Roberta Di Laura

Roberta Di Laura

Una vita dedicata alla danza

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La Redazione di Unfolding Roma ha avuto il piacere di intervistare la giovane e talentuosa Roberta Di Laura, danzatrice classica membro del Consiglio Internazionale della Danza.

Quando hai capito che la danza sarebbe stata la tua vita?

Fin da piccola ho sempre sentito la danza parte di me. Appena ascoltavo una canzone, sentivo l’irresistibile e naturale istinto a muovermi seguendo la musica. Dico spesso di non aver scelto io di iniziare a danzare ma è come se la danza fosse stata sempre dentro di me. Fin dalla prima lezione di danza capii che non avrei mai abbandonato quest’arte.

Esiste una ballerina che rappresenti un punto di riferimento, un modello nella tua carriera? Perché?

Ammiro molto Svetlana Zackharova, étoile del Bolshoi di Mosca, per le sue doti tecniche ed interpretative. Quando la guardo danzare mi trasmette forti emozioni e per me rappresenta la ballerina per antonomasia. Ogni qual volta devo preparare un’esibizione o studiare una variazione guardo sempre i suoi video come fonte d’ispirazione.

Quali rinunce hai dovuto fare per perseguire il tuo sogno?

Quando si decide di dedicare la propria vita alla danza bisogna rinunciare a molto ed è necessario essere ben motivati in questa scelta altrimenti difficilmente si può proseguire. La danza rappresenta un impegno costante, assorbe molta parte della propria vita e non lascia molto tempo per sé né per tutto quello che ci circonda. Per la danza ho rinunciato a vivere un’adolescenza spensierata come le mie coetanee, ad uscire con le amiche, al mio tempo libero. Sono state rinunce necessarie e dettate da grande passione ed amore per la danza per cui non implicano assolutamente rimpianti anzi sono molto fiera delle scelte fatte.

Penso che il mondo della danza sia molto competitivo, soprattutto a certi livelli. Hai incontrato molti nemici lungo la tua strada? Cosa ti ha dato la forza di andare avanti?

La danza è un mondo altamente competitivo ed è una continua sfida soprattutto con se stessi. Non mi piace che la danza e l’arte in generale venga considerata un modo per poter dimostrare quanto si possa essere più bravi di un’altra persona. Ritengo al contrario che si debba vivere la danza soprattutto per quelle piccole emozioni quotidiane che può donarci anche e soprattutto lontano dai riflettori. Lungo il mio percorso ho incontrato molte persone che hanno cercato di ostacolarmi in tutti i modi mosse probabilmente da invidia. Spesso questi atteggiamenti sono venuti proprio dalle persone più vicine a me ad esempio da alcune insegnanti che ritenevo che potessero essere delle guide salvo poi ricredermi. La cattiveria e l’invidia ricevuta mi ha fatta diventare più diffidente e mi ha imposto di selezionare le persone di cui circondarmi. Ho sempre sognato che tra artisti soprattutto dello stesso settore potessero nascere belle collaborazione e che ci si potesse supportare a vicenda gioendo dei rispettivi successi, qualche volta accade ma sono casi rari ed il più delle volte sembra di essere in clima di “guerra”. Nonostante ciò la forza per andare avanti l’ho trovata in un pubblico e meraviglioso, persone che mi dimostrano grandi attestazioni di stima ed affetto e che mi seguono con interesse. La forza di andare avanti l’ho trovata in quella voglia di riscattarmi da chi aveva cercato di sbarrarmi la strada, nella voglia di ripagare tutti i sacrifici dei miei genitori e nella volontà di dimostrare che se ci credi e fai tutto il possibile a volte i sogni si realizzano proprio come vuoi tu.

Quanto ha influito la tua determinazione sulla tua carriera? Pensi si sia trattato anche di fortuna?

La determinazione è stata fondamentale nel mio percorso, se non fossi stata davvero motivata fin dall’inizio probabilmente avrei mollato questa strada alle prime difficoltà e sono tante davvero. Se non si ha la forza di andare avanti anche quando tutto sempre impossibile ed irraggiungibile è meglio cambiare strada. La danza è un continuo “slalom” tra mille difficoltà ed ostacoli, credo che la carta vincente sia proprio la caparbietà di andare sempre avanti, di cadere e di rialzarsi più forti di prima e poi naturalmente un pizzico di fortuna non guasta mai e in qualche caso è stata dalla mia parte.

Quanto è stato importante il sostegno dei tuoi cari? Pensi che se non ti avessero appoggiato nelle tue scelte avresti continuato ugualmente per questa strada?

Il sostegno dei miei cari è stato molto importante, grazie ai sacrifici dei miei genitori in particolare ho avuto la possibilità di studiare e di spostarmi da Taranto, dove sono nata, per proseguire gli studi attraverso stages e corsi di perfezionamento in città come Milano, Roma, Firenze. Mi sono sentita sempre sostenuta nella mia scelta di diventare danzatrice fin da piccola quando mio padre, ad esempio, stanco da lavoro mi accompagnava tutti i giorni a danza spesso anche lontano da casa e aspettava al freddo e al caldo in macchina che terminassi la lezione senza mai lamentarsi o farmelo pesare mentre mia mamma è stata fondamentale nel supporto morale. Qualora non fossi stata sostenuta dai miei genitori credo che probabilmente avrei rispettato e forse anche capito il loro disaccordo ma di certo non avrei mai potuto reprimere una passione così grande, sarebbe stato contro natura, per cui, si, sarei andata avanti lo stesso senza ombra di dubbio.

La danza classica impone disciplina, dedizione e passione; come riesci a conciliare lo studio, la famiglia con la danza?

La danza richiede abnegazione, grande costanza ed una ferrea disciplina. Non è facile conciliare tutto ciò con il resto della propria vita ma nemmeno impossibile. Attualmente sono laureanda in Arti e Scienze dello Spettacolo che studio a Roma. Nonostante fossi già impegnata a 360° con la danza non ho voluto rinunciare a continuare gli studi dopo il diploma per cui ho continuato a sacrificare tutto il mio tempo libero dagli allenamenti o dagli spettacoli per studiare così come ho fatto dalle scuole elementari fino al liceo. Bisogna alzarsi presto la mattina, studiare fino a tardi anche quando gli occhi si chiudono per il sonno, nei periodi più impegnativi mi capita di ripetere durante gli esercizi alla sbarra. Anche le amicizie e la famiglia a volte vengono trascurati. L’amicizia, se è vera, va al di là del vedersi tutti i giorni, ho tanti amici che non vedo da tempo ma con cui conservo sempre un ottimo rapporto e un forte legame. Per quanto riguarda la famiglia, vivo con i miei genitori anche se sono spesso a Roma per studio e a volte lontana per gli spettacoli ma nonostante ciò mi piace essere presente ed aiutare i miei genitori quando è possibile.

Spesso si associa la danza classica al fenomeno dell’anoressia; come vivi il rapporto con il cibo?

Il mio rapporto con il cibo è sereno. Fin da piccola diciamo che non sono mai stata una gran mangiona e per la danza sono consapevole di dover mantenere un peso adeguato ma non ne faccio un’ossessione. Ogni ballerina vorrebbe un corpo etereo e filiforme ma bisogna essere magri il giusto ed essere soprattutto sani. L’anoressia è una delle peggior nemiche per le ballerine che invece necessitano di un ottimo tono muscolare e di grande forza.

Che preparazione segui prima di uno spettacolo?

Durante la preparazione ad uno spettacolo cerco di curare tutti i dettagli, se devo creare io stessa delle coreografie procedo con metodo facendo schemi e buttando giù tutte le annotazioni necessarie per dar vita alle sequenze coreografiche a seconda di ciò che la musica mi trasmette. Cerco di fare sempre un buon lavoro che mi convinca e di curare tutte le sfumature da dare ai movimenti ma non per raggiungere la perfezione che non si raggiunge proprio mai, semplicemente per poter dare il meglio di me. Il giorno prima, sistemo tutte le cose necessarie, le ricontrollo più di una volta, mi assicuro che tutto sia pronto ed ordinato, dopo le ultime prove, cerco di concentrarmi magari riascoltando le musiche delle mie performance ripetendo tutto mentalmente e poi cerco di rilassarmi un po’ per incamerare tutta l’energia necessaria. Prima di entrare in scena spesso sono ansiosa ma appena arrivo sul palco dimentico tutte le paure e cerco solo di trasmettere le emozioni che provo mentre danzo a chi mi guarda.

Progetti per il futuro? Come ti vedi tra 20 anni?

Nel futuro più prossimo, tra qualche giorno mi esibirò in Germania per la prima tappa della tournée dello Spettacolo “Titanic Live Concert”, per le musiche di Robin Gibb (Bee Gees) e R.J. Gibb con cui ho già debuttato lo scorso Ottobre durante la prima svoltasi a Taranto. Sempre a Febbraio poi tornerò a danzare a Taranto, la mia città, durante il prestigioso ”Kibatek 39” Festival Mondiale di Poesia che vedrà la presenza di diversi poeti provenienti dall’estero. Per il mio futuro ho tanti progetti, tra qualche anno vorrei fondare una mia compagnia di danza e poter allestire i grandi classici del repertorio e dar vita anche a miei creazioni personali anche di danza contemporanea. Sarò poi ben felice di vivere tutto ciò che la vita mi riserverà, ogni esperienza che verrà in futuro sarà momento di crescita personale ed artistica e come per tutti i traguardi raggiunti fino ad ora, non saranno punti di arrivo ma punti di partenza verso altre mete. Tra 20 anni mi immagino sempre immersa nella mia danza, magari direttrice di una mia accademia di danza dove poter formare nuovi ballerini ed aiutarli a realizzare i proprio sogni.

Ilenia Maria Melis

Roberta Di Laura

http://robertadilaura.weebly.com/

Ph. Imma Brigante

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