E' Scomparso Aldo Biscardi

E' Scomparso Aldo Biscardi

L’8 ottobre se ne è andato un pioniere della televisione italiana, un giornalista che è stato capace di aver portato il tifo calcistico e tutte le discussioni che ci girano attorno, dal bar sottocasa fin dentro le case di tutti gli italiani.

47
0
stampa articolo Scarica pdf

L’8 ottobre se ne è andato un pioniere della televisione italiana, un giornalista che è stato capace di aver portato il tifo calcistico e tutte le discussioni che ci girano attorno, dal bar sottocasa fin dentro le case di tutti gli italiani.

Aldo Biscardi è stato uno dei maggiori esponenti della televisione nazional-popolare, ha avuto l’intuizione di trasportare in uno studio televisivo, tutto l’ardore e la genuinità del tifo del lunedì mattina, quando i tifosi delle diverse squadre si incontrarno al bar per prendere il caffè del mattino e ne approfittano per discutere di falli, fuorigioco e rigori dati o non assegnati.

Aldo Biscardi, con quel suo marcato accento meridionale, con tutte quelle “d” al posto delle “t”, con i suoi capelli eternamente rossi, una grammatica da far concorrenza a quella di Giurato, ha rappresentato buona parte della televisione sportiva degli anni ‘80 e ‘90 ed ha saputo resistere nel tempo riuscendo ad arrivare fino ai giorni nostri.

Iniziò la sua carriera giornalistica nel 1952 collaborando con Il Mattino. Entrò in RAI come caporedattore nel 1979 e nel 1980 fece esordire Il Processo del Lunedì che iniziò a condurre personalmente a partire dal 1983.

Per dieci anni il salotto inventato da Biscardi diventa la trasmissione calcistica di approfondimento più importante nel panorama televisivo italiano.

Nel 1993 Biscardi chiude con l’emittente nazionale e trasferisce la sua trasmissione su Telemontecarlo ribattezzandola Il Processo di Biscardi, mentre, parallelamente, la trasmissione a cui diede vita proseguì in RAI con altri conduttori.

La formula della trasmissione rimase sempre la stessa, la tradizione nazional-popolare trionfava ancora.

Aldo Biscardi rimane alla guida della sua trasmissione fino all’ultimo, e solo nel 2017, quando la salute lo costringe a mollare, lascia la sua creatura nella mani di Giorgia Palmas.

Biscardi, nato a Larino in provincia di Campobasso il 26 novembre del 1930, muore a Roma, al policlinico Gemelli, a poco meno di due mesi dal suo ottantasettesimo compleanno, circondato dai suoi familiari e dai suo due figli, Maurizio e Antonella. Il figlio maschio porta il nome di un altro grande della televisione sportiva e grandissimo amico di Aldo, Maurizio Mosca.

La sua carriera televisiva e giornalistica fu purtroppo macchiata da un pesante coinvolgimento, morale ma non penale, nello scandalo denominato Calciopoli che vide coinvolto Luciano Moggi. Da alcune intercettazioni emerse una pesante intromissione dell’allora Direttore Generale della Juventus, Luciano Moggi appunto, su cosa dire e non dire durante la trasmissione Il Processo del Lunedì. Si parlò addirittura di moviole manipolate e di regali costosi fatti da Moggi a Biscardi. Ne derivò una sospensione di sei mesi dall’Ordine dei Giornalisti che Biscardi non accettò mai e che lo portò ad uscire dall’ordine con la conseguenza che le sue trasmissioni furono definite giudizialmente, a seguito di querele dello stesso Ordine dei Giornalisti, “non giornalistiche”.

Le trasmissioni di Biscardi erano sapientemente organizzate per rendere le situazioni sempre effervescenti e briose, litigiose e alla ricerca di improbabili scoop. Il giornalista molisano era un perfetto padrone di casa che interrompeva gli ospiti ma non tollerava di essere interrotto, urlava ma azzittiva chi alzava troppo la voce.

Tra le puntate più calde ed infuocate non possiamo non ricordare quella di un caldo maggio del 1993, quando un inferocito Silvio Berlusconi telefonò in diretta per protestare a cause dell’attenzione riservata dalla trasmissione di Biscardi, alle sue deposizioni spontanee rese al giudice nell’ambito dell’indagine sull’applicazione della legge Mammì e il modo in cui era stato posto il problema riguardo all’assegnazione delle frequenze per il Giro d’Italia (La Fininvest aveva strappato le frequenze del Giro d’Italia alla Rai e più tardi la Corte dei Conti avrebbe indagato per un danno all’erario, essendo risultati gli introiti per quei canoni, inferiori rispetto a quelli che la Rai aveva sborsato l’anno precedente).

Biscardi preso alla sprovvista temette il peggio ma poi reagì, scattò una rissa televisiva che lentamente scemò finché, bonariamente e come solo lui sa fare, L’ex Cavaliere moderò la questione ed arrivò ad affermare: “Biscardi, credo di averle fatto fare uno scoop!”.

Alessio Capponi

© Riproduzione riservata