GLI ABISSI DI CHRISTIAN LEPORINO

GLI ABISSI DI CHRISTIAN LEPORINO

L’artista partenopeo fino all’8 settembre porta al Castello Aragonese di Ischia un’installazione diffusa site-specific ispirata alle architetture e all’antichissima, stratificata storia dell’incantevole maniero circondato dal mare.

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Il più bel benvenuto a Ischia è quando dal mare si comincia a scorgere il Castello Aragonese, un pezzo di storia in un’atmosfera fuori dal tempo che continua ad affascinare i visitatori con un percorso di visita che può comprendere più di venti tappe. Eh già, perché la poderosa costruzione rappresenta un vero e proprio villaggio dell’antichità con chiese, conventi, prigioni, giardini e terrazzi da dove si può ammirare un panorama a 360 gradi con tanto di Capri e Vesuvio.

E fino all’8 settembre 2019 il Castello Aragonese diventa un’occasione ancora più ghiotta da visitare grazie al nuovo progetto espositivo “Abisso” dell’artista Christian Leperino che prevede l’installazione di circa 80 sculture in gesso bianco sistemate nei luoghi più suggestivi della rocca. L’artista napoletano, classe 1979, ha voluto rappresentare il mare della storia che ci avvolge e da cui possono emergere corpi salvati dall’umana resistenza. Ecco che allora si rendono visibili statue che identificano corpi scheggiati trasportati dalle onde del mare che si arenano in punti particolari del castello creando una piena simbiosi non solo con l’arcaica struttura ma anche con la suggestione del paesaggio circostante.

Leperino con la sua opera non ha reso il luogo più bello perché una determinata bellezza non si può superare, ma di certo lo ha reso più suggestivo ed intrigante perché alla meraviglia ha aggiunto la possibilità di indurre a riflettere. Infondo, perché valutare quei frammenti di corpo solo come dei detriti del passato di un luminoso passato di arte e architettura? Il visitatore può anche considerare quei resti come un segno di rinascita, un antico splendore che può ritornare proprio ricomponendo i singoli pezzi nell’armonia che viene suggerita dallo stesso artista che nella collocazione delle statue non ha mai lasciato nulla al caso.

Di certo percorrendo i sentieri, arrivando alla chiesa settecentesca dell’Immacolata con la sua terrazza, agli spazi del convento di Santa Maria della Consolazione fino a fermarsi alle rovine della cattedrale dell’Assunta, quella che vince è sempre l’incanto di vivere dei luoghi con una marcia in più costituita proprio dal lavoro di Leporino che, sin dalle sue prime opere, affida al corpo un ruolo sempre centrale nella sua ricerca artistica, affinché quello stesso corpo possa rivelare emozioni e sofferenze.

“Abisso”, curato da Davide Sarchioni è un progetto organizzato dall’Associazione “Amici di Gabriele Mattera”, sotto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e in collaborazione con l’Associazione SMMAVE, La DI Art e T.

                                                                                             Rosario Schibeci 

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