Come Un Navigante

Come Un Navigante

La recensione di Unfolding Roma

226
0
stampa articolo Galleria multimediale Scarica pdf

Unfolding Roma oggi vi invita all’ascolto dell’ep Come un navigante della band ligure Figé de Mar.

Figé De Mar nascono a La Spezia nel 2012 da un’idea del chitarrista Nikolò Del Sole. Nel giro di un anno si aggiungono gli altri componenti: Matteo Basile (batteria), Matteo De Martino (chitarra acustica), Davide Lucchi (tastiera) e Lorenzo Traggiai (voce).

Il gruppo nasce e si sviluppa attorno alla passione comune per la musica cantautorale italiana di De André, Guccini, De Gregori, ma anche il folk rock dei Nomadi e Modena City Ramblers. 

Tra il 2015 e il 2016 aprono i concerti di Tony Esposito, i Rockets, Johnson Righeira, per la manifestazione “Follo in musica”. Nel luglio 2016 il cantante Lorenzo riceve il Premio Lunezia nella sezione “Nuove proposte – Autori di testo” (terzo posto). Nel 2016 pubblicano il loro primo singolo, “La città”, mentre il 2017 vede l’uscita del loro primo disco Come un navigante.

Ad aprire l’ep è il brano Questa è la mia pelle: brano con un buon ritmo e con un ritornello che prende sin dal primo ascolto. E’ un gruppo giovane quello dei Fige de Mar, si percepisce anche dal testo ma non in senso negativo. E’ un brano che si lascia ascoltare molto volentieri ed è sicuramente quello che più resta nella testa.

Segue il brano Riscatto, sull’allegro andante, interessante il testo che si presta bene ad una libera interpretazione.

La traccia successiva è Dove, brano che con la leggerezza che tratteggia tutto il disco, affronta tematiche attuali con riferimenti all’immigrazione ed il legame di un ragazzo con la propria terra.

Boulevard è un “sogno di una notte da film”, una fotografia della vita notturna di un boulevard.

Chiude il disco La città e la musica cambia completamente. Il ritmo è lento, le parole scorrono in questo viaggio dentro se stessi, alla scoperta del proprio Io.

Nel complesso è un ep semplice, non ha pretese se non quella di carpire l’attenzione dell’ascoltatore. E capisci che ci sono riusciti perché hai di voglia di cliccare nuovamente play.

Come un navigante ha permesso sicuramente ai Figé de Mar di lasciare la terraferma. Per il prossimo approdo c’è tempo, è giusto che si lascino cullare dal discreto risultato del loro primo disco di buon pop rock italiano.

Sara Grillo

https://www.facebook.com/figedemar/

© Riproduzione riservata

Multimedia