KLAN DESTINY

KLAN DESTINY

L’idea di sentirsi estranei, stranieri all’interno del mercato musicale, come dei clandestini appunto.

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Ospiti della redazione UnfoldingRoma due ragazzi giovanissimi, i Klan Destiny, due nativi del Friuli Venezia Giulia, che con la loro musica Rap-Elettronica vogliono essere una nuova proposta nel panorama nazionale musicale. Hanno in uscita il 20 settembre Roba Commercale, Ep d’esordio. Andiamo a conoscerli meglio.

Ciao Ragazzi, Luther e Lava Elle, due giovanissimi, 1995 e 1990. Chi sono veramente i Klan Destiny e come nasce il vostro gruppo?

Ciao a voi. Il concetto di Klan Destiny nasce quasi due anni fa. Prima eravamo realtà che lavoravano e producevano, ma su due generi diversi. Gabriele Leandrin/Luther seguiva il mondo del rap e aveva già portato a termine due street album nel giro di due anni, ma era alla ricerca di qualcosa di nuovo. Luca La Valle/Lava Elle seguiva il mondo della musica elettronica e ancor prima quello del rock/punk con cui ottenne diversi dischi prodotti, tra cui anche album ufficiali, da inserire nel suo bagaglio personale. Dopo esserci conosciuti, quasi casualmente, ci fu l’idea di una collaborazione. Ognuno di noi contribuì con il proprio stile ed esperienza. Ci trovammo bene a vicenda, quindi ne facemmo un’altra, poi un’altra ancora, finché decidemmo di unirci sotto un nome, un aggregato con il suo punto di vista ed il suo modo di fare e di agire. I Klan Destiny in due parole. Alla base del nostro nome c’è l’idea di sentirsi estranei, stranieri all’interno del mercato musicale, come dei clandestini appunto. Questo perché fin da subito abbiamo deciso di portare prodotti innovativi, mai sentiti sotto certa misura. Alla base di questa unione v’è infatti l’obiettivo di fondere i nostri generi personali per giungere ad un genere e ad un prodotto nuovi sul mercato. Quindi dalla fusione di rap e musica elettronica con tutte le sfaccettature connesse.

Il vostro EP Roba Commerciale è veramente fatto bene, ho ascoltato i 5 brani senza aver visto i vostri volti cosi per non farmi influenzare sulle domande specifiche sul EP. A che tipo di pubblico volete arrivare con Roba Commerciale?

Ti ringraziamo molto. Ci abbiamo lavorato molto, così come lavoriamo molto a qualsiasi prodotto abbiamo tra le mani. E lo abbiamo fatto proprio per arrivare ad un pubblico più ampio possibile. Crediamo che la nostra musica possa essere apprezzata da diverse età, estrazioni sociali e culture. All’interno dell’ep ci sono pezzi più maturi, altri più simpatici e ironici, ma alla base di tutto c’è sempre l’idea di mandare un messaggio. Questo apprezzamento di cui stiamo parlando è già in atto, lo notiamo quando ai nostri live si presentano persone di qualsiasi età. Dai ragazzi/adolescenti, ai più grandini, agli over 40, fino ai bambini piccoli che quando ci vedono saltare sul palco vanno fuori di testa. Lo stesso sui social, veniamo contattati da persone della più svariata tipologia e questo ci fa piacere. Non vogliamo che la nostra musica sia per pochi, quello che abbiamo da dire lo vogliamo dire a tutti.

Scrivete e cantate in italiano, rap e musica elettronica in una miscela molto “commerciale” per restare in tema. È davvero cosi?

Beh, è quello che proviamo a fare. Come detto, con la nostra musica vogliamo raggiungere più persone possibili, e su questo non pensiamo ci sia qualcosa di male. Lo diciamo perché spesso a “musica commerciale” viene accostato l'epiteto “venduto”. Siamo dell’idea che se la tua musica vende non vuol dire che sei venduto, sono due cose diverse, purtroppo spesso fortemente confuse. Partiamo da una base non presente sul mercato, ci sono quindi difficoltà per tramutarla in commerciale, o meglio, commerciabile. Pian piano però notiamo che qualcosa si sta muovendo. La nostra musica sembra piacere e di questo siamo contentissimi. Anche perché ci ascoltano ragazzi provenienti da molte “categorie musicali” (sulla base di chi viene ai live o di chi ci scrive ogni giorno sui social): dal rap all'elettronica, passando addirittura per il metal (di cui non abbiamo alcuna influenza) o altri generi che non ci appartengono. E la frase che sentiamo più spesso, e che ci fa più piacere, è: “Non ascolto il genere, ma voi spaccate veramente tanto”. E finché te lo dicono gli amici lo prendi un po’ con le pinze, ma quando incominciano a dirtelo anche gli sconosciuti, capisci che stai riuscendo nell’intento: stai proponendo qualcosa di nuovo, con varie influenze di generi, e sta piacendo a tutti, anche ai più improbabili.

Avete aperto già molti concerti, girando l’Italia tra Roma Milano Bologna Padova e Treviso, chi apprezzate e da chi “prendete” a modello nel mondo Rap italiano?

Te lo diciamo sinceramente, di modello non prendiamo nessuno. Non per superbia o altro, ma perché non troviamo attualmente musicisti che facciano quello che facciamo noi, parlando di genere, di sound, ecc. Non sapremmo proprio dove volgere lo sguardo. Possiamo sicuramente dirti chi apprezziamo della scena rap: Fabri Fibra, Salmo, Fred De Palma, Shade, Nitro, tutti musicisti che riteniamo veri e propri artisti in virtù di una libertà espressiva e stilistica mai soffocata, sperimentatori di metriche, sound e portatori d'innovazione e rivoluzione in ogni circostanza. Apprezziamo un po’ meno la scena trap, non perché siamo contro il genere a prescindere, quanto poiché ormai la fanno tutti. Certo, ci sono delle pietre miliari che rispettiamo, ma ormai è una cosa che fanno in troppi, per cui non ci emoziona più particolarmente.

Ho visto il video di Non Ti Chiamo dove c’è la partecipazione di Jeni Corazza e girato da Pietro Rizzato. Vi sentite a vostro agio nel recitare ( e cantare..) davanti a delle telecamere?

Sinceramente sì. Non abbiamo problemi da quel punto di vista, crediamo che per essere a proprio agio mentre si gira un video (o anche un set fotografico) sia quello di trovarsi bene con chi hai accanto e con il videomaker o fotografo. Se c’è un buon rapporto di lavoro subentra serenità, senza imbarazzo o timidezza. Seppur tendenti alla riservatezza, siamo persone a cui non interessa troppo ricevere gli sguardi eventualmente negativi degli altri. Anche se sbagliamo qualcosa (e di errori ne abbiamo fatti molti), non ci importa perché andrà meglio la prossima volta. Questo non significa che non siamo un po' paranoici, maniaci del perfezionismo. Ogni ripresa o foto ufficiale viene personalmente controllata e ricontrollata, in modo da capire se è tutto ok. Credo che alla fine questo sia normale.

Roba Commerciale è il titolo del Ep, autoironia ma anche voglia di sfondare. Vi sentite pronti al grande salto?

Nonostante consapevoli che non si è mai pronti abbastanza, crediamo di esserlo, abbiamo l’esperienza necessaria per andare oltre, per provare qualcosa di più e per sopravvivere ad una possibile evoluzione. Lo affermiamo senza superbia, bensì con la consapevolezza di tutto il lavoro alle spalle. Siamo consci di aver commesso molti errori, ma anche di avere attualmente tanto e ottimo materiale, così come molte idee per future proposte. A partire dal nostro nuovo video, in uscita mercoledì 20 settembre dal titolo Come Nei Film.

C’è ancora voglia di parlar d’amore nel panorama musicale rapper o lo si deve lasciare ai grandi neomelodici italiani?

Chiunque vuole parlare (e sentir parlare) d’amore, è una cosa che riguarda tutti, che prima o poi ha toccato chiunque. Non la vediamo come esclusivo appannaggio dei grandi neomelodici, anzi spesso (non sempre, perché si rischia di trattarlo con banalità) preferiamo sia il rap, piuttosto che altri generi, a parlarne. È il più diretto, arriva a tutti. Anche noi su Non ti Chiamo, ma anche sul pezzo in uscita Come Nei Film abbiamo dato il nostro contributo trattando questa tematica. E non l’abbiamo fatto subito. Non ti Chiamo è infatti nato dopo un anno di lavoro su altri brani. Questo perché di amore parlano in tanti, ma pochi lo sanno fare nel modo corretto. Noi ci abbiamo provato, ma solo dopo un po’ di tempo, per farlo al meglio, appunto, e non buttando giù le solite cose trite e ritrite. Che sia chiaro, anche noi portiamo alcuni topoi tipici delle canzoni d’amore, ma attraverso il sound e la metrica cerchiamo di offrire una nostra visione, una nostra personalizzazione, un modo diverso di percepirlo cosicché, una volta ascoltato, si possa dire: “Ah sì, questi sono i Klan Destiny”.

Social, la vostra pagina facebook piace a più di 2000 persone, il vostro video su youtube conta tantissimi views in poche settimane, come vi rapportate con i social network?

L’aggiornamento dei nostri social è costante perché ormai, nell’era del digitale, sono diventati quella che era la televisione un tempo. Adesso se pubblichi un contenuto vieni visto da migliaia di persone. Una volta era impossibile, era riservato solo alle televisioni, o alle radio. Molti dei nostri risultati sono stati ottenuti grazie alla rete: le tante persone conosciute, le proposte ricevute, le serate concluse, la possibilità di diffondere la tua musica. Attualmente in altri modi è davvero difficile. Ci teniamo molto alla cura e gestione dei nostri canali e profili, nel modo più professionale possibile. Su Instagram facciamo spesso storie e dirette dove chi ci segue può vedere come procedono i lavori, avere delle anteprime, godersi i nostri “scleri” durante la produzione e tante altre cose divertenti. Notiamo che all’interno dei social siamo molto apprezzati e valorizzati, di questo dobbiamo ringraziare veramente di cuore chi crede in noi e ci supporta. Non mancano quelli che criticano e ci insultano (in privato e non), ma ci sta, non ci pesa più di tanto, è normale che capiti, non puoi piacere a tutti.

Passiamo ai talent, ci siete passati, vorreste andarci, li odiate. La vostra idea?

Mai passati per i talent, almeno non attraverso quelli di maggior successo, e non vorremmo neanche farlo. Non li odiamo, ma li consideriamo abbastanza inutili: offrono la visibilità giusta per emergere e farti passare qualche mese da favola, poi finisce tutto. Perché? Gli artisti considerano i talent come una pista di atterraggio, quando in realtà sono solo quella di lancio. La conservazione e mantenimento della carriera sulla cresta dell’onda dipende solo dall’artista stesso, il quale spesso è privo della capacità di cogliere l'occasione finendo a farsi selfie su Instagram e a rilasciare una canzone ogni due anni. Disco d’oro, passaggi radio e quando poi inizia la nuova stagione nessuno se li fila più. Non per tutti è così, esiste anche chi ha saputo costruirsi al di fuori del format, chi ha infuso al tutto una propria personalità, chi è stato in gradi di mantenersi, ma diciamocelo: sono davvero pochi. Probabilmente la nostra musica non verrebbe neanche capita da un talent.. Magari ci sbagliamo, ma non ce la sentiamo di rischiare, preferiamo puntare in tutto e per tutto su qualcos’altro, come stiamo facendo.

Dopo i recenti fatti di cronaca nera , dal Bataclan al concerto di Ariana Grande, c’è un momento di disagio nel salire su un palco o niente è cambiato nell’esprimere la propria passione?

Per noi personalmente no, ci auguriamo sia lo stesso anche per gli altri. Il terrorismo nasce con lo scopo di terrorizzare, appunto, a parer nostro non bisogna cedere. Probabilmente i rischi ci sono, magari perfino aumentati, ma la musica non si deve bloccare, deve al contrario combattere queste cose. Ha un grosso potere, basta vedere il magico momento creatosi al secondo concerto di Ariana Grande, quello commemorativo delle vittime. Il terrorismo è ingiusto, si sa, colpisce i più deboli, chi non hai mai fatto male a nessuno, chi ancora non ha potuto vivere appieno la propria vita ed è per questo che non bisogna fermarsi. Mai. Se c’è un momento per continuare a far musica, non come prima, ma ancora meglio, con ancora più passione, è proprio questo. Anzi, bisognerebbe essere tutti più uniti contro un nemico comune.

Cosa ne pensate del Festival di Sanremo? Avete mai pensato di scrivere qualcosa per partecipare?

Non ci abbiamo mai pensato, ma perché no. Come per i sopracitati talent, si corre il rischio di non essere compresi all’interno di un festival del genere, ma un tentativo sarebbe anche curioso farlo, giusto per vedere le reazioni. Non lo guardiamo sinceramente, ma da quel poco che ci arriva ci risulta vengan fuori (in minima parte) anche canzoni molto belle e significative.

Mi dite la vostra sulla musica italiana in generale? Ogni generazione ha i suoi miti, mio padre Mina e Celentano, io Vasco e Ligabue mio figlio J-Ax & Fedez. Voi date uno sguardo al passato?

Non ci fa particolarmente impazzire la musica italiana, anzi. Non tanto per la musica in sé, quanto per quello che c’è dietro. Potrà pur sembrare stupido, ma per noi non lo è per niente. Ci spieghiamo meglio: l'80 % degli artisti non è cantautore, cioè non scrive i testi. È una cosa che non riusciamo a comprendere, tantomeno apprezzare. Sembra che ormai conti soltanto l’interpretazione: spunta una bella voce, le si cuce addosso un testo ad hoc e il gioco è fatto. Ci immedesimiamo nell'artista: come fai a cantare brani non tuoi? Ad esprimere emozioni che appartengono a qualcun altro? A non sentire la necessità di esporre il tuo pensiero. Per noi è assurdo. Al di là di ciò, stimiamo molto che ascoltiamo piacevolmente diversi rappresentanti del panorama nazionale, c'è tanta musica di qualità anche qui, di questo ne siamo sicuri. Lo sguardo al passato lo diamo eccome, ascoltiamo diversi gruppi non proprio tra i più recenti e studiamo come girava un tempo la musica, ma non scrutiamo il passato in modo ossessivo. Facciamo musica nel presente per la gente del presente. Guardare al passato può essere utile per arricchirsi di esperienza e cultura, ma bisogna saper individuare la propria strada nella modernità.

Nel salutarvi, mi dite i vostri prossimi impegni?

Certo. Come detto, mercoledì 20 settembre uscirà il nostro nuovo singolo con videoclip ufficiale dal titolo Come Nei Film. E’ un progetto su cui abbiamo investito e lavorato veramente molto e siamo curiosi delle risposte che ci saranno a riguardo. Entro fine anno faremo uscire il quinto episodio del nostro format di “freestyle” (se è possibile definire così) sul web dal titolo Perle Di Saccenza, e in generale ci dedicheremo molto ai live, che ci porteranno a visitare tutta Italia di qui al prossimo anno. Studieremo molto per crescere ancora di più e per rendere i nostri show indimenticabili. Grazie per la bella intervista e a presto, vi salutiamo.

Ringraziamo i Klan Destiny e un in bocca al lupo per la loro carriera.

Giuseppe Calvano

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