Le Quotidiane Perle Di Bellezza La Pietà Di Michelangelo

Le Quotidiane Perle Di Bellezza La Pietà Di Michelangelo

La Pietà, Michelangelo Buonarroti, 1497-1499, Basilica di San Pietro, Città del Vaticano.

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"Alla quale opera non pensi mai scultore né artefice raro potere aggiugnere di disegno, né di grazia, né con fatica poter mai di finitezza, pulitezza e di straforare il marmo tanto con arte, quanto Michele Agnolo vi fece, perché si scorge in quella tutto il valore et il potere dell’arte"

Così Giorgio Vasari diceva della Pietà scolpita da Michelangelo Buonarroti tra il 1497 ed il 1498. Aveva solo ventidueanni ma la sua fama per le sue opere fiorentine avevano ormai travalicato i confini della Toscana. Fu cosi che il cardinale francese Jean Bilhères de Langraulas affidò a Michelangelo la commissione per una scultura raffigurante "una Vergine Maria vestita, con Christo morto in braccio" che doveva quasi sicuramente fungere da monumento funerario dell'anziano cardinale. Michelangelo si recò immediatamente a Carrara per scegliere un blocco di marmo pregiato e di estrema purezza e nel giro di un anno, come da contratto, portò a termine la scultura che da subito suscitò grandissimo scalpore tra tutti i suoi contemporanei. Alcune fonti riportano addirittura che alcuni misero in discussione l'attribuzione della spelndida scultura ad un artista cosi giovane qual era Michelangelo, tant'è che queste infamie spinsero il genio fiorentino ad incidere il proprio nome sulla fascia che cinge Maria (è questa l'unica opera firmata da Michelangelo). La statua venne sistemata nella sua collocazione attuale nel 1749 e dal 1975 è protetta da lastre di vetro infrangibili allo scopo di difenderla da gesti vandalici, come quello fatto dal geologo australiano di origine ungheresi Lazlo Thot che nel 1972 prese a martellate il capolavoro frantumandole il braccio sinistro e danneggiando seriamente il volto.

La Pietà di Michelangelo è considerata uno dei capolavori universali dell'arte umana. Michelangelo rompe gli schemi classici delle pietà scolpite fino a quel momento, da vita ad una composizione triangolare a richiamare la Santissima Trinità. 

Maria seduta sul monte Golgota, tiene sulle propria ginocchia ed in grembo il corpo del figlio morto ed appena deposto dalla Croce. Michelandelo scolpisce il Cristo morto rendendolo "vivo" e sfruttando al massimo tutti i suoi studi di anatomia portati avanti di nascosto presso Santo Spirito. Viene voglia di accarezzare quel corpo martoriato per percepire le vene e i muscoli perfettamente modellati. Maria è una figura imponente, il suo corpo quasi scompare coperto dai voluminosi e ricchi panneggi delle vesti che non fanno altro che attirare lo sguardo dello spettatore verso il suo volto.Guardando il viso della madre di Di, la prima cosa che colpisce è la sua anacronistica giovinezza, cosa che qualche contemporaneo di Michelangelo criticò ma che, invece, risulta fortemente voluta dall'artista fiorentino in quanto Maria, vergine incorrotta, non può invecchiare ed appassire. Sul suo volto non vi è espressione di rabbia, ira, dolore, tristezza, Michelangelo illumina il viso di Maria con la luce della rassegnazione. Michelangelo riesce a carpire quanto di più umano ci sia nel raccoglimento intimo tra madre e figlio in un momento così drammatico senza far dimenticare allo spettatore chi siano i soggetti dell'opera ovvero il Figlio di Dio e sua Madre.

E' questa un'opera universale perchè riesce a colpire l'anima nel profondo, spezza il cuore ed il fiato, infonde amore, quell'amore di una madre che deve sopravvivere alla morte del proprio figlio, l'evento più drammatico che possa accadere ad un genitore, tant'è che in nessuna lingua vi è una parola che indichi un genitore che ha perso il figlio.

Alessio Capponi


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