Elvira Maria Iannuzzi

Elvira Maria Iannuzzi

Avere la percezione di poter prendere per mano l'ascoltatore e guidarlo in questo vastissimo universo sonoro, è il forte motore di questa mia passione.

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La Camera Musicale Romana riprende le consuete attività e la propria stagione concertistica ai Ss. XII Apostoli. Dal 24 settembre, presso la sala dell'Immacolata di Via del Vaccaro 9, saranno presentati i concerti della stagione con importanti artisti del panorama cameristico musicale internazionale.

Ringraziamo Elvira Maria Iannuzzi, direttore artistico della stagione per aver accettato di rispondere a qualche domanda.

Anche quest'anno la nuova stagione sta per iniziare, molto è stato fatto in questi anni e molto è passato dal primo anno. Cosa ricorda di quell'avventura e cosa è oggi la Camera Musicale Romana?

È realmente un'avventura, cominciata quasi per gioco: alcuni amici musicisti che volevano provare un concerto, “...ci sarebbe quella sala... ha una buona acustica...” il gioco è poi diventato una scommessa, con tutta l'iniziale incertezza “... secondo te, se ci portassimo un pianoforte? E il pubblico?”, poi molta incoscienza e tanta tanta testardaggine; ancora oggi ci stupiamo quando il foglio bianco della programmazione inizia a riempirsi lasciandoci scoprire tanti programmi interessantissimi, così tanti che spesso siamo costretti a rinviarne alcuni alla stagione successiva.

Siamo ormai giunti alla ottava edizione, ogni anno ci sorprende con repertori poco noti, qual è il leitmotiv di quest'anno?

Il costante filo conduttore della nostra programmazione, per quest'anno come nei precedenti, è l'estrema attenzione alla qualità delle proposte, intendendo con ciò non soltanto la qualità degli esecutori e delle realizzazioni concertistiche, ma anche la selezione attenta di progetti musicali che sfuggano banalità ed ovvietà altrimenti così diffuse nelle programmazioni più routinarie.

Crede che il pubblico romano, abituato alle grandi istituzioni, abbia capito la vostra programmazione e soprattutto la vostra attenzione alla qualità?

Spero e credo di sì, non dimenticherò mai il primo concerto: acqua a catinelle e ben quattro persone in sala. Era Ottobre ma già a Giugno le persone paganti erano una trentina e, soprattutto, non si limitavano ad assistere al concerto ma iniziavano ad interagire con noi: avevamo creato un luogo in cui ascoltare, ma anche avere degli interlocutori appassionati.

Fare musica da camera a Roma non è cosa semplice, cosa la spinge dopo otto anni a continuare una programmazione cameristica?

No, non è sicuramente semplice. Repertori più conosciuti e collaudati richiamerebbero forse più pubblico, magari anche degli avventori occasionali e probabilmente questo renderebbe più facile pareggiare il bilancio, ma gli obiettivi della Camera Musicale Romana sono l'esplorazione e la diffusione musicale nel senso più completo del termine: offriamo qualcosa di diverso e il pubblico che abbiamo formato lo ha recepito, ci segue e si entusiasma alle nostre scommesse. Abbiamo anche proposto programmi interessantissimi ma sicuramente di ascolto complesso durante i quali ci siamo chiesti se le persone intervenute sarebbero ritornate, rivederle curiose e contente ai concerti successivi è stato sicuramente il premio più bello ed anche la spinta che ci ha dato la voglia di proseguire.

Quale è stato il momento più bello di questi otto anni musicali?

Ce ne sono stati moltissimi, tra questi: la magia del rivedere volti conosciuti alla ripresa di ogni Stagione, dopo quasi tre mesi di assenza... davvero un momento insostituibile. Altri momenti bellissimi sono quelli in cui musicisti che non avresti mai pensato di riuscire ad ospitare e a cui hai chiesto di collaborare ti rispondono “Sì, vorrei presentare questo mio programma...”

Notiamo grandi nomi del panorama musicale internazionale nella stagione concertistica di quest'anno. Cosa le ha dato più soddisfazione nella scelta degli artisti e del nuovo programma?

Ogni “sì” ricevuto è una soddisfazione enorme per nulla scontata: di pari passo con la fiducia del pubblico deve essere condotta la fiducia dei musicisti, ciascuna delle due componenti da sola non è sufficiente, non si può mai dare per scontato che il pubblico sia sempre disposto ad accettare le proposte dei musicisti come d'altro canto non è semplice garantire ai musicisti una costante presenza ed interesse del pubblico. La difficoltà di fare musica in Italia in questo particolare momento storico non è un mistero, e se da una parte la minore offerta di lavoro potrebbe indurre a pensare ad una maggiore disponibilità degli interpreti, dall'altra dobbiamo contrastare una loro diffusa diffidenza nei confronti della piccola committenza. In sintesi, non è facile dimostrare la propria affidabilità.

Adesso una domanda scomoda, a quale concerto della programmazione di quest'anno è più legata e perché?

A tutti indistintamente e ad ognuno di essi per un differente motivo

Ed ora veniamo ad una domanda alla quale immagino abbia poca voglia di rispondere, creare dal nulla una stagione concertistica di qualità e senza fondi pubblici a Roma non è cosa facile, occorre grande determinazione e quindi la domanda: chi è Elvira Maria Iannuzzi?

Sicuramente una donna innamorata della musica con un grande desiderio di costruire una realtà concreta. La musica ha sempre svolto un ruolo molto importante nella mia vita, non soltanto dal punto di vista professionale; pensare ed avere la percezione di poter prendere per mano l'ascoltatore e guidarlo in questo vastissimo universo sonoro, nonché poterne leggere negli occhi interesse, curiosità e piacere, è il forte motore di questa mia passione.

Cosa e cosa dovrebbe essere, oggi, una Stagione Musicale, quali obiettivi dovrebbe porsi? Ed il suo quale è?

Dovrebbe essere un'occasione di crescita culturale in uno spazio non necessariamente istituzionalizzato in cui i tempi del concerto si estendano oltre il momento squisitamente musicale e diventino momenti per di critica, la riflessione e l'interazione. Sostanzialmente ripristinare l'abitudine al concerto come segmento privilegiato di un più ampio spazio riservato al pensiero, così come il concerto da camera era nato nel XIX secolo.

Se potesse dare un consiglio ai nostri lettori curiosi della vostra stagione, quale sarebbe?

Di venire ai nostri concerti e conoscerci direttamente, l'esperienza concreta è importantissima.

Sara Grillo 

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