Cinque Mostre Al Macro Via Nizza

Cinque Mostre Al Macro Via Nizza

Tra arazzi, opere scultoree, visioni geometriche e tanto altro

315
0
stampa articolo Scarica pdf

Tra antichi arazzi, nere proiezioni illusorie, ritratti fotografici, introspettive sculture lignee e visioni geometriche, il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma – Via Nizza arricchirà le sue sale fino al prossimo autunno con ben 5 Mostre tutte da scoprire.

Con la mostra Visioni geometriche si giunge al quinto appuntamento del ciclo di esposizioni che intende valorizzare la collezione pluriennale del MACRO: una collezione composta da oltre 1200 opere tra arte grafica e svelata attraverso mostre tematiche selettive in cui le opere dialogano tra di loro affascinado il pubblico.

Tra i temi spicca preponderante quello geometrico che, a partire dal secondo dopoguerra, si abbina ai linguaggi dell’astrazione in modo autonomo, in un periodo in cui la geometria era utilizzata in modo astratto. Uno stile che punta alla ricerca di un’esattezza dell’opera che porti a sfiorare l’arte cinetica; artisti come Biggi, Calò, per cui la cura dei materiali introduce una ricerca di forme matematicamente studiate e programmate che si abbinano all’utilizzo di nuovi materiali: un punto di riferimento per la riproducibilità industriale. Capolavori che mostrano come ci si industriasse al fine di rendere più democratica l’arte con tratti geometrici filtrati per ottenere visioni ottiche differenti. Pareti optical, opere programmate nella texture; visioni che si concentrano sul fare pittorico come pittura, come andamento manuale (Biggi). Schemi metrici che perdono consistenza con Ballocco per il suo studio dei colori e della loro applicazione: un’arte che apre le porte alla società permettendo al pubblico di essere lui stesso artefice dell’opera.

Geometrie sintetizzate negli anni ‘70 ed ambientate nello spazio; tele cromatiche che stimolano il pubblico in una passeggiata emozionale.

Fondata nel 1965 ed attiva fino al 1998, l’Arazzeria Pennese rappresenta un’eccellenza dell’artigianato per l’antico borgo medievale della provincia pescarese, Penne; telai artigianali a quattro licci che hanno ricominciato al lavorare seguendo la maniera antica nel 2014 ed oggi celebrati con una mostra dedicata a questi splendidi capolavori frutto della dedizione, della passione e della fatica: Arazzeria Pennese. La contemporaneità del basso liccio.

Trame che risplendono nei loro colori vivaci intrecciate con maestria dando vita a grandi arazzi che sembrano quadri in cui perdersi nella contemplazione. Tessiture che nascono prima in modo acerbo su cartoni e che poi, grazie alla maestria di Mario Costantini, si tramutano in splendidi arazzi. Opere che vivono di una propria autonomia tra arazzeria storica e contemporanea.

Con Lunar black di Danilo Bucchi, è possibile perdersi tra le proiezioni illusorie del lato oscuro della luna; buchi neri in cui immergersi scorgendo forme figurative che si perdono in vortici bui pittorici. “Il segno di Danilo Bucchi non vola svincolato nella nerità della materia, egli non vuole trasformare l’arte in una pratica che cancella la gravità fisica del mondo nella leggerezza di un personale delirio di onnipotenza” spiega Achille Bonito Oliva, celebre curatore e critico d’arte italiano.

Proseguendo tra le esposizioni in mostra i ritratti contemporanei di Giovanni De Angelis, Art Rewind #1; 48 artisti italiani e stranieri che operano prevalentemente in Italia e con un’età non superiore ai 50 anni immortalati cogliendo l’essenza interiore del soggetto nel momento di interazione con oggetti significanti. Piccole azioni che legano i soggetti al lavoro del fotografo che li guida come un regista a metà strada tra il set e la macchina fotografica. Dimensioni intime, solitarie, nascoste di un io che stenta a tradursi in noi.

Tematiche iconografiche sacre per Gehard Demetz con Introjection, una mostra che in cui sacro e profano, infanzia ed età adulta si contrappongono dando vita ad affascinanti dissonanze a tutto tondo. Un progetto in bilico tra memoria, devozione, simbologia in grado però di comunicare contemporaneità tramite una tecnica ancestrale.

Ilenia Maria Melis

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma

Via Nizza, 138 – Roma

www.museomacro.org

© Riproduzione riservata