ROBERTO STRANO

ROBERTO STRANO

LO STRAORDINARIO WORKSHOP SU FOTOREPORTAGE ARRIVA A ROMA

2462
0
stampa articolo Galleria multimediale Scarica pdf

Lo chiamano Maestro di Reportage. Roberto Strano, il fotoreporter di Caltagirone (Sicilia), oggi di fama internazionale, si occupa di fotografia e reportage da più’ di 15 anni. Le sue opere appartengono a diversi collezionisti privati e musei, inoltre, alcune testate giornalistiche ed importanti ditte attingono foto dal suo archivio personale.

Durante la sua lunga carriera, Strano ha vinto numerosi premi ed è uno dei pochi fotografi italiani cui foto sono state esposte alla Permanente Museo di Modena Franco Fontana fra i più accreditati autori internazionali come Bragalia, Man Ray, Cartier-Bresson, Capa, Sander, Ghirri, Toscani, Scianna, Franco Fontana, Fontcuberta, Hamilton, Doisneau, Berengo Gardin, Giacomelli, Avedon.

Il famoso fotoreporter questa primavera arriverà a Roma con uno dei suoi straordinari workshop sui reportage. Nei giorni 5-7 maggio, presso la Dolve Vita Gallery in via Palermo 41, in collaborazione con JL Interviews magazine, condurrà il corso di fotografia dove presenterà’ le sue più’ indimenticabili opere in bianco nero (“Angeli Violati”, reportage di Brasile del 2014).

L’artista ci racconta dei suoi viaggi e delle sue ispirazioni statunitensi. Inoltre annuncia l’uscita di un nuovo libro sulla fotografia, ancora senza titolo. Sarà la sua seconda pubblicazione, dopo il debutto editoriale "Guardami Dentro" con le prefazioni di Ferdinando Scianna e Pippo Pappalardo (Polyorama Edizioni, 2007).

Da quando ti occupi di reportage?

Mi occupi di reportage da circa 15 anni, da quando vinsi il premio Canon nel 2002.

Chi ti ha influenzato tanto nel mondo della fotografia?

Nel mondo della fotografia mi hanno influenzato tanti fotografi e molti di loro mi hanno cambiato il modo di vedere il mondo. Di alcuni ricordo l'emozione di quando ho visionato le loro immagini. Autori come Ernst Haas Willy Ronis, Saul Leiter, Andrè Kertèsz, Gilles Caron, Leonard Freed, Robert Doisneau, William Kein, Anders Petersen, Antoine D'agata, Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin, Joseph Koudelka hanno letteralmente stravolto il mio modo di vedere e di pensare alla fotografia. Inoltre, ha sicuramente influenzato tantissimo essere nato in Sicilia ed essere stati accanto a fotografi del calibro di Ferdinando, Scianna, Giuseppe Leone, Letizia Battaglia, Enzo Sellerio, gli Scafidi, Tano D'amico, giusto per citarne qualcuno. Loro mi hanno influenzato tantissimo e sono loro i miei miti, amici e colleghi.

Non è la prima volta che vieni a Roma per fare un workshop. Di cosa parlerai questa volta?

Di trattare il tempo con rispetto, lo diceva anche Henry Cartier Bresson. Parlerò anche della progettualità, la sintesi, l'editing, la stampa, l'archivio. Invito tutti gli interessati a iscriversi contattando la Dolce Vita Gallery via email (info@dolcevita-gallery.com) o chiamando il numero 06.48907239.

Prossimamente sarai a Nuova York ad insegnare la tua tecnica fotografica. Che ricordi hai degli Stati Uniti?

Con gli Stati Uniti sono molto legato. Ci sono stato a fare un bellissimo workshop e ho là tre cari amici: il grande fotografo Thomas Roma e sua moglie Anne Friedlander (figlia del grande fotografo Lee Fredlander). Roma è fotografo di fama internazionale, persona amabile, molto amico di Koudelka ed è quello che gli ha modificato la panoramica. Di NY sono altri due fotografi e persone meravigliose, oltre che amiche: Renato Zacchia e Laredo Montoneri. Sono anche legato agli Stati Uniti per tutta quella generazione di fotografi che ha sfornato e con cui ho studiato: Bruce Davidson, Willian Kein, Dorothea Lange, Edward Weston, giusto per citarne alcuni.

Tra i tuoi reportage quale consideri il più importante?

Spesso per fare dei grandi reportage si pensa sempre che bisogna andare lontano o raccontare di miseria. Il reportage è un genere, si può occupare dalla persona più ricca alla persona più povera e lo si può anche fare tra le mura domestiche, basti pensare il grande Mario Giacomelli, che non è mai uscito da Senigallia o ai fotografi come Doisneau o Boubat che non hanno mai lasciato la loro città. Per questo motivo il mio reportage più importante è quello fatto nella mia città, Caltagirone, "De Senectute". E’ sul tema della vecchia che mi ha portato alla ribalta tanti anni fa. A distanza di anni molte foto di questo reportage sono state messe al museo permanente di Modena con i grandi fotografi del XX secolo tra i quali: Capa, Scianna, Sander, Fontcuberta, Cartier Bresson.

Sei il fotografo che non si ferma mai. Non solo fai workshop girando il mondo ma stai anche pubblicando il tuo secondo libro. Cosa sarà?

Il mio nuovo libro parlerà dei grandi fotografi, del rapporto di amicizia che ho con loro, di storie, di aneddoti, della fotografia intesa come cultura e confronto.

Joanna Longawa

© Riproduzione riservata

Multimedia