Catilina Al Tatro Orione

La prima della rappresentazione scritta da Claudio Romano Politi riesce a conquistare la standing ovation portando in scena una storia avvincente con un cast di attori che hanno interpretato il loro ruolo con grande passione

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Nel buio della sala gli occhi del pubblico sono rivolti tutti verso il grande palco ma lo spettacolo non prende vita lì, bensì direttamente  in platea dove si materializzano alcuni soldati romani che avanzano guardinghi per attentare alla vita di Silla, il campione della fazione aristocratica in guerra civile contro Mario.

Inizia così al Teatro Orione la prima di Catalina e subito sembra di essere immersi in un’atmosfera da kolossal richiamato forse anche dalla suggestione del “Ben Hur” attualmente in programma in molte sale cinematografiche.

In effetti, grazie anche ad un’ottima colonna sonora di effetto curata da Marco Frisina, la contaminazione fra teatro e cinema sembra molto presente tanto che in molte scene l’atmosfera si rende irreale.

La trama vuole essere la riabilitazione storica  del nobile ufficiale che viene presentato prima nella sua gioventù di soldato irrequieto e sanguinario pronto ad uccidere tutti i nemici politici del suo generale e a vivere bagordi di ogni genere non temendo anche di stuprare una vestale. La storia riprende poi dal personaggio in piena carriera politica che non riesce a salire al consolato ostacolato dai  suoi avversari, fra cui il vile Cicerone, che lo temono per il suo grande ascendente sul popolo.

A rendere la forza sia fisica che caratteriale di Catilina è Marco Rossetti che non ha deluso nel suo ruolo di protagonista rendendo tutte le sfaccettature del tormentato personaggio che alla fine sceglie la strada della congiura per ottenere con la forza quello che non aveva ottenuto per la via legale. Rossetti, infatti, ha bene interpretato tutte le evoluzioni dell’uomo del suo tempo che non cede al compromesso fino alla fine preferendo anche la morte in battaglia piuttosto che la fuga che lo avrebbe salvato. 

A dare il suo contributo per rendere la storia avvincente ma allo stesso tempo emozionante tutto il cast fra cui Daniel De Rossi, Diletta Masetti, Roberta Rigano, Paolo Perinelli, Camillo Marcello Ciorciaro, Manuele Piemonti, Roberta Azzarone, Igor Petrotto, Manuel Ricco, Valeria Zazzaretta, Ivano Calafato, che, senza alcuna esitazione, hanno portato avanti la loro recita nella piena immedesimazione dei vari personaggi.

Una bravura che forse poteva esprimersi ancora a più massimi livelli se si fosse evitato l’uso dei microfoni che, in alcuni tratti, ha falsato la liricità del testo creando una forma di distacco con l’ascoltatore. Un timbro di voce al naturale avrebbe sicuramente reso alcune scene ancora più indimenticabili come il comizio di confronto fra Catilina e Cicerone.

Degna di nota la scenografia di Gianluca Amodio capace di creare degli effetti speciali gestiti a mano dagli stessi attori. Il tutto arricchito dalle luci di Tommaso Natale che ha fatto in modo che le ambientazioni allestite parlassero come gli stessi protagonisti dello spettacolo.

Ottima scelta quella del regista  Carlo Oldani, neo direttore insieme a Claudio Romano Politi dell’Orione, di aprire la stagione teatrale con questo evento capace di generare un certo pathos fino dalle prime batture. E nella regia si è potuto toccare con mano l’entusiasmo giovanile di chi ha creduto sin dall’inizio in una storia che seppure di epoca lontana sembra portare ad inevitabili paragoni anche con l’odierna realtà politica.

E di certo questo il pubblico l’ha capito regalando al cast al completo una lunga standing ovation che di sicuro sarà presente ad ogni replica.

                                                                                            Rosario Schibeci

(foto 180gradi)

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