Ruggero Ricci - La Forma Delle Nuvole

Ruggero Ricci - La Forma Delle Nuvole

Un cantautore vecchio stile ma proiettato nel futuro musicale italiano.

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La forma delle nuvole è il suo ultimo lavoro discografico, 16 brani, tutti in italiano, dove emerge la sua grande capacità di sognare. Si chiama Ruggero Ricci, cantautore romagnolo, e la redazione UnfoldingRoma lo ha intervistato cercando di scoprire idee e lati nascosti dell’artista proveniente dal nord Italia ma con alle spalle live importanti e un altro album del 2014. Risposte mai banali e piene di contenuti. Andiamo a conoscerlo meglio.

Ruggero Ricci, un ragazzo dell’89, un album nel 2014 ed ora la nuova fatica uscita a fine 2017. Chi è Ruggero Ricci e cosa significa essere cantautore nel 2018?

Ruggero Ricci nasce come cantante e si evolve come autore. Penso che non si scelga di essere artisti, ma si acquisisca consapevolezza a riguardo. Essere un cantautore nel 2018 significa avere più difficoltà rispetto ad un interprete nell’inserirsi nel mainstream, significa sicuramente privilegiare i contenuti, quindi porre il testo al centro di tutto a discapito di un pubblico abituato ad un certo tipo di musica paragonabile ad una gomma da masticare.

“La forma Delle Nuvole” è uscito il 2 dicembre 2017, può racchiudere l’album in un solo aggettivo?

Evanescente. Nelle nuvole ognuno di noi può vederci quello che vuole e far viaggiare la propria fantasia, dunque evadere dalla routine quotidiana e ritagliarsi un angolino tutto per sé. 

Leggo “pop, electro”, in ogni articolo devo barcamenarmi ad associare il cantautore di turno come se fosse un ruolo in una squadra di calcio, ala, mezz’ala, difensore centrale. Invece penso che uno che racconta storie debba avere la maglia n.10 e vagare per il campo senza restrizioni cercando l’ispirazione giusta. È d’accordo?

Per fare la differenza è necessario essere al passo coi tempi, ecco il perché degli arrangiamenti elettronici e di tanta sperimentazione, frutto di tanti viaggi e di un percorso di crescita interiore. Credo che non sia facile aggredire il mercato discografico attuale, tuttavia penso che sia possibile lasciare tanti piccoli segni e sto cercando di farlo in ogni singolo brano che pubblico.

In Distrattamente, singolo dell’album La Forma Delle Nuvole, si sente molto l’influenza dei cantautori italiani per eccellenza degli ultimi anni, però con un tocco molto personale specialmente con la voce che poi è tipica di tutto l’album. Chi ammira nel panorama musicale italiano?

Io sono abituato ad ascoltare ogni genere musicale senza distinzioni di sorta perché ho sempre pensato di poter prendere qualcosa di interessante anche da ciò che è distante da me e farlo mio in qualche modo. Sicuramente mi hanno influenzato artisti come Federico Zampaglione, Pacifico, Cesare Cremonini, L’Aura, e Giuliano Sangiorgi; a loro mi sento particolarmente vicino stilisticamente.

C’è un po' di tutto nell’album, dai sogni all’amore, dalla realtà cruda a quella vista da sopra una nuvola. C’è sempre un lieto fine nelle sue storie?

Purtroppo per poter realizzare fotografie della realtà ed essere credibili non si può sempre parlare di un lieto fine… A volte succede e altre volte no, quello che cambia è la prospettiva, nel senso che alcune volte sono io in prima persona che vivo determinate emozioni e le racconto mentre in altre occasioni mi servo di persone o metafore per raccontare una storia.

Mi dice di un suo sogno che vorrebbe veder realizzato nel mondo musicale?

Mi piacerebbe che nei talent show venisse data più importanza agli autori e al cantautorato italiano. Senza persone capaci di scrivere brani di qualità non sarà possibile cambiare l’attuale panorama musicale italiano. Ci vorrebbe una rivoluzione dall’interno del sistema a partire da chi è a capo delle grandi major.

Capitolo Sanremo, Baglioni ha portato un vento nuovo all’Ariston con la musica al centro delle kermesse. È d’accordo? Ha mai tentato di portare un suo brano alla manifestazione canora per eccellenza?

Baglioni ha fatto un ottimo lavoro sulla scelta delle canzoni, ce n’era un sacco bisogno e questo festival a livello di ascolti è stato un successo. In realtà per 2 anni consecutivi sono stato finalista ad Area Sanremo con due mie canzoni “Succede” e “Respiro” contenute nel disco. Non è escluso che ci riprovi in futuro ma devo avere il brano giusto.

Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno vinto meritatamente secondo te? Mi dà un suo giudizio sulle altre canzoni e un parere su Elio e Le Storie Tese, serviva cosi tanto finire la carriera da gruppo in quel modo?

Non ho condiviso la vittoria di un brano edito a tutti gli effetti, tuttavia il pubblico regna sovrano, come si suol dire. Onestamente non penso sia un brano adatto a rappresentare l’Italia in un contesto europeo come l’Eurovision Song Contest, dove ci sono paesi che musicalmente sono il triplo più avanti rispetto al nostro. Per quanto riguarda Elio e le Storie Tese… il loro brano non mi è piaciuto e ho trovato la performance in generale molto triste, esattamente come lo è stata quella del duo Facchinetti - Fogli. Bisogna capire quando è il momento di ritirarsi e porre il capitolo "fine" alla propria carriera artistica.

Ermal Meta alla premiazione sul palco ha ringraziato la sua casa discografica come prima cosa, quanto è importante una casa discografica per un cantautore?

La casa discografica è importantissima nella sponsorizzazione del progetto e nella sua distribuzione. Oltre ciò bisognerebbe dare rilievo anche ad altri ruoli come il manager e l’ufficio stampa senza i quali l’artista non riuscirebbe a essere presente nei social e nei principali canali di comunicazione.

Viviamo in un mondo social dove se non sei su Instagram e Facebook non sei nessuno. Il suo rapporto con i social.

Io ho scelto di fare un uso intenso dei social per essere sempre a contatto con i miei fans. A volte parliamo anche a tu per tu e ci scambiamo opinioni. Ho bisogno di loro, di sentire la loro presenza, quindi devo dire che ho un bellissimo rapporto con i social.

Capitolo Talent, cosa ne pensa? Ha mai provato a partecipare? Sono diventati i contest in tv la vera nuova gavetta per chi vuole affacciarsi nel mondo della musica?

Nel 2013 ho partecipato ad X-Factor arrivando verso le ultime fasi prima dei live, è stata un’esperienza formativa, ma ora come ora il sistema "Talent" è andato totalmente in crisi. Non vedo meritocrazia, né artisti in grado di fare la storia della musica italiana. Solamente prodotti usa e getta pre-confezionati.

Si avvicinano le elezioni, pensa che la politica possa fare qualcosa in più per difendere la cultura musicale italiana o la musica si difende da sola?

Servirebbero più tutela ed inquadramento del ruolo dell’artista in Italia, nonché liberalizzare del tutto i diritti d’autore. E’ vergognoso che gli artisti di strada vengano multati dalla polizia locale per turba della quiete pubblica dove in altri Paesi del mondo è la norma. Dovremmo meditare a fondo su questo.

Canta in Italiano, ha mai pensato a cantare in inglese per far conoscere le sue opere anche fuori i confini della penisola?

In realtà nel 2014 ho fatto un tour a Londra e portato le mie canzoni nelle più grandi piazze della capitale. Quell’esperienza mi è servita per affinare il mio sound, fare gavetta e respirare l’aria dei luoghi dove i generi che cantavo erano nati. Per il momento comunque preferirei rimanere nel mio paese, sento l’esigenza di cantare nella mia lingua e ritagliarmi il mio spazio qui.

Prossimi impegni e come i nostri lettori possono arrivare a Ruggero Ricci e la sua musica

Nei prossimi giorni sarò in giuria e ospite in alcuni festival canori e mi dedicherò a vari live con la mia band. Il 19 Marzo terrò un firma-copie presso la Feltrinelli del Megastore di Parma con live annesso. Per restare in contatto c’è un sito ufficiale: ruggeroricci.net e potete seguirmi in tutti i social: Facebook, Twitter Instagram e YouTube come: Ruggero Ricci.

Grazie e in bocca al lupo per tutto!

Grazie a voi!

Giuseppe Calvano

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