Tutto Il Principe Carlo In Una Biografia Firmata Da Vittorio Sabadin

Tutto Il Principe Carlo In Una Biografia Firmata Da Vittorio Sabadin

La mania per la natura e il cibo sano, i contrasti con Diana, la guida Camilla. E un trono che non arriva mai

219
0
stampa articolo Scarica pdf

Anche il "Time" è stato d'accordo con Vittorio Sabadin: a proposito di Carlo, erede al trono inglese, in una sua recente copertina recante il suo faccione, il periodico americano titolò: "Il principe dimenticato". Che è anche il sottotitolo del libro del giornalista de "La Stampa", esperto di cose britanniche, che dopo aver raccontato la madre Elisabetta, snocciola nei particolari, alcuni dei quali suggestivi, la vita di Charles Philip Arthur George, primo in linea di successione al trono inglese in una riuscita biografia edita da Umet. Un passaggio di consegne che non arriva mai: con sessantacinque anni di regno, record d'ogni tempo, e una salute apparentemente ancora di ferro, mamma Elisabetta è saldamente ancorata alla "Coronation Chair". E in cosa consiste dunque quel "dimenticato"? Forse per l'eterna attesa di una successione che non arriva mai, a proposito della quale l'autore tende a escludere completamente un clamoroso salto dinastico con William pronto a subentrare. 

La storia del principe Carlo non è certo una di quelle da "Cool Britannia". Riti, abitudini, solennità, modo di abbigliarsi e di pensare il regno, fanno parte ancora dell'età elisabettiana (seconda) e vittoriana. La sacralità della Monarchia in Carlo è vivissima, insieme alla passione per l'arte, i cavalli e la natura. Tutto quelle discrepanze insomma che hanno portato ai contrasti con l'ex moglie Diana, una maxi vicenda che ha inzuppato i famelici tabloid d'Inghilterra e i quotidiani di tutto il mondo e che Sabadin ripercorre ovviamente nei dettagli. Lei troppo ingenua e disincantata, lui troppo distaccato e svampito, ma soprattutto non innamorato. Carlo che a 33 anni deve fare in fretta, se vuol salvare la dinastia. Trovare moglie e mettere al mondo eredi, e dunque, dopo vani tentativi, ecco la ragazza aristocratica, vergine e protestante che i canoni dell'epoca richiedono. Lui, classe 1948, lei di quattordici anni più piccola ma facente parte degli Spencer, una famiglia le cui origini risalgono al quindicesimo secolo e i quali membri hanno sempre vissuto nell'orbita dei Windsor. Un pasticcio: nulla in comune tra una icona pop del tempo e un principe vecchio stampo, e l'ombra di Camilla già accanto a lui, la donna che avrebbe dovuto sposare subito e che divenne sua moglie solo nel 2005. "Chiudi gli occhi e pensa all'Inghilterra", gli disse la sorella Anna quando il danno era ormai fatto e il matrimonio non s'aveva da fare. Fragile, Diana, ma Carlo non era da meno. Gli anni di Gordonstoun, il ferreo collegio scozzese in cui veniva picchiato e deriso, fattogli frequentare dal padre Filippo che aveva passato le stesse disavventure, ma voleva provare a temprargli un carattere mite e schivo. Il controverso rapporto con l'Islam che non gli ha risparmiato critiche e il Prince's Trust, l'organizzazione tramite la quale si presta aiuto ai bisognosi, oggetto di una attuale disputa col figlio William perché possa passare di mano e non perdere tutto il suo valore di umanità e sostegno.

C'è il Carlo pubblico ma anche quello privato, con i mocassini di quarant'anni fa che gli stanno ancora bene, gli abiti datati che ancora gli donano perché in tanti anni si è mantenuto fisicamente e che sono infilzati in un manichino che fu del suo bisnonno, Giorgio V, prima che vengano indossati. La rigidità coi valletti lenita proprio da Camilla, i romanzi di Van der Post sempre sul comodino. E l'amore per Highgrove, la tenuta che acquistò e rinnovò facendola divenire una dimora naturale. Guai a sprecare cibo, guai a ingurgitare qualcosa che non venisse dai prodotti stagionali della terra. L'uomo che parlava alle piante e che per questo fu spesso additato di non essere un buon erede, il figlio cresciuto con le "nannies", le tate, che si è caricato sulle spalle il peso di due ragazzini, Henry e William, rimasti senza madre, e tanto altro tra le pagine del libro. E' l'erede che attende da più tempo la corona, sorte già capitata ad Edoardo VII, figlio della Regina Vittoria. Dura la vita di un Principe che altro non aspetta che la scomparsa della madre, divenuto ormai oggetto di ilarità dal mondo comune ma che Sabadin si premura di dipingere come un uomo che non ha nessun tipo di fretta di regnare. E una chiosa, per tutte: "Non sarà un Re memorabile, non ha il tempo di dimostrarlo. Ma sarà ricordato come un grande principe di Galles". Magra o cospicua consolazione, non lo sappiamo. Bisognerebbe chiederlo al diretto interessato.

Stefano Ravaglia 

© Riproduzione riservata