Americo Gualtieri

Americo Gualtieri

Emozione legno. Quando dal legno le emozioni, e le innumerevoli possibilità che questo materiale offre, prendono forma per diventare splendidi e originali oggetti d’arredo. Intervista a cura di Michela Di Mattia

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Lavori esclusivamente il legno?

Anche altri materiali naturali

Com’ è nata questa attività?

La mia passione per il legno è iniziata da bambino in quanto mio padre aveva una falegnameria. Il legno è stato un materiale che mi ha sempre affascinato, ma mi occupavo di modellismo navale. Ultimamente, grazie alla mia curiosità, ho scoperto il mondo della tornitura, ho fatto corsi vari e mi sono specializzato in questa tecnica. Dai primi lavori che uscivano discretamente bene, mi sono appassionato sempre di più e a motivare la mia passione, realizzando per lo più vasi, torniti con diverse tecniche.

I legni sono bicolore?

In realtà nessuno è colorato. Le sfumature sono le varie essenze dei legni. Ci sono delle essenze esotiche che hanno colori molto vivaci, come il rosso e il giallo, anche difficili da reperire. Comunque anche i legni nostrani, accostandoli cromaticamente in maniera opportuna danno bei risultati anche loro: acero, noce, ciliegio. Il segreto è indovinare il gioco dell’accostamento cromatico.

Quali sono i legni esotici che utilizzi?

L’ebano, che è nero, il padouk che è rosso, lo yellow pine, che è giallo. Insomma ce ne sono diversi. Alcuni sono bellissimi, ma altrettanto costosi e di difficile reperibilità. Poi lavorando il legno e confrontandomi con altri artigiani/artisti ho scoperto il ramo della lavorazione delle zucche, da cui ricavo lampade d’arredamento.

Sono una qualità particolare di zucche?

Sono sempre nostrane, italiane, che vengono utilizzate per scopi ornamentali, ma vengono utilizzate anche tanti altri scopi: contenitori per liquidi, come la vecchia borraccia, strumenti musicali, e così via.

Come realizzi vasi con il legno?

Dal pieno, da un pezzo di legno, da lì si ricava il vaso finito, tutto di uno stesso colore. Oppure con una tecnica che si chiama “segmentata”, si creano vari strati unendo dei segmenti, o anelli formati da un numero di segmenti che può essere di 8, 12, 24…più segmenti inserisci, più si riesce ad ottenere dei disegni complessi. Gli strati poi si sovrappongono uno sull’altro e si torniscono alla fine, sia dentro che fuori. Con questa tecnica riesco ad ottenere quelle lavorazioni e quei disegni geometrici che poi si vedono.

Quanto tempo ci impieghi a fare un vaso?

Essenzialmente, dipende dalla tecnica che si sceglie. Se il vaso è realizzato dal pieno, quindi mera tornitura, non ci vuole molto tempo. Se, invece, bisogna progettare e costruire i vari segmenti, tagliandoli e incollarli, è un lavoro che richiede moltissimo tempo, essendo vincolati dal tempo di essiccazione della colla. Per poter realizzare un vaso di medie dimensioni, con un’altezza e larghezza di 15/18 cm ci possono volere anche 50 ore di lavoro effettivo. Poi ci sono vasi con lavorazioni particolari, con figure a zig zag, o rombi…quelli sono proprio intarsi fatti con legni di altra natura e per realizzare questi ci vuole molto tempo, per i necessari tagli di precisione e rifiniture varie. Mentre per la lavorazione delle zucche i tempi sono decisamente inferiori.

Hai realizzato un oggetto che assomiglia ad una chiocciola lucida.

Quella viene definita wooden shell, cioè una conchiglia di legno. E’ una tecnica per cui, partendo da un listello tagliato con un certo angolo, si crea una sequenza di pezzi che sono sovrapponibili uno sull’altro e calcolando il raggio di taglio, riesci ad avere una forma più o meno aperta di una conchiglia, in base alla grandezza dell’angolo di taglio che viene dato al legno.

Quindi hai iniziato facendo navi?

Sì è stato un hobby che ho avuto da 14/15 anni fino ai 17, poi l’ho ripreso nel corso degli anni, ma molto a rilento perché sto seguendo queste altre forme artigianali. Io faccio tutti queste realizzazioni per hobby. Non è il mio lavoro principale. E’ un hobby, ma ho anche richieste di acquisto per questi oggetti e se non ne sono particolarmente affezionato, li vendo anche.

Adesso sto realizzando lampade ma anche orologi. Ho la mia pagina face book: https://www.facebook.com/Emozione-Legno-1456466337800327/ e un sito: https://www.emozionelegno.com/ dove poter visionare i miei lavori.

Tu hai la possibilità di spedire i tuoi oggetti?

Sì certo, anche spedizioni internazionali.

Ho visto che hai realizzato una macchina con orologio?

È un progetto di un ingegnere meccanico americano, è un progetto non mio e io l’ho realizzato con la mia personalizzazione(perché questa macchina è stata realizzata anche da altre persone attingendo dallo stesso progetto). https://www.youtube.com/watch?v=5gcE6hKxEh0

E’ un orologio con movimento meccanico. Il movimento è dato da un peso che va giù. E’ realizzato tutto in legno e metallo, per ciò che riguarda le aste su cui girano gli ingranaggi ed è molto accattivante vederlo in funzione. Ogni ora fa scendere il numero di palline dell’orario corrispondente e ogni 12 ore c’è il sistema di reset e le palline vengono convogliate nel binario inferiore. Di questi orologi in legno ne ho realizzati in totale 3, prima di avvicinarmi al mondo della tornitura dei vasi. Uno di questi si chiama tucan clock ed è presente sul sito, con movimento elettromagnetico, cioè il movimento dipende da un elettrocalamita. E va alimentato con la corrente elettrica. E’ un orologio da scrivania.

È un bellissimo hobby che potrebbe essere insegnato alle nuove generazioni, vero?

Tra le nuove generazioni sono pochissimi, si contano nelle dita di una mano, che abbiano un minimo di manualità. Questo perché può essere che in famiglia ci sia qualcuno che fa qualche mestiere manuale. In alcune scuole del nord Europa nelle scuole fanno fare realizzazioni manuali, proprio per trasmettere questa manualità, come si faceva una volta nelle nostre scuole.

Con lo sviluppo dei lavori manuali si stimola molto la manualità, perché lavorando ti si presentano dei problemi che poi devi risolvere ed è questo lo stimolo adatto per far lavorare il cervello e poi con l’esercizio l’oggetto è migliore rispetto a come è stato realizzato la volta precedente.

Michela Di Mattia

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