ANDREA LORENZONI - MONDO CLUB

ANDREA LORENZONI - MONDO CLUB

La recensione di UnfoldingRoma

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Nato a Bologna 32 anni fa, l’Emilia sempre presente quando si parla di un cantautore, Andrea Lorenzoni si esibisce live nel complesso divanofobia , è insegnante di sostegno e un piccolo passato da poeta in quanto ha pubblicato nel 2012 Parlo Dentro, Edizioni Prufrock.

Oggi UnfoldingRoma prova a dare uno sguardo interessato a Mondo Club, il primo album da solista di Andrea dove ne risulta autore e compositore di tutti i brani. Pop rock contornato da ballate romantiche. Il tutto risulta molto fine e ben creato.


Compagna con figli apre il disco di Andrea Lorenzoni, un’atmosfera estiva dove l’autore racconta la storia di un innamorato di una donna separata con figli. Porta alla luce un problema molto attuale ai giorni nostri, quello della donna e il potersi rifare una vita anche se separata e con dei figli. Figli che anche crescendo comunque bloccano la vita normale che tutti vorremmo avere con il proprio compagno, amore compreso. Bello e attuale l’ultimo ritornello in spagnolo che ci fa intendere dove l’autore colloca la storia della canzone. Molto orecchiabile e radiofonica nel suo essere canzone semplice fatta di chitarra, di voce e ben costruita.

Canzone è la seconda traccia di Mondo Club, un pezzo dedicato a quella cosa che ci accompagna da bambini fino alla fine dei giorni, la musica, quindi le canzoni. È un brano dove Andrea Lorenzoni dà del tu alla propria canzone , la canzone di una storia sentita in discoteca tatuata sulla pelle , che rimarrà per sempre. Nei ricordi di quando si diventerà vecchi, nel presente quando si vive in funzione delle proprie canzoni, nelle storie d’amore passate presenti e future. Pezzo ballabile, ben suonato e che arriva subito all’ascoltatore senza troppi giri di parole. Tutti abbiamo una storia d’amore con le canzoni della nostra vita, Andrea ha deciso di omaggiare la musica come se fosse una persona, una compagna di vita.

La Stagione Televisiva è la terza canzone del disco, un racconto personale dell'artista della giovinezza del suo tempo, di come gli anni novanta abbiano influito nell'adolescenza, una crescita accanto alla tv aspettando il 2000. Sassofono, tromba e un ritmo soft con continui richiami agli anni 90, e un testo che ricorda di come la televisione sia entrata nella nostra crescita, facendoci immedesimare con gli attori del tempo, andando molto lontano della realtà e fomentando una realtà virtuale tipica di quegli anni. Però le stagioni televisive iniziano e finiscono, e quando finisce l'adolescenza e si inizia con la vita reale molte cose di quelle immaginate e sognate restano solo un ricordo amaro.

La quarta traccia di Mondo Club è Balla più che puoi. Chitarra, batteria e fischio più varie sonorità elettroniche. Testo che richiama la discoteca, o un posto dove la musica è messa al centro di tutto, dove il ballo e il muoversi servono da distrazione ai problemi di tutti i giorni. Più l'amore, o forse quello che più gli assomiglia, lo stare insieme, ballare, cantare e baciarsi. Un modo per evadere dal dolore della vita, cosi scrive Lorenzoni, ballare per consolarsi e cercare l'amore che possa dare la spinta per cambiare il corso della propria vita. È il domani potrà sembrare meno duro. Molto orecchiabile e che con il testo va diritto a meta.

Il nostro prato è la quinta canzone dell'album, un esperimento molto coraggioso di Lorenzoni. Un pezzo cantato e suonato a suon di favola, molto romantico e disarmante, “ dove i desideri si trasformavano in respiri” canta Andrea. Una favola d'amore accompagnata e arrangiata molto bene con sonorità fatta da strumenti orientali. Il nostro prato è la canzone d'amore di Mondo Club.

Libertà, sesto pezzo del disco. Canzone di riflessione su quello che siamo e che rappresentiamo in questo mondo. “non sono uno schiavo, sono padrone di me stesso” inneggiando a una libertà totale, un'umanità migliore raggiungibile proprio grazie a tale libertà. Libertà che rima con Pace, una vita fatta di uomini in pace per risolvere i problemi. Buon testo accompagnato da una ottima musicalità, mai ingombrante e un assolo finale di circa un minuto ben suonato che ricorda molti brani anni novanta.

Settembre è il settimo pezzo di Mondo Club, una canzone dove Andrea descrive Settembre come primo mese dell'anno, perchè è il mese dove comincia tutto, dove si prendono le scelte. Racconta le Storie di Elisa, di Tommaso, di Samanta, e di come settembre rappresenti il desiderio di futuro partendo dalla fine dell'estate come un nuovo inizio, anche come cambiamento totale. Ancora musicalità ben orchestrate e incastrate in un testo che sta molto a cuore di Lorenzoni.

L'introverso che canta è l'ottava canzone dell'album, una canzone molto particolare. È l'amore verso Sofia, e di come quest'amore da la forza all'introverso di cantare, amare e vivere. Non sappiamo se l'introverso che canta potrebbe essere autobiografico, comunque rende bene l'idea della visione del mondo di Andrea. Molto pop melodico e un sax che delizia il brano, senza tralasciare il ritmo.

Nono pezzo di Mondo Club, Lucia. Una storia tipica anni novanta, innamorarsi di una donna che vuole forse solo un'amicizia, un amico a cui raccontare le proprie storie, una seconda via di fuga insomma. Lucia forse è la ragazza desiderata davvero dal cantante. Una donna tradita, poi sposata ma sempre lontana. Sembra un vero e proprio rimpianto per il Lorenzoni. Buon ritmo, molto orecchiabile e sicuramente uno dei pezzi più pop del disco.

Pioggia è la decima canzone del disco. Canzone malinconica, accompagnata da una musicalità malinconica. Però resta impressa. La pace trovata grazie a una sigaretta, una donna, un buon amico, il vino e infine la musica, anche se fuori piove e non smette le cose possono andare avanti e non sempre sono dalla parte del male. Poi la pioggia smetterà e tutto tornerà alla normalità. Buon esperimento dell'artista, forse un pochino troppo malinconico ma può starci.

Una generazione. Un pezzo rivolto al futuro come testo. Anche se le generazioni cambiano c'è sempre il modo per andare avanti e misurarsi con altre che arriveranno anche grazie all'amore. Ovviamente parlando in ambito musicale, il Lorenzoni racconta il cambio generazionale partendo da se stesso e come potrebbe essere protagonista insieme alla sua Flavia. Ben suonato e accompagnato da un ritmo incalzante e sempre in crescendo con un insieme di strumenti ben combinati.

Tu dove sei chiude Mondo Club, è la canzone forse più intensa dell'album. La ricerca della donna giusta, della compagna giusta. Una serie di domande dove forse l'autore già sa le risposte. Tu dove sei è la domanda che si ripete molto spesso nel pezzo, ma sempre con una speranza positiva nel futuro. Quindi malinconica e speranzosa nello stesso tempo. Bel pezzo accompagnato con una musica mai invasiva anzi ancora una volta escono fuori le sonorità orientali che troviamo in tutte le canzoni di Mondo Club.

Il Cantautore Andrea Lorenzoni ha realizzato un buon prodotto, a volte esuberante con il suo pop rock italiano, a volte malinconico solo come un buon italiano sa fare. Le influenze di avere una famiglia mista, mamma italiana e padre pakistano si sentono nei testi, dove spesso si parla di integrazione, di cambiamento e di speranza positiva. Il suo sguardo dall'alto è riuscito, almeno per chi scrive, a dare la giusta impressione, che il mondo sia un club riservato a tutti, senza distinzioni e pieno di buone speranze.


Giuseppe Calvano

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