Dai Crivelli A Rubens. Tesori D’arte Da Fermo E Dal Suo Territorio

Dai Crivelli A Rubens. Tesori D’arte Da Fermo E Dal Suo Territorio

Presso il Complesso di San Salvatore in Lauro risplende l’arte sottratta al terremoto

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I grandi tesori d’arte dello straordinario patrimonio artistico della città di Fermo e del suo territorio rivivono in una piccola mostra visitabile fino al 9 luglio 2017 presso lo splendido complesso di San Salvatore in Lauro: Dai Crivelli a Rubens. Tesori d’arte da Fermo e dal suo territorio. Esposti i polittici di Carlo e Vittore Crivelli, assieme a quelli di Ottaviano Dolci e Giuliano Presutti, L’Adorazione dei pastori di Rubens posta a confronto con quelle di Pietro da Cortona e del Baciccio: opere non visibili perché conservate in luoghi inagibili rese fruibili da una mostra dal tono volutamente etico che desidera contribuire alla realtà attuale del sisma nelle Marche.

Un “evento che sottolinea la sensibilità nel fare qualcosa di concreto in favore delle Marche colpite dal sisma”, come spiega Alfredo Lorenzoni, Direttore del Pio Sodalizio dei Piceni grazie al quale sarà possibile ammirare questi inestimabili capolavori. Un’iniziativa in due fasi: la prima, a cura di Anna Lo Bianco, che vede l’esposizione delle tre grandi pale raffiguranti l’Adorazione dei pastori; la seconda, a cura di Claudio Maggini e Stefano Papetti, con la straordinaria raccolta di pale e polittici rinascimentali di Carlo e Vittore Crivelli, Pietro Alemanno, Ottaviano Dolci e Giuliano Presutti.

Come sottolinea Anna Lo Bianco, “Una mostra organizzata in due sezioni diverse che hanno inizio nel Seicento con tre grandi opere che ripropongono nella Capitale il confronto tra le due pale di Fermo dell'Adorazione dei pastori e quella di Roma. La pala di Rubens risale al 1608 e viene commissionata da padre Flaminio Ricci; un quadro eccezionale per l'altissima qualità, per la ricchezza delle notizie giunte a riguardo; un quadro che racchiude in sé i risultati che il soggiorno in Italia avevano portato a Rubens. Quando torna ad Anversa questo sarà un bagaglio al quale attingerà per tutta la sua restante produzione”. Richiami a Correggio, rimandi a Caravaggio pur on essendo Rubens un pittore caravaggesco. Tra tutti spicca l’immagine di una Vergine dal volto marmoreo al quale il pittore ha dato una vita di luce; il gioco dei dettagli delle mani, talvolta appena accennate, talvolta definite, dona un senso di vita ai personaggi; un quadro sconvolgente per la mole di novità; un'energia, un edonismo che non sfuggì ai pittori contemporanei che compresero la novità della pala dotata di una vita pulsante dall'antico.

In Pietro da Cortona, invece, nella sua prima commissione pubblica, l’Adorazione rivela un sentimento per l'antico in cui il bambino diviene protagonista che emana luce sotto un cielo corrusco; le donne rappresentate mostrano un binomio tra donna vera e donna idealizzata. Un quadro che manifesta la grandezza di Pietro da Cortona .

Alla fine del secolo risale, invece, l'opera di Giovan Battista Gaulli, noto per aver affrescato la Chiesa del Gesù a Roma; nella sua Adorazione il pastore si copre il volto abbagliato dalla luce che irradia il Bambino; Maria mantiene la bellezza classica anche se non sono presenti gli angeli che scendono dal cielo.

Opere non visibili perché conservate in luoghi inagibili rese fruibili da una mostra dal tono volutamente etico che desidera contribuire alla realtà attuale del sisma nelle Marche.

La seconda parte della mostra narra un viaggio nel 400 per mezzo di quaranta pannelli a comporre 9 opere realizzate da sei pittori in un periodo fiorente per Fermo che vide l'avvicinarsi di molti pittori ispirati dalle opere del Mantegna. Tra tutti Carlo e Vittore Crivelli realizzano opere nelle zone limitrofe a Fermo in cui risplendono i fondi oro già abbandonati dal resto della pittura; nei personaggi si avverte il rimando passato nelle opere dello Squarcione, di Mantegna e Donatello.

Vittore Crivelli lavorò spesso per i Francescani, ordine più rappresentato nelle sue opere, stazionando nelle Marche. Nel 1489, realizza una macchina d'altare composta da 14 tavole raffiguranti 8 storie in cui è evidente il subentrare del senso civico (la presenza del patrono della città).

La crocifissione è l'ultimo dipinto che realizza Vittore Crivelli, per altro su tela; il dipinto, proveniente da Monte San Pietrangelo, non fu completato dall’artista a causa della sua morte; a questi subentrò il cognato. Diverse le teorie in merito; forse però opera conclusa da Giuliani Dolci per l'avvertibile qualità pittorica.

Due mondi, due culture, quella dei Crivelli e quella del Dolci e del Presutti, che portano a scoprire le diverse estrazioni mentali degli autori, le committenze, i luoghi e le influenze.

Una mostra suggestiva che svela una cultura ancora in luce, che non si piega agli eventi sismici, alla distruzione ed all’oblio e che vuole sensibilizzare il pubblico e farlo divenire parte attiva affinché questi splendidi capolavori possano essere nuovamente ammirati nel loro contesto d’origine, musei e chiese del territorio marchigiano.

Ilenia Maria Melis

Dai Crivelli a Rubens.

Tesori d’arte da Fermo e dal suo territorio.

Complesso monumentale di San Salvatore in Lauro

Piazza San Salvatore in Lauro, 15 – Roma

www.crivellirubens.it

www.civita.it

La mostra è ad INGRESSO GRATUITO. È gradita una offerta che sarà destinata ai restauri a Fermo e negli altri centri del territorio.

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