IL Guru Del Rum

Leonardo Pinto,ideatore e direttore dello ShowRUM – Italian Rum Festival, ci parla di tutte le emozioni che può dare un sorso del distillato anche se non si è intenditori

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E’ un piacere conoscere Leonardo Pinto uno dei maggiori esperti di rum in Europa, unico membro italiano del International RumXP panel, sommelier AIS e giudice internazionale, fondatore di Isla de Rum, il suo primo blog che nel giro di pochi anni si è trasformato in una vera e propria azienda.  Una grande passione e competenza che lo hanno portato a creare e dirigere lo ShowRUM – Italian Rum Festival, il primo festival nazionale completamente dedicato al rum ed alla cachaca in Italia, e della relativa S.T.C. – ShowRUM Tasting Competition.

Come è nata la sua passione per l’universo del rum…

Ho assaggiato questo distillato e me ne sono innamorato in modo viscerale circa venti anni orsono. Da allora, come in tutte le vere passioni, non ho mai smesso di ricercare informazioni, di visitare i luoghi in cui viene prodotto e di cercare di comprendere a pieno uno spirito che per me ha un fascino ed una storia unici. Oggi a distanza di due decadi, nonostante abbia creato un portale sul rum, Isla de Rum appunto, con l’intento di condividere la mia passione, ed abbia dato vita ad una manifestazione di risonanza internazionale come ShowRUM, ancora mi emoziona un sorso di rum nel bicchiere, esattamente come mi emozionava all’inizio. Isla de Rum e ShowRUM, ognuno nella sua forma, sono la semplice conseguenza della voglia di trasmettere la passione, la cultura e la storia di questo distillato.

Quali sono gli ingredienti del successo dello ShowRUM - Italian Rum Festival e quali sono i traguardi che vuole ancora raggiungere…

Credo che il successo di ShowRUM sia dato dal format. Da un lato una fiera, anche dal punto di vista business, dall'altro un momento di crescita culturale, una fiera in cui intuire i nuovi trend, in cui reperire informazioni importanti ed in cui venire a contatto con i produttori. Motivo per il quale abbiamo scelto di utilizzare il termine Festival. Per quanto riguarda i traguardi da raggiungere, credo che in questo settore non si finisca mai di guardare avanti, di porsi nuove sfide e di cercare nuovi stimoli, per cui non ci sono alcuni traguardi da raggiungere di preciso, semplicemente c'è la voglia di crescere e di proporre sempre qualcosa di nuovo.

Un distillato come il rum riesce a trovare riscontro in Italia, votata per produzione e tradizione più alla cultura vinicola…

In verità l'Italia è il paese del gusto, della ricerca e della sperimentazione enogastronomica. Siamo esperti di vino e di grappa, perchè sono prodotti nel nostro territorio e ne siamo storicamente a contatto, ma non disdegniamo, anzi ci incuriosiscono prodotti provenienti da culture diverse. Basti pensare al cibo, girando per qualsiasi città troviamo ristoranti etnici provenienti da ogni lato del mondo, alcuni dei quali di altissimo livello. Alla stregua del cibo anche sui distillati abbiamo la stessa curiosità, l'abbiamo avuta e la continuiamo ad avere sul whisky, e da qualche tempo la stiamo avendo anche sul rum.

Accanto agli chef, abbiamo anche barman in continua sperimentazione di cocktail con il rum o meglio sempre confidare nei classici cuba libre, daiquiri e mojito…?

Il barman, quello vero, è un professionista. Così come accanto alla cucina tradizionale troviamo sperimentazioni gastronomiche di altissimo livello, che non sostituiscono i piatti tipici, ma semplicemente ci si affiancano allargando il ventaglio di scelte a tavola, allo stesso modo il barman è in grado di creare nuove ricette, non con l'intento di sostituire le ricette storiche come il mojito o il daiquiri, ma che vanno semplicemente ad allargare l'offerta del bere miscelato e quindi anche in questo caso il ventaglio di scelta.

Quali sono le caratteristiche che fanno di un rum un buon rum?

Il rispetto della tradizione da un lato, ed, in caso di sperimentazioni, il rispetto dell'identità del rum come distillato.

Quando si pensa al rum è facile immaginare l’abbinamento ai sigari o al cioccolato…ne può suggerire qualche altro?

Alla stregua di qualsiasi alcolico, sia esso vino, birra, whisky, brandy o grappa, il rum può essere abbinato a qualsiasi pietanza, basta conoscere i principi su cui si basa l'abbinamento.

Ci da qualche consiglio per avvicinarci alla cultura del rum e alla sua degustazione…

Inevitabilmente il primo consiglio è viaggiare. Nulla ti insegna di più sulla cultura del rum che vederlo attraverso gli occhi della popolazione che lo produce. Accanto a questo sicuramente una fiera come ShowRUM può insegnare tanto. Infine dei corsi specializzati, come ad esempio il Rum Master, un piano di formazione di quattro giorni in due livelli che cerca di fare chiarezza su tutti i punti cruciali della produzione, della storia, delle legislazioni, della degustazione  e dell'abbinamento

Quali sono i motivi che attraggono sempre più brand allo ShowRUM…

E' una fiera di settore seria, che cerca di dare al rum la credibilità che merita. Credo che i produttori abbiano capito ed apprezzato questo aspetto e per questo motivo sono sempre più i quelli interessati ad esporre i propri prodotti in questo evento.

Una manifestazione così importante come quella da lei diretta può essere anche motivo in più per rivalutare una Capitale ultimamente troppo bistrattata…

Le manifestazioni e la politica non vanno mai accomunate, a mio avviso. Sicuramente una fiera di settore importante può portare giovamento all'intero settore dal punto di vista di accrescimento professionale e culturale.

                                                                                                     Rosario Schibeci 

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