SEBASTIANO ESPOSITO

SEBASTIANO ESPOSITO

"La mia passione per la musica nasce da una vecchia chitarra classica a casa di mio zio… dopo poche ore avevo già chiaro il mio futuro"

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Unfolding Roma ha avuto il piacere di incontrare il chitarrista, arrangiatore e produttore partenopeo Salvatore Esposito. Ecco la sua intervista. 

Ciao Sebastiano, raccontaci un po’ di te e di cosa fai nella vita?

Nella vita di tutti i giorni sono un musicista di 25 anni. La mia vita si divide tra il mio percorso artistico da solista, turnista, insegnante e studente. Posso dire di avere la fortuna di vivere una vita full immersion nella musica.

Da poco è uscito il tuo primo album, intitolato “24” spiegaci il perché della scelta di questo titolo…

“24” è una raccolta di tutti i brani che ho scritto fino all’età di 24 anni. Avendo attraversato diversi generi musicali e stili compositivi nel corso degli anni, l’età mi è sembrata il filo conduttore di tutti i brani.

L’album è stato registrato interamente in presa diretta, come mai questa scelta?

La scelta della presa diretta è stata fatta per rafforzare il concetto di “24”. L’idea era quella di registrare una “fotografia audiofonica”, un modo per dire: “oggi sono questo, esattamente così come mi ascoltate”. L’idea di registrare tutto senza tagli e sovraincisioni è amplificazione di questo pensiero. Penso che, ad un mese dall’uscita del disco, non risuonerò mai più identici alcuni assoli perché improvvisati in studio.

Hai in programma degli eventi nelle prossime settimane?

Da pochissimo abbiamo suonato in occasione del Festival Nazionale dei Conservatori Italiani in rappresentazione del “San Pietro a Majella”, il conservatorio in cui studio ancora. Ho in programma di organizzare un piccolo Tour che possa attraversare la penisola nel mese di ottobre.

Ci sono degli artisti da cui prendi ispirazione? Cosa ascolta in cuffia Sebastiano Esposito?

Di artisti a cui mi sono ispirato ce ne sono tantissimi ma, tra i tanti, vorrei citare Pino Daniele e Jimi Hendrix che ho voluto omaggiare inserendo nel disco due loro cover riproposte attraverso il mio punto di vista. In cuffia, in questo periodo, sto ascoltando con molta attenzione Robert Glasper, Avishai Cohen, Oz Noy. Mi piace molto l’approccio che hanno nei riguardi della contaminazione musicale.

Come nasce la tua passione per la musica?

La passione per la musica nasce da una vecchia chitarra classica a casa di mio zio… dopo poche ore avevo già chiaro il mio futuro. Fin da subito sono stato affascinato dal linguaggio musicale che trovo molto più vero e diretto del linguaggio parlato.

La tua ambizione più grande qual è?

La mia più grande ambizione è vivere della mia musica. Seguirò la mia musica ovunque mi porti, è una promessa che ho fatto a me stesso anni fa: fondere la persona al musicista.

Come ti definisci nella vita di tutti i giorni? Un aggettivo per descriverti…

Credo che l’aggettivo più adatto a me sia “testardo”. Nella vita di tutti i giorni, come nella musica, mi pongo degli obbiettivi e cerco di raggiungerli… costi quel che costi.

Oltre alla musica, hai altri interessi? Come ti vedi fra 10 anni…

Beh, non so se sia una fortuna o una sfortuna ma non ho un interesse così grande per altre forme d’arte. Mi piace molto il mondo delle produzioni musicali quindi, nel tempo libero, mi diverto a studiare anche gli altri strumenti. Spero che la mia vita tra 10 anni sia serena, ci sono troppi fattori determinanti per poter stabilire un pronostico preciso.

Cosa ne pensi dei talent show? Se capitasse l’occasione parteciperesti, o preferisci affermarti in altri modi?

Credo che i Talent Show siano una interessante vetrina, non so se ci parteciperei perché molto spesso ti permettono di essere conosciuto al pubblico, ma non per quello che sei veramente. Qualora nasca un Talent che abbia lo scopo di aiutare gli artisti e non di trasformarli e sfruttarli, ci parteciperò sicuramente!

I tuoi progetti per il futuro dopo l’uscita dell’album?

La musica strumentale è un campo difficile, sicuramente cercherò di suonare quanto più possibile dal vivo. Credo ancora che il successo, e con successo intendo la possibilità di guadagnarsi da vivere con la propria musica, bisogna guadagnarselo con i concerti e non con il gossip in tv.

Valerio De Benedetti

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