Il Premio Goliarda Sapienza Si Arricchisce Con EWriting

Il Premio Goliarda Sapienza Si Arricchisce Con EWriting

Al via il primo laboratorio di scrittura creativa per carceri

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La libertà nelle carceri, osservando la vita esterna da dietro le sbarre, è un sogno che molti detenuti inseguono con dolore; forse un pensiero che si avvicenda con quello del danno arrecato e che ha portato alla prigionia. Ma ci sono, per fortuna, progetti che sanno donare speranza e rendere tangibile quel sogno utopico; uno di questi è il Premio Goliarda Sapienza, che dopo le emozionanti premiazioni dello scorso anno, si arricchisce di un nuovo impulso con eWriting, l’arte dello scrivere.

Ma cosa è il Premio Goliarda Sapienza? Nato otto anni fa da un’idea della giornalista Antonella Bolelli Ferrera, il concorso, promosso da InVerso Onlus, DAP - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e SIAE, ha lo scopo di dare concreta espressione alle finalità rieducative della pena contemporaneamente late dall’art. 27 della Carta Costituzionale.

Nell’ambito del progetto, un numero scelto di detenuti ha realizzato racconti, tra il personale e l’immaginazione, raccolti successivamente in un unico volume, Racconti dal carcere, in cui gli scrittori, seguiti da tutor d’eccezione, hanno dedicato anima e corpo al progetto.

Due le novità più importanti: infatti, quest’anno il progetto si arricchirà di ben 15 lezioni, una a settimana, un laboratorio di scrittura creativa a distanza in quattro istituti di pena tra Roma (Rebibbia Femminile, Rebibbia Reclusione), Santa Maria Capua Vetere, Saluzzo. Seconda novità, la premiazione del vinvitore del Premio Goliarda Sapienza si svolgerà presso il prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino, luogo simbolo della cultura.

Un esperimento interessante, un progetto straordinario che sfiora le corde di chi ha cuore la situazione delle carceri italiane; un ponte che mette in connessione i carcerati con il mondo esterno tramite la scrittura che diviene mezzo personale di redenzione in un processo di crescita che vuole far emergere i reclusi dalla segregazione dietro le sbarre.

L’editore Giulio Perone, in doppia veste, rivestendo anche il ruolo di tutor, spiega: “Sono contento di aver creato questo ponte con quello che è stato lo scorso anno il Premio Goliarda Sapienza; quando Antonella mi ha parlato degli sviluppi che voleva dare al progetto, ho pensato che fosse necessario un intervento presso l’Università E-Campus, perché ritengo abbia un’apertura verso il sociale non scontata; questi progetti possono andare avanti solo nelle sinergie e sono contento anche che gli scrittori abbiano voluto mettersi in gioco. Sono contento di appoggiarlo sia da autore che editore”.

Un progetto che parte da lontano ed iniziato con il Premio Goliarda Sapienza otto anni fa e dedicato esclusivamente detenuti rinchiusi nelle carceri italiane. Un’iniziativa che sente forte la necessità di ampliarsi accogliendo l’idea di portare fuori la scrittura che nasce dentro, non solo tramite parole di carta, ma anche grazie a lezioni formative che avvicinino i detenuti alla lettura ed alla realizzazione di testi.

Un doppio senso, un invito ad uscire dall’idea della reclusione che offrirà l’opportunità al vincitore di varcare anche fisicamente le porte del carcere partecipando in prima persona alla premiazione.

Il laboratorio di scrittura creativa per la prima volta adotterà il mezzo dell’e-learning in diretta come metodo di studio e confronto; due ore a settimana per uno spumeggiante confronto tra tutor e detenuti.

Un progetto che si avvale della partecipazione di grandi scrittori tra i quali Serena Dandini, Dacia Maraini, Antonio Pascale, Erri De Luca, Giulio Perrone; a dirigere il laboratorio, Cinzia Tani che si avvarrà della “compagnia” di un grande scrittore.

Lavorare a questo progetto nel nome di una donna così speciale che non ha avuto la possibilità di godere del suo successo e dell’abbraccio con il pubblico, è molto simbolico che questo premio cerchi di creare scrittori e di trovare talento - commenta Serena Dandini, primo tutor a cimentarsi nel laboratorio. E continua - Il talento e il merito non sono considerati spesso; spesso sono considerate altre caratteristiche per, quindi mi sembra molto importante cercare anche dove sembrerebbe il posto più lontano. Penso che Goliarda Sapienza sarebbe entusiasta”.

Grazie a progetti come questo anche nel male può germogliare il bene e uno sbaglio aiutare a crescere anche chi dello sbaglio ha viva una ferita.

Ilenia Maria Melis

eWriting l’arte dello scrivere

Ottobre 2017 – Gennaio 2018

http://www.raccontidalcarcere.it/

(Ph. Federica Di Benedetto)

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