Milano: Una Folla Di 70.000 Persone Risponde Ai Tifosi Laziali

Milano: Una Folla Di 70.000 Persone Risponde Ai Tifosi Laziali

Alla vigilia del 25 aprile gli IRR espongono uno striscione che inneggia a Mussolini, la Digos identifica alcuni responsabili indagati per “manifestazione fascista”, il club sportivo prende le distanze, la città risponde il giorno successivo, riempiendo le piazze sulle note di “Bella Ciao”!

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È mercoledì 24 aprile è passata da poco l'ora di pranzo quando un gruppo di tifosi della Lazio, giunti a Milano per assistere alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan a San Siro prevista per la sera stessa, espone nei pressi di Piazzale Loreto uno striscione con la scritta: "Onore a Benito Mussolini". Una provocazione in piena regola, alla vigilia del 25 aprile, che vede la sua tradizionale celebrazione nazionale a Milano, città medaglia d’oro della Resistenza.
La Digos ha individuato alcuni responsabili del gesto che sono stati iscritti nell’inchiesta del capo del pool antiterrorismo Alberto Nobili. L’ipotesi di reato è “manifestazione fascista” in violazione della legge Scelba n° 645/1952.  Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala ha commentato così l'accaduto: “Anche cercando di non drammatizzare, non si può non capire che si stanno superando certi limiti. E che la denuncia di tutto ciò spetta soprattutto alla politica. A tutta la politica però”.
Dure anche le parole del presidente dell’Anpi, Roberto Cenati: “È una cosa allucinante. Una nostra iscritta ci ha avvisato dello striscione portato da una settantina di persone che hanno intonato canti e slogan fascisti e hanno fatto saluti romani. Chiediamo alle autorità di individuare i responsabili. Le organizzazioni neofasciste vanno sciolte applicando le legge Scelba e Mancino, è ora di dire basta”.
Nel frattempo S.S. Lazio ha diramato un comunicato ufficiale, affermando di voler prendere nettamente le distanze da comportamenti e manifestazioni che non rispondono in alcun modo ai valori dello sport, sostenuti e promossi dalla società da 119 anni, e di respingere la tendenza semplicistica di alcuni media a considerare l’intera tifoseria laziale corresponsabile di atti compiuti da pochi ed isolati elementi, per motivazioni estranee ad ogni forma di passione sportiva.

Il gesto non ha in alcun modo intaccato lo spirito delle celebrazioni del 25 aprile, che hanno visto il giorno successivo scendere in piazza più di 70.000 persone.
“Nonostante i timori dovuti al maltempo e al ponte lungo, Milano ha saputo dare una grande conferma. - ha ribadito il sindaco Sala - Oggi abbiamo il dovere di essere la città più antifascista d'Italia”.
Gli fa eco il segretario PD Nicola Zingaretti: “Le risposte più belle a queste provocazioni le stanno dando le piazze piene di italiani che difendono la libertà e la democrazia".
"Noi non siamo qui a caso: siamo qui perché la democrazia l'ha sempre difesa il mondo del lavoro - ha detto invece Maurizio Landini, Segretario Generale della CGIL - Questo per noi è un elemento di identità, non a caso la Costituzione dice che la nostra è una Repubblica democratica antifascista fondata sul lavoro. Ed è bene che nessuno se lo scordi".

Adriana Fenzi

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