Birrificio Mustacanus

Ci siamo trovati a costituire Mustacanus in un momento storico in cui sembra che abbiano prevalso invece la cialtroneria e l’ignoranza

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Il birrificio Mustacanus, ubicato a Roma, nasce nel 2015 come beerfirm. Tre i loro tipi di birra, a cui si è aggiunta di recente la birra alle bacche di Goji. Dal 1 marzo ha avuto il via la seconda edizione del Concorso fotografico, da loro patrocinato, che ha come tema "La bellezza nascosta".

Di seguito, l' intervista a Claudio Fioroni, uno dei tre soci del Birrificio. 

Da cosa nasce la scelta dell'Italia turrita come logo delle vostre birre?

Abbiamo scelto l’Italia turrita perché è l’immagine allegorica del nostro paese fin dall’antichità. Nel corso dei secoli si è affermata come rappresentazione dell’unità delle diverse comunità nell’abbondanza, nella conoscenza e nella giustizia. Ci siamo trovati a costituire Mustacanus in un momento storico in cui sembra che abbiano prevalso invece la cialtroneria e l’ignoranza in ogni ambito: vuole essere quindi un monito e una speranza per tutti.  

Leggendo la vostra biografia sul vostro sito, si evince che un viaggio ha cambiato le vostre vite, portandovi a scegliere di investire sulla vostra passione per la birra. Cosa è per lei viaggiare?

Per me viaggiare è stata sempre una esperienza unica e totalmente coinvolgente. I viaggi hanno rappresentato le sole occasioni in cui sono riuscito a staccarmi dal quotidiano e soprattutto a godermi con tutti i miei sensi il presente: senza fare progetti, senza dover costruire, senza proiezioni future. E’ bellissimo e mi ha ricordato sovente di quanto sia importante procedere lentamente assaporando bene tutto ciò che ci circonda. Tornando alla birra, però, dire che un viaggio ha cambiato le nostre vite mi sembra francamente eccessivo: evidentemente era il momento di cambiare e tanti altri fatti hanno contribuito al cambiamento: diciamo che la bomba era innescata e che il viaggio a Salisburgo ne è stato la miccia.

Il nome del vostro Birrificio, "Mustacanus", Mostacciano, come il quartiere di Roma Sud da cui provenite, indica chiaramente, insieme alla citazione di Virgilio presente sul vostro sito, un richiamo deciso ed appassionato alla cultura latina. Da cosa deriva questa scelta?

In realtà nessuno di noi è un latinista né tantomeno un appassionato di cultura classica. La lingua latina però incarna perfettamente le nostre radici e rafforza il concetto del forte legame col territorio che vogliamo ci caratterizzi.

Avete da poco scelto di produrre nuova birra, alle bacche di Goji. Come vi è venuta questa idea?

Un amico e ex collega ha cominciato a coltivare goji nei pressi di Roma pressappoco nello stesso periodo in cui abbiamo cominciato a fare le birre come homebrewer: la join venture è nata nella nostra vecchia mensa aziendale. 

Questo è il secondo concorso fotografico che indice. Il primo aveva come tema il contrasto. Quali sono per lei i contrasti migliori nella vita?

Quelli degli antibiotici quando servono. In realtà i contrasti non mi piacciono e andare a cercare i migliori mi risulta difficile anche perché, a dire il vero, ricordo pochi periodi che nella vita non ne abbiano proposti anche più d’uno alla volta.

Avete iniziato a produrre birra "clandestinamente " in un box auto. La vostra storia mi ha ricordato Steve Jobs ed i suoi primi passi in un garage. Crede di avere qualcosa in comune con lui?

Credo molto poco. Lui ha abbandonato l’università e dentro il garage ha dato il via ad una rivoluzione a poco più di vent’anni, io mi sono laureato, ho lavorato disciplinatamente per 27 anni in un azienda concorrente della Apple   e nel garage ci sono entrato a più di cinquant’anni suonati con i miei amici per giocare con la birra: mi viene da ridere.

Il mercato delle birre artigianali è un settore in espansione? Pensa che potrà creare nuovi posti di lavoro?

Il mercato è in espansione e le birre artigianali vengono sempre più riconosciute come prodotto “diverso” da quelle industriali. Sono ormai migliaia le aziende che sono state fondate in Italia “attorno” alla birra artigianale e quindi le potenzialità sono grandi. Rimane il fatto che burocrazia e fiscalità in Italia rendono difficile se non impossibile la vita alle piccole aziende soprattutto di produzione; quindi personalmente credo che di posti di lavoro ne verranno creati molti ma se il panorama rimarrà immutato saranno per la maggior parte posti di lavoro precari e di scarsa solidità.

Presso il vostro Birrificio si tengono stage? State formando nuove figure professionali?

Non possediamo un impianto di produzione, tecnicamente siamo quindi una beerfirm. Ci siamo costituiti nel gennaio del 2015: è veramente prematuro parlarne.

La fotografia è una sua passione? Se sì, mi descriva per lei cosa ci deve essere in una foto perfetta?

La fotografia non è mai stata una delle mie passioni ma credo che lo diventerà presto. L’idea del concorso è nata dall’incontro con gli amici de La Spera, amici d’infanzia invero, che hanno coltivato questo interesse diventando anche molto bravi. Noi da parte nostra volevamo legare il nome dell’azienda ad un evento ricorrente e con una chiara valenza culturale e quindi abbiamo pensato di organizzare assieme il concorso. Da allora abbiamo avuto modo di entrare in contatto con ottime persone e valenti professionisti oltre che con centinaia di appassionati. E’ veramente impossibile non farsi prendere.

Tra le vostre birre, quale è quella che le somiglia di più?

Non saprei risponderle. Forse nessuna perché le nostre birre sono tutte delicate, equilibrate e ben bilanciate e io, mbè, non proprio sempre. Magari ci piacciono molto proprio perché non ci somigliano.

Se dovesse partire domani per un nuovo viaggio che Le cambi la vita, quale meta sceglierebbe?

Non ho in mente alcuna meta particolare ma sogno di vivere in un posto di mare: chissà se prima o poi … 

Infine, se dovesse descrivere brevemente se stesso e la sua attività, come si presenterebbe ai nostri lettori?

Non voglio descrivere me stesso ma tutti i soci con cui condivido questa esperienza come curiosi entusiasti. E’ la curiosità che ci ha spinto a cominciare e a trovare sempre più motivi di interesse in questa attività e la curiosità appagata ha fatto levitare l’entusiasmo. Abbiamo deciso di impegnarci in un’avventura che nulla attiene ai nostri trascorsi culturali e professionali ma che affrontiamo senza risparmio di metodo e rigore. Tutto ciò per l’impareggiabile soddisfazione che riceviamo ogni volta che viene mostrato apprezzamento per le nostre birre.

Francesca Calò

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