Antonio Patamia

Antonio Patamia

Quanta strada ho fatto da allora

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Antonio Patamia è un modello professionista già affermato nel mondo della moda  di origine calabrese  dove è nato e vissuto sino ai 18 anni prima di stabilirsi nel nord per ragioni lavorative. E’ stato notato dal noto talent scout Giuseppe Marletta che gli ha dedicato un’intervista molto interessante che punta all’aspetto interiore ed intimistico di questo ragazzo che sicuramente continuerà ad avere un grande successo .
Antonio ciao ci parli della tua esperienza professionale come modello?

Ho cominciato a fare il modello per puro caso, in visita a milano, venni notato da un noto brand di abbigliamento che dopo un normale casting mi ha assunto come modello nello storico punto vendita in centro.Diciamo che lavorare come modello non è mai stata la mia prerogativa, perché ho sempre cercato di espandere il mio bagaglio in diversi settori e contesti, da ufficiale di navigazione per una prestigiosa nave da crociera americana, alla gestione di un Hotel nel Bolognese, ma comunque gira e rigira le possibilità di lavorare come modello si sono sempre presentate, quindi ho deciso di stabilirmi a Milano e cercare di sfruttare al meglio tutte le opportunità che mi si presentano.

Ho scattato con diversi fotografi, per editoriali e per cataloghi, ho indossato capi e accessori per diversi brand durante le campagne vendita.Come tutte le carriere anche quella di modello deve essere curata e coltivata come si deve, e devo essere sincero, un po per voglia di crescere in altro o magari per leggerezza, per fortuna, spesso, le opportunità mi si sono presentate senza che io mi affannassi a cercarle.Un altro anno, e poi un altro ancora, e siamo arrivati al 24 esimo. 

Dopo i 13 anni non ho più avuto un particolare interesse nel festeggiare il mio compleanno, ma ho sempre utilizzato questo giorno per riflettere, quasi fosse una lettura.. Ma non un romanzo d'autore o un qualsiasi quotidiano, ma come se leggessi un piccolo diario, un diario già scritto e compiuto, pieno di sfaccettature e cancellature, che rileggendo trasforma la mia testa in una specie di centrifuga, che mi regala un succo dolce o forse amaro, che inconsciamente mi fa spuntare un sorriso sulle labbra o magari una lacrima dagli occhi. 

Oggi chiudo il mio 23esimo libricino, e ne inizierò un altro, la trama? Non la conosco ancora, e pur quanto incerta possa essere, sono certo del fatto che inziero a scriverlo da grande sognatore, che sono sempre stato, con tutte le mie fragilità e punti di forza. 

Vorrei fare tante cose, vorrei viaggiare ancora tanto, vorrei conoscere tante realtà e soprattutto voglio continuare a ridere, piangere, soffrire, gioire, sognare, sperare ma soprattutto amare, ad amare la vita e le persone che di contorno ne fanno da coprotagonisti! 


Con queste parole scritte in occasione del tuo 24esimo compleanno hai presentato pubblicamente una parte interiore di te  nel raccontarti come  in un piccolo diario. Tuttavia io credo  che tu possa essere un romanzo d’autore e ti chiedo quali elementi ti mancano per esserlo?


Beh, intanto ti ringrazio per la stima e per la bellissima domanda.Sicuramente per poter diventare un valido romanzo d’autore, mi manca una matura saggezza che probabilmente acquisirò col trascorrere degli anni, quando avrò accumulato tante altre esperienze di vita e di crescita, che fortunatamente finora non mi sono mancate, ma non bisogna mai sentirsi arrivati, c’è sempre da imparare, bisogna sempre avere sete di conoscenza e scoperta, ed io sono terribilmente assetato.

Sono molto sensibile ed empatico, capisco e raccolgo molto dalle persone e dalle situazioni in generale, magari ciò non traspare da uno scatto o al primo impatto, ma sicuramente un occhio sensibile non ha molta difficoltà a rendersene conto, altrimenti non mi avresti fatto questa domanda.

Mi spaventa un po il tempo che passa, per la sua incredibile velocità, ma non per una questione di cambiamento fisico o fisiologico, perché tutto passa, la giovinezza la bellezza e la freschezza del corpo fanno parte di un breve periodo, come un libro che al momento del acquisto è così intatto e liscio con quel profumo di  nuovo, ma quando viene letto parecchie volte col passare del tempo le pagine diventano di un colore più scuro e il loro profumo è più maturo e intenso, e quasi quasi ne rievoca il suo contenuto e la meraviglia di ciò che quelle pagine ancora possono raccontare..

Dal momento in cui nasciamo, fino a quello in cui moriamo, ognuno di noi effettua dei cambiamenti, sia fisici che mentali, che formano il nostro carattere e il nostro modo di essere: questo è quello che accade in un viaggio "normale", perché ogni volta che viaggiamo nel senso che ci spostiamo fisicamente verso un altro luogo, volenti o nolenti ci tocca confrontarci con gli altri e anche con noi stessi, con le nostre capacità ci vuoi raccontare le tue esperienze di viaggio interiore ed esteriore?

Il tema del viaggio, che sia interiore o esteriore è qualcosa che mi ha sempre incuriosito.Già in età tenera soffrivo di una particolare forma di insonnia che mi portava a vivere la notte immerso nei libri e nei film, e le trame di “viaggio” sono sempre state le mie preferite, le storie dei personaggi, gli amori le delusioni le scoperte le avventure, ed era incredibile come un piccolo avvenimento poteva cambiare la persona o la storia stessa, e io non vedevo l’ora di diventare grande per avere a livello giuridico la possibilità di iniziare a vivere il mio “viaggio”, iniziare ad amare, soffrire, viaggiare, scoprire, ad avere paura ma soprattutto sbagliare, perché è dagli sbagli che si cresce, e dalla sofferenza diventiamo persone più forti.

Ho solo 24 anni ed ho amato e continuerò ad amare tanto, ho sofferto e avuto paura e probabilmente tante altre volte sarà così.Fortunatamente, grazie anche alle varie esperienze lavorative che ho avuto, ho viaggiato tanto, dalle isole più piccole dell’oceano pacifico, dal nord america al sud america, al sud est asiatico alla nostra bella europa, ho visto tanti posti nel mondo ed ho conosciuto tantissime persone.

Sono cresciuto molto negli ultimi anni, vivo da solo da poco più che maggiorenne, e sono consapevole di essere spesso una persona un po complessa, anche per me stesso.Ho dei forti ideali, e sono cresciuto in un umile famiglia alla quale sono molto legato, che mi hanno insegnato i valori del sacrificio e non solo.Penso che il viaggio sia interiore che esteriore sono estremamente legati, perché dalla scoperta di un vero viaggio esteriore, ne derivano delle conseguenze, che come un pennarello indelebile su una carta bianca, segneranno per sempre la nostra personalità e visione della vita.


Hai lavorato come modello per tanti fotografi, che hanno immortalato il tuo corpo in pose statuarie sensuali  erotiche e di grande pathos  in cui emerge anche una tua potenziale dote interpretativa pur nella staticità dello scatto hai mai pensato di fare l’attore teatrale o cinematografico?
Si, in verità è un idea che sto iniziando a nutrire nell’ultimo periodo, anche se non nego che da piccolino mi sognavo da grande su un grande schermo. Amo il cinema e il teatro, penso che avere la possibilità di interpretare una persona diversa, vivere le sue passioni ed emozioni sia davvero stimolante, e come ho già risposto alla seconda domanda, ho una forte empatia, che mi piacerebbe provare a sfruttare in questo settore.Chissà, staremo a vedere!

Che rapporto hai con il tuo corpo la nudità per te è un limite o una liberazione?


La volgarità sta negli occhi di chi guarda ho uno strano rapporto con il mio corposono molto narcisista, avvolte mi piaccio tantissimo altre volte mi detesto, ma oggettivamente sto bene con me stesso. 

Hai mai osato andare oltre il tuo narcisismo amando egoisticamente solo te stesso?

Spesso ho pensato di essere il partner perfetto per me stesso ma  anche riflettendo  a quanto, in certe occasioni riesco a detestarmi, credo sia meglio evitare per questi motivi non sono andato mai oltre un sano narcisismo 

Adesso vedo che aiuti tua sorella nella sua attivita’ Frame your flower in Milano noto che ti rifletti molto nella natura una identificazione simbiotica e quasi fatalista ecco la domanda come vedi il tuo futuro?

Ecco, a questa domanda ho seriamente difficoltà a rispondere. Se me l’avessi posta all’età di 10 anni la mia risposta sarebbe stata chiara, perché sono sempre stato consapevole di ciò che avrei voluto fare dai 18 anni in su. Ma in questo momento l’unica cosa che posso dire è che piuttosto che vedere un futuro, nutro delle speranze su di esso. Mi auguro di continuare a vivere come meglio desidero, spero nel bene e nella felicità di tutte le persone a me care, e spero di poter pensare a quest intervista un giorno da uomo felice e soddisfatto e poter affermare:

Grazie Antonio per questa bellissima intervista.

Giuseppe Marletta

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