Gonzalo Orquín - Próximo Destino: Roma

Gonzalo Orquín - Próximo Destino: Roma

Inaugurata con successo al Cervantes di Piazza Navona la mostra dell’artista che ha realizzato dei personalissimi omaggi ai grandi pittori spagnoli del passato in un suo percorso di ricerca fatto più di allusioni che di citazioni dirette.

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Che il pittore sivigliano Gonzalo Orquín sia entrato nel cuore dei romani lo ha dimostrato la grande affluenza che c’è stata per l’inaugurazione della sua mostra “Próximo destino: Roma” celebrata nella sede dell’Istituto Cervantes in piena piazza Navona.

Un vero e proprio evento mondano che ha reclutato tanti personaggi che hanno potuto ammirare una ventina di opere inedite dove emerge una sempre maggiore evoluzione professionale dell’autore con una maturità pittorica che, nonostante la giovane età, già si presenta più che evidente.

La mostra di Orqín ha voluto evocare con il suo particolare stile contemporaneo la presenza di quegli artisti spagnoli che, attraverso i secoli, rimasero affascinati dall’Italia e della sua capitale proprio come ha fatto lui che ormai si divide fra Roma e il suo paese di origine.

Nelle sale del Cervantes si è inevitabilmente presi prima da una visione di insieme che porta a volere abbracciare la visione di quelle opere quasi contemporaneamente considerato il colpo d’occhio di bellezza che sono destinate ad imprimere. Poi è d’obbligo concentrarsi su ogni singolo lavoro che riporta nell’intestazione il nome dell’autore e quello del suo ispiratore come l’incontro di un’anima che è riuscita a tramandare il valore di un’altra senza emulazione di stile e senza mimesi.

Ecco che allora si può scoprire il valore del “Retrato de Olga” ispirato a Pablo Picasso, “Calling for a new Renaissance” dedicato a Diego Velázquez, “Mitad ángel, mitad marisco” per Salvador Dalí, “Donde habita el olvido” per Gregorio Prieto, “Santo Tomás” per Jose de Ribera fino a “Anunciacion Muchacho con lirio” che richiamandosi a El Greco rappresenta un ragazzo che riesce nel volto a personificare  la purezza del giglio che porta in mano nonostante l’adolescenza avanzata segno di una virtù che si può conservare a qualsiasi età.

Con il nero di fumo su tela il pittore sivigliano rappresenta “Los (nuevos) desastres de la guerra” con il richiamo alla grande opera di Francisco de Goya. Vere e proprie istantanee che mostrano oggi quella stessa morte e disperazione che, nonostante il trascorrere degli anni, sembrano sempre uguali se non ancora più terribili considerato il grado di civiltà che l’uomo si vanta di avere raggiunto. 

Ma accanto ai maestri più noti Gonzalo Orquín ha preso in considerazione anche nomi oggi forse meno noti ma che in passato ebbero una certa importanza come Eduardo Rosales e Mariano Salvador Maella. In particolare ispirato a quest’ultimo troviamo il bellissimo “Retrato de D.Mariano Maella” pintor de camara de Carlo IV dallo stesso dipinto quando era a Roma. Un volto con cui oggi sarebbe facile incrociarsi in qualsiasi metro ma a cui l’artista ha saputo rendere quella degna espressività che lo rende eterno a prescindere dall’epoca in cui viene rappresentato.

“Próximo destino:Roma”, realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, fino al 14 luglio 2018 rappresenta un evento da non perdere per conoscere l’ulteriore passo di un artista il cui cammino di ricerca è destinato ad essere segnato da sempre maggiori successi.

A disposizione del pubblico anche un catalogo con testi di Gianni Papi e Cesare Biasini Selvaggi e con un’introduzione di Jesús Manuel Gracia Aldaz, Ambasciatore di Spagna in Italia.

                                                                                                 Rosario Schibeci 

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