GILBERTO MAZZOTTI - MAGIP

GILBERTO MAZZOTTI - MAGIP

L'INTENSITA' DEL BLUES ACCOMPAGNATO AD EMOZIONI SINCERE E NON CALCOLATE, QUESTO E' MAGIP.

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UnfoldingRoma ha avuto il piacere di intervistare Gilberto Mazzotti, un blues-man dalla testa ai piedi, laureato in musica Jazz presso il conservatorio di Adria. Ci presenta Magip, un cd uscito da poco e ci spiega come il Jazz sia una musica senza schemi, ma fatta di miscele planetarie senza disdegnare la musica moderna…

Per conoscerci meglio, chi è Gilberto Mazzotti?

Mi prendi un po’ in contro piede, non so cosa raccontare, in 50 anni di vita ci sono molte cose da dire, ma se uno desidera curiosare nel sito (www.gbproject-music.com/gb-project/gilberto-mazzotti/ ) ci si può trovare un po’ di storia.

Hai prodotto Magip, sei parte integrante dei GB Project; mi puoi dare un tuo giudizio personale sull’album e spiegare meglio la vostra musica ai lettori di UnfoldingRoma?

Personalmente mi sembra un CD scorrevole dove la musica penetra istantaneamente al primo ascolto, anche se arrangiamenti e ritmiche non sono così scontati.

Il giudizio che darei è: “Bella Musica“.

I brani sono nati da esperienze di vita e di pura fantasia, ma sempre legati ad emotività sincere e non calcolate.

Quando Gilberto Mazzotti ha incontrato la musica per la prima volta?

La musica è sempre stata parte della mia vita avendo avuto in casa nonno e padre musicisti; mi ricordo da bambino quando mia madre mi portava a letto presto, dopo ”carosello”, come si usava ai miei tempi, le frequenze del basso e della batteria mi accompagnavano nel sonno perché mio padre faceva le prove con l’orchestra in casa.

Delle volte parlando di Jazz si vola subito con la mente in America, nelle piantagioni di cotone, oppure si va a finire subito da Louis Armstrong. Gilberto Mazzotti come la pensa?

Oggi il Jazz non lo catalogherei con schemi, ma come coagulante per le varie forme e stili musicali

potendo così miscelare e globalizzare in forma corretta il pianeta terra, almeno dal punto di vista sonoro.

Torniamo a Magip: ascoltando il Cd sono rimasto affascinato dalla purezza della musica che risulta anche molto rilassante per chi ascolta. Ho letto alcune critiche riguardo la mancanza di osare di più, di non andare oltre, di restare legati a canoni e schemi fissi. Come risponde?

Non so cosa voglia dire osare di più, andare un pochino oltre, come dicevo prima i brani penetrano facilmente al primo ascolto, ma se si analizzano non sono così scontati, sia dal punto di vista ritmico che armonico, però il giudizio è sempre una cosa personale.

Facciamo un salto nella musica italiana delle hit parade, delle classifiche, delle canzoni più ascoltate in radio dove troviamo nella maggior parte cantanti usciti dai talent. Cosa ne pensa dei contest, dei talent e della musica italiana nel suo complesso?

Non mi sento di poter giudicare un sistema così vasto di distribuzione sonora .

Per quel che vedo e sento ci sono cose belle e cose brutte come in tutti i contesti e purtroppo a volte vengono enfatizzate cose di poco spessore; mi auguro che avvenga una crescita di cultura nazionale, purtroppo oggi molto scemata, che possa rendere le persone capaci di valorizzare correttamente le cose.

Secondo te Sanremo, festival della musica per eccellenza, quando si aprirà anche al Jazz oppure si è già aperto e io ne sono all’oscuro…

Io penso che alcuni spiragli si possono già vedere, sono solo piccole fessure, ma sarà inevitabile l’espansione di generi, quindi anche al jazz. La nostra nazione, come tutte, è giustamente contaminata da varie culture, quindi si dovrà sicuramente allargare la visione da puramente “canzone“, aprendo la strada al jazz come genere che abbraccia tutto.

Radio, parola magica per chi fa musica e per chi l’ascolta, ogni tanto ne celebrano il funerale, ma poi ritorna sempre più forte di prima, che ne pensa della Radio?

La radio è sempre stata una promotrice di musica, magari non sarà solo quella on air, ma anche nel web, ma ritengo sia sempre un bel mezzo divulgativo e promozionale.

Il potere commerciale è ancora molto preponderante e mi auguro, in un imminente futuro, una maggiore forza da parte di speaker autonomi e culturalmente preparati, capaci di promuovere una buona musica facendo così elevare le masse vincolate da ascolti forzati dal mercato, si può fare.

Ogni estate c’è un tormentone, quel pezzo che ti rimane in testa anche perché forse è scelto per una pubblicità che ci tormenta per mesi interi. C’è stato un pezzo tormentone per Gilberto?

Se devo rispondere sinceramente in questo momento non mi viene in mente nulla, ci riprovo ma … nulla, non ho proprio in mente nulla.

Oramai, fortunatamente, la musica viene suonata quasi dappertutto, dalle arene agli stadi, ai campivolo, c’è un posto dove desidera suonare con tutto il cuore?

Non ho un posto preciso, ma desidero suonare in ogni luogo dove la musica venga apprezzata e valorizzata .

Prossimi impegni…

Promozione del nuovo album con concerti dal vivo.

Grazie

Giuseppe Calvano


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