CARLO GAMBALONGA

CASA ANSA -DA SETTANT'ANNI IL DIARIO DEL PAESE

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Se l’Ansa ha una storia, Carlo Gambalonga  l’ha vissuta buona parte con lei. E allora quale autore migliore se non l’ ex vicedirettore vicario dell'Agenzia che ha trascorso 40 anni al suo servizio, poteva scrivere "Casa Ansa - Da settant'anni il diario del Paese" pubblicato dal Centro di Documentazione Giornalistica e presentato a Roma ad una folta platea di pubblico e giornalisti.  Insieme all'autore sono intervenuti Giulio Anselmi, presidente dell'Ansa, Maurizio Costa, presidente della Fieg, Virman Cusenza, direttore de Il Messaggero, Massimo Franco, editorialista del Corriere della Sera, Mario Orfeo, direttore del TG1 che hanno sottolineato l’importanza dell’Ansa come punto di riferimento assoluto. Infondo, l’Agenzia che oggi conta tra i soci editori i principali quotidiani italiani, con 22 sedi in Italia e uffici di corrispondenza in tutto il mondo, può essere considerata la bibbia dell’informazione non per quantità ma per qualità di notizia.  E ciò che la differenzia e la erge rispetto ai social network è la cura che i suoi giornalisti adottano per verificare la veridicità delle fonti usando poi uno stile per trasmetterle che non si può considerare impersonale ma altamente professionale nel rispetto prima di tutto di chi legge. Tutti i partecipanti alla conferenza hanno potuto esprimere parole di compiacimento per Carlo Gambalonga prima di tutto per la sua professionalità che si è manifestata non solo come bravo giornalista ma anche per le spiccate doti organizzative. Non a caso a lui si deve il riordino e lo sviluppo delle sedi regionali dell’Ansa oltre alla creazione di Ansa Med, una redazione multietnica che ha sede a Napoli che da dieci anni realizza  un notiziario in tre lingue ( italiano, inglese, arabo) con la partnership di sedici agenzie di stampa operanti nel Mediterraneo. Gli illustri giornalisti hanno anche evidenziato che il libro non ha il difetto dell’ “Io” in quanto Gambalonga ha condotto la sua ricerca storica con imparzialità facendo in modo che venisse alla luce tutto il valore di uomini e donne che hanno fatto grande l’Agenzia di via della Dataria. “Casa Ansa”, come ha dichiarato lo stesso Gambalonga, non è un titolo a caso, Con esso ha voluto sottolineare che chiunque abbia avuto a che fare con l’Agenzia ne ha fatto poi un po’ la sua famiglia, il suo laboratorio professionale da cui non si è mai staccato neanche se poi è passato ad altre testate. In effetti il libro, come  atto quasi dovuto in occasione anche dell’importante traguardo dei 70 anni raggiunti questo gennaio dall’Agenzia,  è più che altro il romanzo di un uomo innamorato del suo lavoro, di un uomo che così come tutti gli altri collaboratori non ha mai sofferto dell’impopolarità di non potere firmare i pezzi perché la notorietà veniva dal fatto stesso di lavorare per l’Ansa.  Allo stesso tempo “Casa Ansa” non vuole essere un libro di ricordi. Le ricerche di Gambalonga, tra documenti e interviste, ha mirato soprattutto a portare alla luce particolari inediti del passato dell'Agenzia oltre al ruolo decisivo  nelle grandi emergenze, come ad esempio il disastro del Vajont, il terremoto in Irpinia o l'alluvione di Firenze. Viene in risalto anche una certa evoluzione dell’Ansa che nel corso del tempo è riuscita a diventare anche oggetto di interlocuzione diretta con l'utente finale come è capitato con le notizie arrivate dai passeggeri della Concordia ancor prima che le istituzioni fossero informate. "Casa Ansa - Da settant'anni il diario del Paese" costituisce il primo libro che racconta l'evoluzione dell'agenzia che può definirsi la metafora della storia d'Italia. Infatti, l'Ansa nasce dalla Liberazione, divenendo simbolo di indipendenza e obiettività. Gambalonga  dedica il suo libro a due colleghi scomparsi, Pasquale Faiella e Francesco Marabotto, che rappresentano le due anime dell'ANSA: il primo l'impeto e la passione nel cercare le notizie, l'altro il rigore e la serietà nella loro divulgazione. 

                                                                                                       Rosario Schibeci 


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