ENZO SALVI

ER CIPOLLA SEMPRE NEL CUORE, L'AMORE PER GLI ANIMALI E' A LIVELLO GENETICO. LA ROMA? SOLO TOTTI CI PUO' SALVARE.

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UnfoldingRoma incontra Enzo Salvi, comico, cabarettista, attore e perfino doppiatore. La sua passione per il mondo animale esce fuori quasi costantemente nell'intervista, è compagno, mai padrone, di cani e pappagalli. Dal 24 aprile sarà a teatro con Io un attore cane. 

In oltre 30 anni di carriera ha interpretato di tutto e di più, vengo in possesso del suo cellulare per l’intervista e la foto su Whatsapp è di er cipolla mammamia comme sto. È lei che oramai è er cipolla o è er cipolla che si è impossessato di lei? Alcuni artisti odiano il loro tormentone, lei come si rapporta con er cipolla?

Io lo ringrazio di cuore perché grazie a er cipolla ho iniziato la mia carriera in televisione e non lo rinnegherò mai, anzi, lo esalto e lo benedico tutti i giorni. Er cipolla è diventato un mito e anche se gli anni passano rimane sempre attuale, c’è il rinnovamento, i giovani che mi fermano per strada di otto dieci anni che hanno ricevuto dai loro genitori il tormentone di Er Cipolla e la cosa mi fa molto piacere ovviamente. Per un artista essere acclamato per un momento d’evasione è una grande soddisfazione, poi se dura e si rinnova di generazione in generazione lo è ancora di più.


Mario Marenco è scomparso alcuni giorni fa, cosa ha rappresentato per lei e, integro due domande in una, cosa significa fare il comico?

Fare il comico significa assumersi la responsabilità di regalare un sorriso alle persone, è un mestiere difficilissimo perché quando si vuole far piangere, basta mettere un letto d’ospedale con una flebo e il più è fatto, invece riuscire un far sorridere è una grande arte, bisogna essere umili, osservare il sociale e poi bisogna avere il coraggio di imporsi con le proprie caratteristiche e cercare di lasciare un tormentone (vedi Er Cipolla), che resta in voga per non per poco tempo, ma per sempre (ride). Mario Marenco è stato uno dei maestri della televisione, insieme ad Arbore hanno fatto la leggenda, sono stati se si può dire i precursori del demenziale ai quali poi i giovani comici si sono sempre ispirati. Una figura storica, assolutamente.


Enzo Salvi  e gli animali, è storia di martedì 19 marzo, festa del papà, la sua iniziativa di far rispettare i papà animali tanto quanto i papà umani, una lezione di grande umiltà per capire la grande importanza del mondo animale. Come nasce l’amore per gli animali e come è nata l’idea di portare i ragazzi al centro recupero fauna selvatica “il nostro regno degli animali”.

L’amore per gli animali è a livello genetico, è una cosa che mi porto dentro dalla nascita e una volta diventato uomo maturo sono ancora più consapevole di essere una persona fortunata ad avere questa predisposizione, condivido con loro il mio tempo libero e poi, una cosa fondamentale, che gli uomini fanno mentre gli animali no, loro non tradiscono mai, donano amore incondizionato  e, se prendiamo ad esempio i cani, sono fedeli, sono sinceri e sono pronti a sacrificare la vita per il loro compagno umano, le persone molte volte queste cose non le capiscono e non le farebbero mai. Riguardo alla festa del papà, quel giorno abbiamo portato i ragazzi, gli studenti di alcune scuole romane, per spiegare e tentare di far capire che il mondo animale tante volte è migliore di quello umano, tutto questo grazie al dottor Umberto Cara, responsabile direttore sanitario e veterinario del bellissimo parco Il nostro regno degli animali, nonché centro di recupero per la fauna europea ed esotica selvatica, dove gli animali salvati e sequestrati vengono affidati al parco,. L’argomento è piaciuto molto e il pinguino imperatore, appena vengono deposte le uova resta lì per 60 giorni a fare la guardia, mentre la mamma va in cerca di cibo nelle fredde acque dell’oceano, rappresenta un esempio dell’importanza dei papà nella salvaguardia dei futuri figli. I bambini sono rimasti entusiasti e hanno capito il messaggio che tutti insieme abbiamo voluto dare: gli animali vanno amati e rispettati.  

Prossimo spettacolo in programma è “Io, un attore cane”, ce lo può descrivere e perché si deve venire a vederlo.

Perché assolutamente ci sono io e non è cosa da poco (ride), poi perché il messaggio che voglio dare è preciso e chiaro, essere considerato un cane non è dispregiativo, è un complimento meraviglioso. Un cane è fedele, coraggioso e dona amore incondizionato. Lo spettacolo scritto da Mariano D’Angelo con la collaborazione di Vittorio Rombolà, sul palco con me ci sarà la bravissima Valentina Paoletti con la quale tenteremo di raccontare quella che è la mia esperienza a contatto con gli animali.

Quanti animali possiede?

3 cani e 3 pappagalli, tra cui Fly con cui faccio volo libero, un’altra mia battaglia, riuscire a far volare questi pappagalli in ambienti consoni, in massima sicurezza per farli uscire di tanto in tanto e non lasciarli vivere sempre segregati in una gabbia, tra le sbarre. È una cosa che mi fa stare male solo a pensarla.


È stato fotografato al gran caffè di Battipaglia degustando un pezzo di torta di Renato, uno dei maggiori cake design italiano, come è il suo rapporto con i dolci? Ha un fisico sempre in perfetto ordine…

in effetti è stata una delle poche occasioni in cui ho assaggiato dolci, perché di solito non ne mangio, ingrasso solo a leggere il menù… quel giorno però sono stato attratto dal bellissimo pappagallo che Renato ha trasformato in torta, non potevo fare a meno di avvicinarmi e poi lui mi ha fatto gustare un cadeaux delle sue creazioni. Dove ci sono animali, anche se disegnati su una torta, Enzo Salvi c’è sempre.


Lei è un tifoso romanista, anche opinionista se non ricordo male, in qualche radio romana, Monchi è tornato a casa Siviglia, troppo complicata Roma e tutte le sue sfaccettature calcistiche. Che ne pensa delle sue dichiarazioni e se pensa sia una fuga.

Tutto secondo me dipende dal fatto che Totti non giochi più, da quando ha smesso tutto è dannatamente precipitato.  Di Monchi  che posso aggiungere? È come tutti gli altri, il dopo Totti non è ancora cominciato, vedo solo negatività e cattive gestioni. L’atmosfera della vera romanità è sparita, vedo solo giocatori demotivati, i tifosi di riflesso sono sempre giù, dopo ogni partita persa male, vedi derby o Porto ci vuole una flebo di camomilla.. (depresso). Che dire, si campa di ricordi, dei festeggiamenti col capitano sulla terrazza nel 2001 con lo scudetto, quelli erano bei tempi.

Quindi Totti che ha rappresentato per lei?

Soprattutto amicizia, ma poi Totti è la Roma, punto e stop. Totti è il cuore della Roma, lo è stato e lo deve essere ancora in futuro. Ha sacrificato la sua vita calcistica per la Roma, è stato sempre un esempio, è una leggenda umana, vivente. Io lo vedo addirittura come mister, la sua grinta, la sua esperienza non può averla nessun altro, a me piace vederlo in società ma lo vedrei meglio sul campo, la sua forza, la sua adrenalina porterebbe solo positività alla Roma.

E Ranieri riuscirà a portare la Roma almeno in Champions League?

Speriamo, oramai il termine speriamo è quello più usato in questi anni dalla Roma e dai suoi tifosi.


Un nome da ringraziare se lei oggi è un cabarettista, attore doppiatore e uno degli artisti italiani più riconosciuti.

Uno su tutti è Aurelio De Laurentiis, che venne a vedermi a teatro e subito mi fece fare il film di Natale, non avevo mai recitato in un film, facevo Er Cipolla a teatro, mi vide un venerdì e usciti da teatro mi volle vedere in produzione il lunedì successivo, da lì è partita la mia carriera cinematografica. Un grazie doveroso a Aurelio De Laurentiis.


Un suo sogno? Azzardo, Verdone?

Già mi lega con Carlo una grande amicizia, lo ritengo un grande maestro, lo considero l’erede di Alberto Sordi e vorrei un giorno lavorare con lui, fare un film insieme a Carlo, un sogno che prima o poi si avvererà. Dopo aver fatto oltre 15 film di Natale penso di essermelo meritato (ride).


Come è stato vestire i panni di un prete? È solo in ordine di tempo suo l’ultimo film, Din Don, ce n’è uno che le è rimasto più nel cuore?

Particolare e esilarante, siamo stati accolti in quel di Roccasecca con tanto cuore, un paese accogliente e delizioso, ogni giorno in cui giravamo era una festa, si mangiava tutti insieme, si rideva tutti insieme e devo ringraziare tutti per la loro accoglienza. In genere dove si gira un film si crea un po' di scompiglio, loro sono stati magnifici. Vestire la casacca del prete mi ha riportato indietro negli anni quando facevo il chierichetto, una bella emozione vedere i fedeli in prima fila guardare stupiti mentre io recitavo. Vi svelo che a giugno cominceremo le riprese di Din Don 2, dopo il grande successo su italia 1 in prima serata era giusto fare un seguito. Un'altra gran bella soddisfazione.


Vanzina, Neri Parenti, Brizzi, Gaudino, Pingitore, grandi registi, come si sente ogni volta che viene chiamato per lavorare con delle eccellenze del cinema italiano?  C’è qualcuno a cui è più legato?

I film sono tutti nel mio cuore, però l’emozione che ho provato nel primo film di Natale, Vacanze di Natale 2000, dove arrivo con la Ritmo Abarth è immensa, ma vedo che anche nella gente è rimasta impressa quella scena, ancor oggi si vedono clip in ogni dove di quel pezzo di storia, Enzo Salvi vestito da  Tony Manero è leggenda. La cosa che mi piace è che dei film di Natale, le clip che girano su internet, su whatsapp, hanno sempre me come spunto, ne vado orgoglioso. Nell’ ultimo film di De Laurentiis, Super Vacanze di Natale, che raccoglieva gli attori passati in tutti i film di Natale l’unico ad avere 20 minuti sono stato io, vi ho detto tutto!

Riguardo ai registi, sono affezionato un po' a tutti, Carlo Vanzina lo ricordo con un affetto speciale, nonostante la prematura scomparsa, ha dato molto al cinema italiano. Mi ricordo una volta mentre ero sul set con Claudio Risi venne a trovarlo Dino Risi, il papà, e fui preso da una grande emozione ad avere vicino una leggenda del cinema italiano.


L'hanno mai cercata per un film all’estero? Chi ammira di più nel panorama internazionale?

No, non ancora, ma siamo in trattativa con una sceneggiatura che si chiama Operazione Shanghai e potrebbe essere un progetto molto interessante. Sto puntando anche a fare parti drammatiche, come nel film il Sistema, una fiction sulla finanza dove ho interpretato il ruolo di un killer.

Denzel Washington e Morgan Freeman su tutti, sono loro i miei miti.


Non so, può anche non rispondere, ma cosa pensa di questo cambiamento a livello politico della nostra nazione? Il governo giallo verde davvero rappresenta il voto popolare?

Penso che siamo proprio disperati, subentra Er Cipolla “mammamiacommestiamo”!


Ha fatto su fb un post sulla gente falsa, che rapporto ha con i social?

Gioie e dolori, uso i social come qualsiasi altra persona, per la voglia di condividere le cose buone, ma anche quelle meno buone con le persone che mi seguono, quotidianamente. A me fanno molto ridere gli sconosciuti che hanno i web master o quelli che fanno gestire il loro sito da professionisti, è una cosa che mi fa morire, io penso che se tu vuoi bene alle persone il tempo lo trovi per interagire sapendo che loro sono la linfa vitale del tuo esistere, io dico sempre che ho un negozio dove vendo risate e il pubblico è il mio miglior cliente, quando vedo illustri colleghi che si vantano di essere vip e poi per strada non li riconoscono sorrido. La strada è la prova del 9, se in una piazza non vieni riconosciuto a che serve avere milioni di follewers? Di umiltà non ci si veste, se uno è umile è umile e basta. La mia fortuna è quella di piacere ai bambini, ma anche agli adulti, dal pediatra al geriatra, sono trasversale e dedico volentieri tanto tempo ai social per comunicare con i miei fans.


Ha fatto moltissimo cinema, televisione e teatro, come li mette in ordine in una ipotetica classifica di quello che le piace fare di più? Presenterebbe Sanremo?

In ordine, Cinema, Televisione e Teatro. Sanremo? Presentare è una dote, io andrei per far ridere, quello sì e mi piacerebbe tanto. Sono uno di rottura, entro, dico la battuta, la gente ride e io sono felice, ma presentare significa fare altro. Bisio è stato bravo, è uno dei più bravi a mettere a proprio agio un comico sul palco, come a Zelig, ma la sua capacità maggiore è stata ingabbiata e io non vorrei mai essere snaturato, ma sono comunque scelte.

GIUSEPPE CALVANO



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