La Spiaggia Tiberis

Apre la spiaggia urbana di Roma

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Se siete rimasti in città e l’afa vi opprime, quale miglior soluzione se non quella di usufruire di una spiaggia attrezzata lungo uno dei fiumi più inquinati d’Italia?

Nel dicembre del 2017, l’amministrazione capitolina annunciava che per l’estate 2018 Roma avrebbe avuto una spiaggia sul Tevere in prossimità di Ponte Marconi. Un’area di diecimila metri quadrati con tanta sabbia e impianti sportivi. Ma dopo l’annuncio: silenzio.

I mesi passano, le stagioni si rincorrono, le temperature salgono ed ecco che lentamente, alla fine di giugno, dopo mesi e mesi di bonifiche, manutenzione del verde, prelievo di mondezza, che a Roma non manca mai, iniziano i sopralluoghi del Comune e dei comitati di quartiere per poi ripiombare nuovamente in un assordante silenzio.

Si arriva a luglio e in fretta e furia il Comune di Roma si muove al fine di realizzare ciò che a Dicembre dell’anno prima aveva tanto pomposamente annunciato. Una spiaggia urbana alla moda come in tante altre città Europee come Parigi, la cui Paris Plage lungo la Senna è arrivata all’undicesimo appuntamento (chiuderà il 19 agosto ma è aperta da giugno) oppure a Praga presso l’organizzatissima Zlute Lazne lungo la Moldova o a Berlino presso la Badeschiff lungo il fiume Sprea (vi invito a fare una salto su internet per visionare queste splendide spiagge e vedere i servizi che offrono, poi fate un salto a Ponte Marconi ma portatevi una boccia di Maalox).

Ma veniamo alla realizzazione di questa importantissima opera annunciata a dicembre 2017, caduta nel dimenticatoio e, giustamente, ricordata alla giunta Raggi dai cittadini e dalla stampa ad inizio estate: Che fine ha fatto la spiaggia promessa?

In un susseguirsi di balbettamenti, concessioni concesse, autorizzazioni, allacci Acea, canneti, mondezza e bonifiche, ecco che l’Amministrazione Raggi deve consegnare uno straccio di spiaggia nel giro di tre settimane ed alla faccia della trasparenza, non viene fatto nemmeno un bando di gara ma tutte le operazioni vengono fatte accuratamente e scientemente con il sistema dell’affidamento diretto. Un pezzo a una ditta, un altro pezzo ad un’altra ed ecco che lentamente prende corpo la tanto attesa spiaggia urbana. Un fantastico puzzle o una creatura stile Frankestein, giudicate voi.

Ed è così che il 4 agosto, e sottolineiamo 4 agosto, apre finalmente TIberis.

Nessuna inaugurazione ufficiale, causa maltempo, dicono gli uffici stampa, nessuna visita della Sindaca ma è presente Franco Giampaoletti, il City manager delegato a rappresentare il Comune, che avverte che si tratta di un progetto pilota che deve essere ancora ultimato.

Come da programma diecimila metri quadrati, una ventina di ombrelloni, uno spogliatoio ricavato in un container dove immagino si raggiungano temperature prossime alla bollitura, docce rinfrescanti, due campi di beach volley e la cosa più splendida: ci sono delle macchinette automatiche a distribuire caffè e acqua invece di un bar o punto ristoro.

Infine dulcis in fundo: i bagni chimici. Immaginate di entrare in un bagno chimico a mezzogiorno? Potrete usufruire nel medesimo istante di sauna e servizio igienico, peccato ci siano anche le esalazioni fetide dei liquami in esso contenuti.

Per carità, non dovremmo lamentarci poiché tutto questo ben di Dio è assolutamente gratuito, compreso il parcheggio e poi si tratta di una sperimentazione e a questo punto la domanda sorge spontanea: la spiaggia rimarrà anche dopo la fine dell’estate? Sarà smontata dall’Amministrazione Raggi o ci penserà la prima piena invernale?

Tiberis sa tanto di uno “Spelacchio” estivo, l’ennesima poracciata di una giunta a corto di idee, che dopo due anni non riesce ancora ad ingranare nell’amministrare una città difficile come Roma.

L’idea della spiaggia cittadina non è sicuramente malvagia ma purtroppo, anche questa volta, tra l’idea buona e la sua realizzazione sta un oceano di balbettamenti e pessima organizzazione. L’area scelta non è sicuramente delle migliori, sicuramente lo spazio è grande, più di quello di cui si potrebbe usufruire ad esempio sull’Isola Tiberina dove troverebbe posto una spiaggia piccola ma molto centrale. E poi Roma è talmente vicina al mare che i romani sono abituati ad andare a Ostia o Fregene per fuggire dalla canicola capitolina. Per non parlare poi dei tanti laghi a pochi chilometri dalla città ed allora perché non dedicare più sforzi per risollevare le sorti della martoriata Ostia e ridare alla città di Roma le spiagge libere che merita?

Alla fine dunque, Tiberis rischia di essere l’ennesima operazione grillina che purtroppo fa da cartina di tornasole a dimostrare quanto la città di Roma sia in uno stato di totale abbandono e confusione.

Uno dei vizi che questa giunta sta ogni giorno e sempre di più mostrando, è che le idee altrui sono da radere al suolo e le proprie sono le più geniali e degne di essere finanziate.

Se per Tiberis non si è andati a bando ma si è usato l’affidamento diretto, in altri casi, pur di osteggiare un’idea innovativa e di successo come quella del Nuovo Cinema America, si è usata la legalità come grimaldello per scardinare l’idea (con risultati devastanti per la giunta in quanto il bando per Piazza San Cosimato è andato miseramente a vuoto e ha visto alla fine tornare nella piazza i ragazzi del Nuovo Cinema America che avevano rifiutato di parteciparvi).

Questa giunta si dimostra sempre più cieca ad ogni giorno che passa ma il tempo scorre e la Raggi ha ancora tre anni davanti a sé per cercare di migliorare la propria sconfortante prestazione o per affossare definitivamente questa splendida e meravigliosa città.

Alessio Capponi

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