La 32esima Edizione Di Romaeuropa Festival è Alle Porte

La 32esima Edizione Di Romaeuropa Festival è Alle Porte

Si parte il 20 settembre al Teatro Argentina con Kreatur di Sasha Waltz

159
0
stampa articolo Scarica pdf

Il 20 settembre parte il Festival più eclettico della Capitale con ben 80 progetti tra spettacoli, mostre, installazioni, convegni e percorsi formativi; anche quest’anno il Romaeuropa Festival promette di spingersi oltre i confini dell’arte espressiva con la sua moltitudine di proposte fruibili fino al 2 dicembre 2017 in 24 luoghi per un totale di 57.600 posti di spettacolo in vendita.

Un Festival ormai giunto alla sua 32esima edizione che convoca un battaglione di oltre trecento artisti provenienti da 32 Paesi. Un progetto che ha come partnership la RAI, che insegue la convinzione che la cultura abbia un’importanza fondamentale nella formazione personale. Un’amicizia maturata e cresciuta nel tempo grazie ad un contributo economico che consta tra l’altro di attività social oltre che dei numerosi canali in cui è possibile seguire l’evento.

Ad annunciare il Festival, uno spot in rotazione sulle reti Rai nelle settimane di svolgimento degli spettacoli; immagini capaci di suscitare intense emozioni grazie ad una narrazione in cui le arti espressive, trasposte su carte da gioco, danzano tra le bellezze della Capitale costruendo un festival ricco di suggestioni.

Da non dimenticare anche la collaborazione del Romaeuropa Festival 2017 con il Goethe Institut, da sempre attivo nella diffusione della cultura.

Il festival quest’anno a Roma è presente in ben 17 spazi; primo tra tutti il Teatro Argentina per poi proseguire al Teatro Vascello, Teatro India, Teatro Vittoria, Auditorium Via della Conciliazione. Un susseguirsi di eventi che desiderano creare piattaforme comuni.

Il 20 settembre, ad aprire le danze lo spettacolo di Sasha Waltz, nota coreografa tedesca considerata l’erede di Pina Bausch. Kreatur è un racconto in cui si fondono tre diverse espressioni della cultura, “il punto di partenza ideale per costruire un racconto sulle complessità del presente con tutte le sue difficoltà e con tutta la sua bellezza”, spiega Fabrizio Grifasi, Direttore Generale e Artistico della Fondazione Romaeuropa.

Lo spettacolo pone un interrogativo: dove siamo? Molteplici le risposte, tutte differenti, prive di un comun denominatore; non un’unica sentenza che accomuni tutti, e proprio questa moltitudine di sfaccettature cela il concetto che racconta il Festival, miscellanea di arti performative dalle molteplici sensibilità. Una modalità nuova di lanciare il progetto; una delicatezza che viene esaltata dallo spot Rai. Un progetto in cui ritrovare la propria identità creativa. Un lavoro nell’opera durato 11 anni che ha portato l’artista a sentire la necessità di esternare la propria percezione della realtà; di qui la collaborazione con il linguaggio della musica elettronica in una modalità differente rispetto alle precedenti esperienze, avendo la possibilità di far crescere la musica gradualmente. Diverse creature si alternano nello spettacolo, gli esseri umani, le ombre, la parte oscura della natura umana, la dark side; una visione astratta dell’ansia trasmetta per mezzo del corpo in cui 14 danzatori, tra uomini e donne, collaborano alla costruzione di un percorso espressivo. Uno spettacolo che utilizza il linguaggio contemporaneo non una distorsione del linguaggio classico.

Un’idea che per Sasha Waltz prosegue in progetti futuri: “Vorrei colmare il divario che c'è tra balletto classico e contemporaneo. Per quanto riguarda la progressione e l’evoluzione del mio lavoro, sono sicuramente partita da uno spirito indipendente che ha contraddistinto tutta la mia lunga carriera e adeso mi ritroverò a lavorare con una struttura molto più consolidata, probabilmente la compagnia di balletto più strutturata; si tratta, quindi di un cambiamento enorme. Nei prossimi cinque anni, tuttavia, non intendo assolutamente abbandonare la mia compagnia. Loro continueranno a sviluppare dei progetti; soprattutto si dedicheranno ala riallestimento dei pezzi del nostro repertorio, ma anche a progetti pedagogici. – e continua - Avrò la possibilità di enfatizzare il lavoro delle donne: penso che le donne abbiano un linguaggio diverso, una grande ricchezza da esprimere; in questo momento storico abbiamo bisogno di questo linguaggio diverso”.

Numerose quindi le proposte, sicuramente per tutti i gusti e le sensibilità, con spettacoli diretti al cuore della creazione contemporanea per un insieme di esperienza in cui cogliere le peculiarità dell’anima degli artisti; 100 giorni per attraversare il tempo e gli spazi della Città Eterna grazie a Romaeuropa Festival 2017.

Ilenia Maria Melis

Romaeuropa Festival 2017

20 settembre – 2 dicembre 2017

www.romaeuropa.net

© Riproduzione riservata