La Giostra

La Giostra

Siamo old school, crediamo nel valore dell’esperienza acquisita tramite la gavetta e cerchiamo di trarre insegnamento da ogni situazione

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Se c'è una città che è in continuo fermento musicale è sicuramente Napoli. E' una città dove si respira musica in ogni angolo di strada e per quanto possa sembrare un'esagerazione, ogni artista - sconosciuti ma pur sempre artisti - offre qualcosa di veramente unico.  

Fare musica oggi vuol dire essere una goccia nell'oceano. Ma come si può emergere? Semplicemente cantando. Portando la propria musica per le strade, nei locali, permettendo a più orecchie possibili di ascoltarla.

Ed è questo il percorso fatto dal quartetto partenopeo La Giostra. Si sono fatti conoscere sul territorio e dopo un po' di esperienza sul campo ed un bel po' di attestati di stima, sono oggi ad un passo dal realizzare un primo obiettivo: realizzare il loro primo disco grazie ad una campagna di crowdfunding. Cinque brani inediti scritti da simone Pedalino ed arrangiati dal quartetto. Come raccontano loro stessi: “L’intento è di sperimentare composizioni originali arrangiandole tramite la rivisitazione di vari generi musicali - il jazz, la bosa nova, il folk, il pop”.

Come nasce il quartetto La Giostra?

La Giostra nasce un po’ per caso, come gli amori d’altronde ed in fondo questa non è altro che una storia d’amore. A grandi linee tutto è iniziato dall’incontro mio (Simone) con Luca Cappuccio, il violoncellista, due anni fa. La voce per circa un anno è stata Greta Zuccoli - a cui vogliamo un gran bene - e La Giostra era pertanto un trio acustico, con un’idea di fondo riguardo alla ricerca sonora ed alla lirica molto diversa dall’attuale. A luglio dell’anno scorso, poi, il cambio alla voce con l’attuale cantante, Rosanna Mennella e l’acquisto del nostro “svincolato d’oro”, Riccardo Antonielli, alle percussioni, ha fatto mutare pelle ed orizzonti d’attesa del gruppo. La sfida iniziale maggiore è stata quella di ripensare, insieme, agli arrangiamenti dei pezzi che composi in funzione della voce di Greta, adattandoli alla nuova voce ed alla nuova formazione. Per me, in particolare, è stato un lavoro epifanico, perché mi ha permesso di mettere a nudo l’anima dei brani che avevo composto. Metaforicamente, è stato come strappargli i vestiti-arrangiamento di dosso e guardarli nudi, riscoprendoli.

La parola giostra si associa al divertimento, alla spensieratezza di piccoli e grandi. Rosanna, Simone, Luca e Riccardo sono quattro moderni Peter Pan?

Rispondendo con sincerità: sì e no. Nel senso che dal punto di vista artistico l’imprinting emotivo che cerchiamo di dare ai nostri pezzi è quello di trasportare l’ascoltatore in un'altra dimensione, certamente di divertimento e di spensieratezza, cercando però sempre di imprimere, nello spazio fra le note e le parole, dei momenti di riflessione, degli spunti di approfondimento volti all’autoconoscenza del sé.  Dal punto di vista professionale invece, come in tutti i lavori, d’altronde, la spensieratezza deve necessariamente cedere un po’ il passo alle esigenze pratiche, da svolgere con organizzazione e razionalità. Insomma, le scadenze e le pressioni sono comunque parte di questo lavoro. 

Affidarsi ad una campagna di Music Raiser per la realizzare un proprio disco è una scelta fatta da sempre più artisti. Possiamo già dire che siete stati premiati dal vostro pubblico? 

Sicuramente sì. Mettendo da parte un po’ di scaramanzia ormai possiamo dire che siamo vicinissimi al conseguimento dell’obiettivo che ci siamo posti in questa campagna crowdfunding ed il merito è stato sicuramente di tutte quelle persone che credono e che hanno creduto in noi.

Avete all'attivo un po' di live che vi hanno permesso di farvi conoscere dal pubblico. Esibirsi resta il solo modo per farsi conoscere o in alternativa ci sono i talent. Avete o vi piacerebbe tentare questa strada?

No, non ci interessano i talent, siamo old school, crediamo nel valore dell’esperienza acquisita tramite la gavetta e cerchiamo di trarre insegnamento da ogni situazione.  Ma soprattutto talent e gavetta concernono forse proprio due ambiti diversi: il primo riguarda più lo spettacolo in sé, mentre la seconda è un po’ la naturale via di maturazione di un percorso artistico, che ha una poetica che si costruisce con il tempo, con i cambi di direzione, con i ripensamenti, con gli errori… Sono questi elementi che contribuiscono a formare un progetto solido, che non teme lo scorrere del tempo perché ha affondato radici profonde.

Ci date qualche anticipazione sui brani che saranno presenti nel vostro ep? 

Possiamo dirti soltanto che sarà molto piacevole ascoltarli, il resto è una sorpresa.

Quali sono i vostri riferimenti musicali?

Tanti, troppi e diversi, ognuno di noi ascolta i generi e la musica più disparata. In più, al di là dei generi spesso un riferimento musicale non è per forza qualcuno che fa della musica che “ti piace”, ma qualcuno di cui apprezzi magari il modo di pensare la musica, il suo modo di approcciarla.

Il digitale è il futuro ma questo ha un po' inflazionato il settore della musica emergente: chiunque può "inventarsi" cantante e lanciare nell'etere una propria canzone. Come ci si fa spazio tra gli improvvisatori?

Bella domanda. Il problema fondamentale nella “competizione digitale” secondo me è più ampio e si traduce nel competere per ottenere lo “spazio-attenzione”, molto spesso indifferenziato, che offrono le varie piattaforme web. Personalmente ti direi che un’emozione autentica ad un concerto spesso si traduce in un like o in un cuore social. Parlando di grandi numeri invece sicuramente le variabili in gioco sono molteplici. Finiamo di calcolarle e ti facciamo sapere.

La campagna di crowfunding si concluderà ad agosto, azzardiamo una previsione: quando uscirà l'ep?

L’idea è quella di entrare in studio per Settembre, quindi contiamo di fare uscire l’Ep fra fine Ottobre ed inizio Novembre. Anzi, siete ancora in tempo per pre-acquistare il cd sul link Musicraiser: che aspettate?

https://www.musicraiser.com/it/projects/10410-la-giostra-il-primo-giro

https://www.facebook.com/ungiroingiostra/ 

Sara Grillo

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