Le Quotidiane Perle Di Bellezza Gli Angeli Di Melozzo Da Forlì

Le Quotidiane Perle Di Bellezza Gli Angeli Di Melozzo Da Forlì

Gli Angeli musicanti, Melozzo da Forlì, 1478-1480, Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano

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Ci sono artisti, ai più sconosciuti, che fecero grande la storia dell'arte, perchè furono i prosecutori delle meraviglie dei grandi che li precedettero e allo stesso tempo fonte di ispirazione per tutti i grandi che li seguirono. Melozzo da Forlì è uno di questi.

Melozzo di Giuliano degli Ambrosi, detto Melozzo da Forlì, nacque a Forlì nel 1438 . Sappiamo poco della sua formazione giovanile. Ebbe diversi maestri giotteschi e si fece subito notare nella sua Forlì e a Roma dove affrescò alcune pareti della chiesa di San Marco (1464) a Piazza Venezia. Lavorò poi ad Urbino, dove entrò in contatto e fu discepolo di Piero della Francesca. La sua fama crebbe a dismisura tanto da essere richiamato a Roma nel 1475 da Papa Sisto IV per diventare il Pictor Papalis ovvero il pittore ufficiale del Papa. Alla morte del papa, nel 1484, Melozzo si spostò a Loreto e dopo un'altra incursione romana per lavorare nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme e nella chiesa di Santa Francesca Romana, ritornò a Forli dove morì nel 1494.

Melozzo ha lasciato un segno indelebile nella storia della pittura rinascimentale, fu studiato da tanti artisti compresi Raffaello e Michelangelo. Fu maestro della prospettiva dal basso che fu chiamata Melozziana essendone lui il piu grande interprete.

Da tutti sono ammirati e ricordati i famosi Angeli musicanti. Melozzo li dipinse tra il 1478 e il 1480, originariamente si trovavano sulla volta nell'abside della chiesa dei Santi Apostoli a Roma e furono realizzati in seguito al rifacimento della chiesa voluto e patrocinato da Giuliano della Rovere, il futuro papa Giuliano II. Rimasero nella loro posizione originale fino al 1711, quando l'abside venne distrutta per ricostruire la chiesa. I frammenti vennero staccato con poca cura e quelo che fu recuperato fu in parte rimontato nel palazzo papale del Quirinale ( la figura del Cristo benedicente) ed in parte conservato nei Musei Vaticani.

Nella Pinacoteca Vaticana sono dunque esposti i frammenti degli angeli musicanti. Splendidi angeli dai capelli folti e biondi, dagli incarnati rosati, eterei e sensuali, i loro sguardi sfidano gli spettatori o guardano in cielo estasiati. I colori sono caldi, è un trionfo di luce e colore come sarà in Michelangelo e Raffaello. Questi visi, poi, così delicati e dolci saranno gli stessi che ritroveremo nelle opere di Raffaello.

I veri tesori dell'arte non sono quelli gelosamente custoditi e che tutti noi conosciamo, ma sono quelli che ci sfuggono e che possiamo percepire nelle opere dei grandi maestri. Questi tesori sconosciuti, quando li scopriamo, ci illuminano e ci fanno apparire ancora più grandi le opere dei geni del Rinascimento, perchè rappresentano la summa di una grande epoca di grande bellezza.

Alessio Capponi


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