Intervista A Stefano Labbia

Intervista A Stefano Labbia

Kremisi e Killer'S Loop'S ci coinvolgono ci parlano e ci scioccano. La morale? La vita è fatta di scelte: noi possiamo scegliere. Sempre. E la vendetta non è mai la scelta giusta...

24
0
stampa articolo Scarica pdf

Oggi abbiamo incontrato l’autore romano Stefano Labbia, creatore di due fumetti: Killer Loop’s e Krimisi in uscita tra pochi mesi, Stefano Labbia classe 1984 è anche scrittore e sceneggiatore e vive tra Roma e Londra. Nonostante la sua giovane età si è imposto nella scena narrativa italiana già con due raccolte poetiche e ora si cimenta nel genere delle graphic novel. In attesa della di conoscerle lo abbiamo intervistato.

1. Ti abbiamo conosciuto come autore di raccolte poetiche: “Gli orari del cuore 2016” e “I giardini incantati 2017”, ora ti ritroviamo nei panni di un scrittore di graphic novel. In che modo sei approdato al genere fumettista?

Salve a tutti! Sono cresciuto letteralmente a pane e fumetti... come dico sempre era inevitabile il mio approdo tra balloon e vignette! Anche perché (i fumetti NdR) sono il mezzo più efficace che anticipa il cinema e che sicuramente, come mezzo di espressione / media ha una marcia in più rispetto a tutti gli altri.

2. C’è qualche fumetto italiano e non che ti ha influenzato nell’approccio creativo e grafico verso questo genere?

Italiani... Sono stato un fan di Ratman di Leo Ortolani. Ed ho avuto il "periodo Zagor" / bonelliano... Qualche Diabolik... ma principalmente ho divorato Marvel e comics come Pogo di Walt Kelly o Bone di Jeff Smith!

3. Nel 2018 usciranno Kremisi e Killer Loop’s, due fumetti diversi tra loro ma con un denominatore comune, i temi sociali quali l’abbandono, il bullismo e la violenza. Ce ne vuoi parlare?

Molto volentieri! Kremisi è la storia di Jackson Moore (e di altri validi personaggi che con lui interagiscono), un newyorkese che si ritrova a crescere suo figlio da solo dopo la prematura scomparsa della moglie. Un incidente dona lui dei poteri che non vuole, che non brama, di cui non ha bisogno. E che finiscono per rovinargli la vita... Le scelte che dopo l'evento è chiamato a fare lo conducono in un cammino fatto di sangue, vendetta e distruzione da cui è difficile se non impossibile evadere. È un gioco pericoloso. Una trasformazione - in questo caso, a livello letterale - da uomo buono a uomo cattivo. Siamo tutti Dottor Jekill & Mr Hyde, in realtà. È la vita che ci cambia. Le decisioni che spesso siamo "costretti" a prendere - almeno è quello che ci diciamo in privato... davanti allo specchio. La realtà è che si ha sempre una scelta. E la vendetta... beh, non è mai quella giusta. Una specifica più che dovuta: in questa storia (si riferisce a Kremisi NdR) la vendetta fa da climax. Jackson non è un mostro. Ma non è nemmeno una vittima degli eventi... Su Kimberly (il protagonista di Killer Loop'S NdR) c'è tanto da dire: come Kremisi cerca vendetta per un evento che ha cambiato radicalmente la sua vita. E se Kremisi viene travolto, letteralmente, dal turbinio di eventi catastrofici che degenera e che sembrano solo peggiorare la sua condizione, il "mercenario prezzolato dalla lingua lunga" (no non sto parlando di Deadpool!) la vendetta l'ha già ottenuta. Ma continua a lottare per una causa, a suo dire, giusta e alquanto utopica: pulire il mondo dal tocco del male. A causa di ciò finisce per "pestare i piedi alle persone sbagliate". E, come riporta il titolo del primo volume, in uscita nella prima metà del 2018, darà per lui "L'Inizio della fine".

 

4. Come e soprattutto dove ti viene l’ispirazione per le tue storie, immagino il tuo laboratorio di idee come quello di un artista… mi sbaglio?

No in un certo senso è vero. Devo dire che la creatività non mi ha mai abbandonato sinora. Alcune storie nascono nella mente e prendono vita da sole. Altre hanno bisogno di ordine perché sono caotiche ma... diciamo che sono come "parti podalici", in un certo senso. Ci vuole cautela. Pazienza. E molto più tempo rispetto alle idee che appaiono già ben composte... quasi geniali, se vogliamo. Ecco... se c'è una cosa che ho notato in questi ultimi anni è che le idee che vengono stese di getto, che hanno "vita propria"... beh sono quelle vincenti. Quelle che hanno bisogno di essere "decantate"... spesso e volentieri invece sono dei flop clamorosi. O quantomeno non riscuotono lo stesso successo delle prime. Ma alla fine basta che tutto venga dal cuore. Il lettore lo sa. Sa se una storia è costruita a tavolino... o se viene direttamente dalla pancia, dalle viscere, dall'anima dello scrittore / autore. E può premiarlo o castigarlo.

5. Cosa ti ha ispirato Killer Loop’s e Kremisi? È stato il frutto di una ricerca nel tempo o ti è venuta un’”illuminazione”?

No, entrambe le idee sono venute senza "cercarle", come di solito mi capita. Kremisi inizialmente doveva essere una semplice "comparsa" nel secondo volume de Super Santa, una serie nata nel 2015 ambientata, appunto, nello stesso universo immaginario di Moore e soci. Poi... ho capito che il personaggio aveva (ha!) molto potenziale... e che aveva molto da dire! Alla fine, piuttosto che una serialità infinita, ho deciso di strutturare il tutto in volumi singoli che però possono essere letti anche singolarmente.

6. A quale pubblico è destinata la lettura di questi fumetti? C’è un target particolare al quale avevi pensato?

Sicuramente non sono prodotti under 16, per via dei temi trattati.

7. Come concilii il modo di fare fumetti sullo stile americano con quello che si aspetta il lettore italiano?

Metto del mio: in Kremisi e Killer Loop'S c'è uno stile, un background italiano che si, strizza l'occhio all'America ma anche al Giappone e a tutti i generi di comics che mi / ci hanno forgiato. Che ci hanno accompagnato e ci accompagnano nel nostro processo di crescita, di studio e così via.

 

8. In Killer Loop’s il protagonista non ha scrupoli per nessuno, è avido di denaro ma ha comunque una morale perché non uccide né donne né bambini. Pensi che ci siano alcuni aspetti del tuo personaggio che possano renderlo umano e positivo agli occhi del lettore?

Kimberly (Stuart Whitman, il protagonista NdR) è un uomo che ha perso tutto. In parte l'ha perso per colpa di un evento traumatico che ha subito. Ma io credo che in parte abbia voluto perderlo. Ci sono persone che negano il loro essere, la loro stessa essenza. Per colpa della società, per colpa di schemi mentali, insicurezze... Credo che chi menta a se stesso sia mille volte più pericoloso di chi ti guarda negli occhi e ti dice una bugia mantenendo il sangue freddo. Alla fine comunque ti ritrovi quella strada davanti: sta a te imboccarla e dare ragione all'istinto o lottare e dimostrare che sei più forte di tutto e di tutti. Tornando a Kimberly... Egli giustifica le sue azioni che reputa buone ma che, comunque, fanno soffrire lui e chi lo circonda perché portano gravi conseguenze nel suo mondo. È un modo di agire sicuramente sconsiderato e da stigmatizzare. Anche se fatto con (in)coscienza. Ma del resto la gente ha sempre una giustificazione per ogni suo comportamento più o meno bieco e di individui come Stuart il mondo è pieno. Alla fine, spesso e volentieri, Stuart torna sui suoi passi... Certo, magari il danno è fatto... ma tutto sommato il killer chiacchierone ha una sua morale (non uccide né donne, né bambini) e porta avanti i suoi "ideali" assurdi e utopistici. Non lo definirei di certo un eroe... ma nemmeno un villain. Anti-eroe, piuttosto!

9. In Kremisi invece abbiamo a che fare con un vero e proprio supereroe. In questo caso quale messaggio vuoi trasmettere?

Oh io lo dico sempre: non badate alle "maschere" che uso... piuttosto è il contenuto che deve interessare! Perché qui, l'uso delle "maschere" - e intendo letteralmente, in questo caso - sono ad uso e consumo della storia. L'aspetto dei personaggi deve richiamare l'attenzione, deve essere d'impatto. Poi la storia dei singoli "eroi", "anti eroi" e "villain" deve fare il resto. Coinvolgerti, parlarti, scioccarti... Regalare pensiero. La morale? La vita è fatta di scelte: noi possiamo scegliere. Sempre. E la vendetta... beh, non è mai la scelta giusta.

10. Sia Kremisi che Killer Loop’s sono ambientati negli Stati Uniti, c’è un motivo particolare per questa scelta?

Era la scelta più credibile per il tipo di storie da narrare in ambedue i casi. Ma attenzione... ci saranno scene - episodi ambientate/i in Europa, prossimamente...

11. Qual è il fumetto o il supereroe a te più caro?

L'uomo ragno. Il primo album di fumetti - se si esclude qualche Topolino, il volume di Alan Ford originale anni '70 che custodisco con gelosia e qualche storia di Charlie Brown - fu l'Uomo Ragno Classic 51: vecchie storie del Ragno ristampate da Marvel Italia.

12. Che eroe immagineresti per salvare “Roma City” dai pericoli, dalla corruzione, dai delinquenti e dai ladri?

Guarda assieme ad una Casa Editrice stavamo pensando ad una storia del genere ambientata in Italia. Mi ero appunto immaginato "Mr Italy" un supereroe molto particolare che non è detto che, prima o poi, non realizzi!

13. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

A breve sarà in ebook (ha vinto il Premio Elison 2017) il mio primo romanzo: "Piccole Vite Infelici". Ad inizio anno uscirà poi "Bingo Bongo & Altre Storie" per Il Faggio Edizioni, una raccolta di racconti brevi. Sto lavorando su alcune serie tv e sul mio primo lungometraggio per cui ho ricevuto molte proposte sia in Italia che all'estero. E poi... molte, tantissime altre graphic novel mi / ci aspettano!

Grazie per la cortese disponibilità, attendiamo con trepidazione l’uscita delle tue graphic novels!

Grazie a Voi!!!

Benedetta Spazzoli

© Riproduzione riservata