Fattoria Didattica

Un’esperienza per restituire ai bambini il rapporto con la natura e renderli consapevoli di quanto sia importante.

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“Non trattate i bambini come fantocci: dategli fiducia e lasciategli eseguire anche i compiti che vi sembrano fuori dalla loro portata. Fateli stare a contatto con la natura e a prendersi cura di piante e animali. Puntate sui loro talenti e non continuate a evidenziarne i difetti”.

Ad affermare questo fu la grande Maria Montessori, medico e pedagogista che tanto ha insegnato sull’educazione del bambino. Il suo motto era ‘aiutiamoli a fare da soli’ seguire cioè i bambini nella didattica, ma lasciando che imparassero ed apprendessero con le loro mani e soprattutto con la loro esperienza diretta. Il bambino deve essere lasciato libero di compiere la propria esperienza scoprendo il mondo che lo circonda: camminare ed esplorare il mondo rappresenta infatti, secondo la Montessori “per il bimbo qualcosa di molto diverso da ciò che significa per noi". L’educazione sensoriale assume un ruolo centrale nello sviluppo psico-cognitivo del bambino.

Anche se scritti più di 100 anni fa sono ancora validissimi: i principi dell'educazione di Maria Montessori.

1) Educare il bambino all'indipendenza aiutandoli a compiere da soli le loro conquiste quotidiane, come imparare a camminare, correre e lavarsi.

2) Mai impedire a un bambino di fare qualcosa perché è troppo piccolo

Non bisogna giudicare la capacità dei bambini in base all'età e non lasciargli fare qualcosa perché troppo piccoli. Questo principio intende infondere loro fiducia e loro dalla loro parte si sentono soddisfatti di aver fatto qualcosa di cui si sono resi capaci.

3) Abituare un bambino a fare con precisione è un ottimo esercizio per sviluppare l'armonia del corpo

Agire con precisione è un modo per imparare a controllare i movimenti: come per esempio apparecchiare con diligenza, mangiare composti, lavare i piatti e rimettere a posto le cose usate.

4) L'educatore montessoriano deve essere un angelo custode che osserva e non interviene quasi mai

L'insegnante deve vigilare affinché il bambino non sia intralciato nella sua libera attività rispettando il bambino che fa un errore e indirizzarlo a correggersi da solo.

5) Mai forzare un bambino a fare qualcosa

Bisogna rispettare il bambino che si vuole riposare da un'attività e si limita a guardare gli altri bambini lavorare. L'educatore non deve forzarlo.

6) Educare al contatto con la natura

"Se fate una passeggiata in montagna non prendete il piccolo in braccio, ma lasciatelo libero, mettetevi voi al suo passo, aspettate con pazienza che raccolga un fiore, che osservi un uccellino..."

7) Innaffiare le piante e prendersi cura degli animali abitua alla previdenza

"Nessuna cosa è più capace di questa di risvegliare un atteggiamento di previdenza nel piccolo che è abituato a vivere senza pensare al domani. Ma quando sa che gli animali hanno bisogno di lui e che le pianticelle si seccano se non le innaffia, il suo amore va collegando l'atto di oggi con il rinascere del giorno seguente."

8) Sviluppare i talenti e mai parlar male di un bambino

L'educatore deve concentrarsi sul rafforzare e sviluppare ciò che c'è di positivo nel bambino, i suoi pregi e i suoi talenti, in modo che la presenza delle sue capacità possa lasciare sempre meno spazio ai difetti.

9) L'ambiente scolastico deve essere a misura di bambino

La scuola deve essere un ambiente accogliente e familiare in cui tutti i mobili e gli oggetti (sedie, tavoli, lavandini...) siano modellati sulle misure ed esigenze dei piccoli

10) I bambini sono i viaggiatori della vita e noi adulti i suoi ciceroni

"Il bambino è come un viaggiatore che osserva le cose nuove e cerca di capire il linguaggio sconosciuto di chi lo circonda. Noi adulti siamo i ciceroni di questi viaggiatori che fanno il loro ingresso nella vita umana..."

"Sono le cose interessanti che lo circondano a spingerlo avanti in passeggiate piene di scoperte interessanti, con l'istinto di muoversi passando da una scoperta all'altra. Tutti i bambini dovrebbero camminare così: guidati da ciò che li attrae".

L’importanza di ristabilire un contatto con la natura dona al bambino una forma di consapevolezza di quanto gli giri intorno, ma non solo. Attraverso il contatto con la terra e con i prodotti che da essa derivano, si permette ai bambini di capire da dove possano derivare i prodotti che mangiano a tavola e la modalità con cui essi crescono. La fattoria didattica diventa un luogo d’incontro, di conoscenza reciproca, di scambio di esperienza tra il fattore e i bambini. In questo modo, il bambino che segue un percorso di qualche settimana, si prende cura di piantine di pomodori, zucchine, zucche, melanzane e così via, vedendole crescere pian piano grazie alla cura e dedizione che gli dedica durante tutto il periodo di attività in fattoria.

L’esperienza dell’orto, secondo educatori e pedagogisti, è la metafora della vita: per ottenere risultati e frutti è necessario impegnarsi e prendersi cura, con passione e costanza, di quello che facciamo. Pertanto, questo tipo di esperienza deve essere vista nel suo aspetto di sviluppo e di arricchimento. L’esplorazione, quindi, rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo fisico ed intellettivo del bambino, perché ogni cosa che lo circonda lo stimola alla scoperta. Questi stimoli vengono offerti dal rapporto che viene stabilito con la terra e con tutto ciò che ruota intorno ad essa. I bambini seminano, innaffiano, si prendono cura, raccolgono gli ortaggi e apprendono in prima persona cosa significhi produrre un pomodoro, una zucchina e altro, comprendendo, in prima persona, come si produca, attraverso la terra, il cibo che trovano a tavola. Nello stesso tempo, diventa anche una maniera per avere un approccio diverso a prodotti ed alimenti che a volte possono essere poco graditi dai bambini. Ogni prodotto diventa così un po’ più familiare come fosse una creatura generata con le loro mani. Tutto appare, ai loro occhi, con un connotato ludico: così raccogliere le patate e produrre gnocchi, da portare a casa, diventa un’esperienza divertente rendendoli consapevoli, allo stesso tempo, su ingredienti e fatica necessari per realizzare quel piatto.

La fattoria didattica è luogo privilegiato per l’educazione ambientale in quanto permette un approccio che parte dai cinque sensi, che stimola continuamente, insieme alla creatività, al gioco e all’opportunità di vivere esperienze sensoriali uniche.

I bambini hanno bisogno di vivere alcune pratiche fondamentali, come quelle di esplorare, scoprire, sperimentare, rischiare, superare ostacoli, manipolare, costruire e aggiustare.

Lo stretto contatto con gli animali come capre, cavalli, pecore, anatre, galline, galli fa sviluppare al bambino una sorta di educazione ambientale, il senso del rispetto della natura in genere, ma soprattutto sono occasioni per scoprire e vivere emozioni, sentimenti e sensazioni. Vengono organizzati laboratori ad hoc per poter restituire manualità e per sviluppare la socializzazione, per imparare a stare e a lavorare in gruppo, come parte di una squadra. Inoltre suoni, profumi, sapori sviluppano la capacità percettiva.

Tra gli obiettivi della fattoria c’è la conoscenza e una maggiore familiarità con il mondo della natura, seguendone i ritmi e offrendo una valida alternativa al dilagante utilizzo degli smartphone e delle tecnologie in genere per sviluppare un coinvolgimento attivo del bambino che scopre la natura, i prodotti agricoli, il lavoro della terra, gli animali. Visitare e soggiornare in una fattoria didattica potrebbe essere una buona idea per potersi disintossicare dal bisogno di essere sempre connessi.

Il proliferarsi di questa “nuova moda” permette di creare un business sostenibile che accomuna tre aspetti: divertimento, turismo e didattica.

Le fattorie sono sempre più scelte dalle scuole di ogni grado, per fare apprendere a bambini ma anche ai ragazzi più grandi e agli adulti il valore del patrimonio agricolo, ma anche la salvaguardia del paesaggio, in percorsi e visite che possono essere effettuate durante tutto l’anno.

Link Fattorie didattiche:

https://www.facebook.com/azagrpaolopeverini/

Michela Di Mattia

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