaghe senza programmi e azioni concrete.

Il messaggio che mandiamo è che sui diritti non si torna indietro; non si gioca all'acchiappavoti sulla pelle dei nostri figli. Poche chiacchiere e fatti certi, come una immediata e definitiva legge che riconosca il matrimonio egualitario e i figli delle coppie omosessuali. Non ci facciamo ingannare né dalle dichiarazioni di sostegno, né da quelle contro.

Questo per noi è tempo di lotta e lo abbiamo compreso chiaramente da oggi in poi si  torna in piazza, a fare le barricate.

© Riproduzione riservata