Roberto Vignali Maestro Di Birraccia

Roberto Vignali Maestro Di Birraccia

Alta espressione della cultura italiana anche per la birra soprattutto quando si contamina con tutte le altre forme d’arte

311
0
stampa articolo Scarica pdf

Una iniziale carriera da dj ha portato subito Roberto Vignali a evidenziare un talento che si esprime fra tecnica e creatività osando sempre in avventure all’avanguardia che addirittura lo hanno portato ad essere fra i primi a creare le fontane illuminate danzanti. Una breve esperienza nella ristorazione e poi quella passione per la birra nata per caso dagli esperimenti in casa con un kit di preparazione “fai da te”. E dopo tanti corsi in tutta Italia, Roberto ha potuto coronare il suo sogno aprendo a Roma in via Rudolfino Venuti, 77 una birreria tutta sua dove ha convogliato aspirazioni, progetti ed esperienza. Lo abbiamo incontrato proprio all’inaugurazione de “La Birraccia”  fra i tantissimi ospiti che non hanno mancato di complimentarsi per il grande lavoro realizzato.

E allora, Roberto, in cosa si differenzia il tuo locale dalle altre birrerie…

Per il fatto di parlare esclusivamente italiano. Ho voluto, infatti, che il locale mostrasse ogni aspetto del nostro bel paese a cominciare proprio dalla birra che da noi viene prodotta in maniera esclusivamente artigianale. Per questo ho voluto affidarmi a dei piccoli produttori che realizzano birre di nicchia iniziando anche una costante ricerca che mi porta in tutte le regioni a trovare e degustare sempre nuovi sapori.

Questo alla “Birraccia” vale anche per i cibi che sono serviti…

Assolutamente si. Qui, nel mio frigorifero, trovi solo prodotti selezionati che si affidano all’eccellenza di ogni regione. Per esempio per le caciotte e i pecorini mi riferisco soprattutto alla Sardegna che ha il vantaggio di essere un territorio dove tutto quello che si fa si consuma. Ma anche la Puglia, la Calabria, l’Emilia Romagna e la Campania offrono bontà prelibate che poi gli chef che lavorano con me  Daniela Di Grazia e Alfredo Langella arricchiscono con la loro arte sia per la preparazione che per la presentazione.

Il tuo vuole essere un punto d’incontro all’avanguardia dove confluiscono tante forme d’arte e non solo quella culinaria. Come intendi realizzare questo programma…

Mi sono affidato a Marco Sermoneta, un vero esperto nel creare eventi in cui possano contaminarsi diverse espressioni che hanno come unico filo conduttore la qualità del prodotto. A cominciare dalla struttura, Marco mi ha aiutato a caratterizzarla con diverse opere oltre ad aiutarmi a realizzare un ricco programma che prevede iniziative dirette anche ad eliminare il grigiore della città e a limitare il disagio sociale. Il nostro vuole essere uno spazio aperto a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco con la propria specialità con l’ambizione di raggiungere punte di eccellenza.

Puoi darci qualche anticipazione di questo programma…

Cominciamo proprio dalla birra considerando “La Birraccia” un luogo di sperimentazione dove vengono prese in considerazione tutte le realtà sempre esclusivamente “made in Italy”. Il locale ha anche un retro con impianti che consentono di realizzare nuove prelibatezze come ad esempio la birra profumata al lampone. Mi piace pensare che il mio sia una sorta di scuola dove si può fare lezione di gusto. E poi c’è il discorso artistico con la possibilità data agli  emergenti di presentare i propri lavori anche nel campo della moda e del design.  

Alle tue vetrine colpisce una locandina con una cane che beve birra con la scritta “qui posso entrare”…

Si, ho voluto che la struttura potesse ospitare anche chi ha al seguito il suo amico a quattro zampe riservando a loro un trattamento di tutto rispetto. Infatti abbiamo pensato anche a una birra per cani a base di brodo di carne. 

                                                                                               Rosario Schibeci 


© Riproduzione riservata