MARIO IMPROTA

L’unica cosa di cui non mi stanco mai è l’arte. Il più bel tatuaggio che ho fatto è quello che devo ancora fare.

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Unfolding Roma ha avuto il piacere di incontrare Mario Improta, un tatuatore di Roma, nel suo studio situato nel quartiere Fleming.Mario nella sua vita ha fatto molte cose, ma non ha mai abbandonato l’arte, e adesso sembra aver trovato la strada giusta.


Ciao Mario, raccontaci qualcosa di te.


Mi chiamo Mario Improta ho 43 anni, sono nato a Reggio Calabria ma vivo a Roma da 38 anni. Sono laureato in giurisprudenza, ma mi diletto con il montaggio video, la grafica digitale e l’illustrazione.Ho pubblicato 2 libri a fumetti, “PEO E VIC mille motivi per non essere sportivi” e “AIZ vignette contagiose”, ed un terzo è in arrivo, ma per scaramanzia non dirò il titolo…Per molti anni ho anche condotto programmi televisivi, in particolare programmi per bambini sul canale Raisat Ragazzi, ma mi sono cimentato, con scarso successo, ahimè, anche come attore.Un giorno, pochi mesi fa,  ho deciso che avrei voluto realizzare un sogno, una follia che mi portavo dentro fin da piccolo: diventare un tatuatore!Ho quindi fatto il corso della Regione Lazio diplomandomi con il massimo dei voti…ed immediatamente ho cominciato a tatuare tutti i miei amici!

Una domanda di attualità riguardo gli attentati in Francia. Cosa ne pensi di tutto quello che sta succedendo, del panico e dell’allarmismo che c’è oggi a Roma, le persone sono preoccupate…

Io penso che quello che noi chiamiamo terrorismo, l’Isis, è una creatura generata da noi stessi, intesi come “occidentali”. La sete di denaro, di petrolio ci ha portati ad invadere ferocemente territori distanti che hanno anche culture molto distanti dalla nostra.

Solo smettendo di invadere, anche commercialmente, questi territori, evitando di vendere armi, ad esempio, avremo la possibilità di affamare questa bestia feroce chiamata “terrorismo”.

Quella del tatuaggio è diventata una vera e propria arte. Al punto che gli artisti della pelle riescono a ricreare disegni incredibilmente realistici e illusioni ottiche molto convincenti che sembrano torcere e piegare la pelle di chi lo indossa: tu ci sei riuscito?

Diciamo che alcuni lavori che ho fatto sono di buon livello. Sono ancora all’inizio, e non ho ancora avuto la possibilità di provare tutti gli stili. Sul mio sito www.marioimprota.it potrete trovare tutti i lavori che ho fatto fino ad oggi, e potrete anche darvi un’idea del tipo di impegno che sto mettendo in questa attività.

Che idea hai dei tatuaggi 3D? Sei più per lo stile classico?

Se per tatuaggio 3d intendi un tatuaggio che dia un senso di profondità, allora è quello che preferisco…

Puoi farci oppure ti è capitato qualche esempio di tatuaggio che se ne frega dell’originalità o dell’estetica e punta tutto sulla comicità?

Finora no, però ho realizzato molti disegni con protagonisti alcuni personaggi dei fumetti, ad esempio Wolverine, Hulk, Hello Spank, Lupin.

Teschi, dragoni, piante, animali di ogni genere e disegni tribali: alla London Tattoo Convention nei mesi scorsi si sono radunati centinaia di artisti e di appassionati dei tatuaggi. Sono importanti le fiere e sopratutto rimane Londra la capitale del tatuaggio europeo?

Le fiere e le convention sono il mondo del tatuaggio, è lì che ti fai conoscere. Come in tutti i mestieri, anche qui devi dimostrare quello che sai fare e se lo fai bene, e qual miglior posto di una convention in cui migliaia di persone arrivano e ti vedono al lavoro. Per quanto riguarda Londra, io non credo che esista un centro, un luogo di riferimento del tatuaggio in Europa. In Italia come in Spagna, come in Francia e, ovviamente, anche in inghilterra, ci sono degli ottimi tatuatori.

Da sempre si dibatte sui potenziali rischi che la pelle corre quando ci si fa un tatuaggio, tu in quanto tatuatore cosa vorresti dire in merito?

Il tatuaggio è intrusivo. E’ un ago con un pigmento che entra all’interno della pelle. I rischi non ci sono, o ce ne sono come per tutte le cose della nostra vita, se si utilizzano le giuste precauzioni. Per esempio i pigmenti vanno conservati in un determinato modo, e devi pulire continuamente i materiali che utilizzi. Devi essere molto attento nel realizzare il lavoro per non infliggere un danno troppo marcato alla pelle.

In questi giorni la notizia per cui il 5% dei laboratori di tattoo utilizzano inchiostri cancerogeni, cosa ne pensi?

Io questa cosa non la so, non ho dati per risponderti. Chi compra materiale scadente non fa un buon servizio al cliente e, presto o tardi, ne pagherà le conseguenze…io mi rifornisco solo da rivenditori autorizzati e specializzati, vado sul sicuro!


A chi non è esperto o si accinge a fare il suo primo tatuaggio, come consigli di scegliere il proprio tatuatore di fiducia? Come si fa a distinguere un tatuatore serio da uno che serio non è?

Intanto qualunque tatuatore si scelga DEVE necessariamente lavorare in uno studio. Chi offre il tatuaggio a casa, per quanto mi riguarda, non è serio. Poi bisogna fidarsi del tatuatore, parlare con lui, vedere i suoi lavori.

Cosa ti chiedono i tuoi clienti più spesso?

Tendenzialmente mi chiedono ogni genere di lavoro. Dall’old school al giapponese al realistico. Io per il momento cerco di accontentare tutti, finché non riuscirò a far emergere il mio stile, fumettato realistico, che ha ancora pochi proseliti.

Prima i tatuaggi erano interesse di un numero ristretto di persone, adesso invece sempre più persone vogliono tatuarsi. A cosa pensi sia dovuto questo successo? I Tattoo sono diventati una moda?

Sicuramente si, sono diventati una moda.In realtà il tatuaggio è una cosa molto più profonda: è il racconto della tua vita sulla pelle.Un ricordo indelebile.

Sfatiamo una volta per tutte il mito del numero dei tatuaggi dispari…

Il numero dei tatuaggi dispari nasce da una leggenda. La leggenda diceva che quando i marinai partivano si facessero un tatuaggio. Quando arrivavano in un luogo nuovo, se ne facessero un altro. Ed al ritorno ne facevano subito un altro ancora…la disparità significava il ritorno a casa…

Sempre più artisti, gente dello spettacolo, ma anche persone comuni decidono di tatuarsi completamente il corpo. I primi che mi vengono in mente per fare un esempio, sono J Ax e Fedez, idoli di molti giovani ragazzi. Secondo te in questi casi si può parlare di eccesso, oppure la vedi diversamente?

Io l’eccesso non lo vedo nelle cose che ognuno fa per sé. Io l’eccesso lo vedo in altre cose della comunità, della società. Lo vedo quando le persone vogliono far del male agli altri per guadagno o per scopi personali. Quello è eccessivo. Chi fa un tatuaggio o si tatua dalla testa ai piedi lo fa per se stesso non per gli altri.

Tu hai uno studio nella capitale dove giocano due squadre la prima nata nella capitale la Lazio, e poi la Roma, cosa chiedono di tatuarsi i tifosi ?

L’ultima volta ho tatuato sulla coscia di un ragazzo il simbolo della Roma. Io non lo farei mai su me stesso, ma posso capire che il tifo possa raggiungere anche questi livelli.

Quale giocatore sportivo ammiri per i tatuaggi ?

David Beckham.

Quale ti piacerebbe tatuare?

Chiunque, sia esso romanista o laziale!…io non sono un tifoso…

Si espande a “macchia d’inchiostro” la moda del farsi tatuare la parte bianca dell’occhio , un’operazione che secondo i medici può causare cecità e cancro ma che è il nuovo status symbol tra i fanatici della body art estrema : sei d'accordo ?

Non sono d’accordo. Come non sono d’accordo nel tatuare o fare piercing in parti del corpo delicate. Però ognuno fa quello che vuole a suo rischio e pericolo.

Chi sono i maggiori tatuatori di Roma ?

Non posso dirlo. Non sarebbe corretto, perché dimenticherei sicuramente qualcuno. Ma ti posso dire che in Italia Alex De Pase è uno dei più bravi dal punta di vista del tatuaggio realistico.

Una serie di ritratti ci racconta l’arte del tatuaggio nelle tribù dell’Africa occidentale, dove le cicatrici sono un simbolo di bellezza e i bambini si tagliano per “liberarsi dal male”. Perchè ci tatuiamo ?

Ognuno ha il suo motivo. Non esiste un motivo unico per tutti quelli che si tatuano. C’è chi si tatua per moda, chi per coprire tatuaggi sbagliati nel passato, c’è chi si tatua perché sta passando un periodo difficile della sua vita, e quindi vuole imprimere sulla pelle qualcosa che non gli faccia dimenticare che nella vita si può sempre cadere

Cosa ne pensi del fatto che l’esercito non ammetta persone con i tatuaggi? Secondo te esistono datori di lavoro che precludono un determinato posto ad una persona perché tatuata? Perché molti hanno pregiudizi sulle persone tatuate?

Intanto il pregiudizio nasce dall’ignoranza, qualunque sia la forma del pregiudizio. Esistono tante persone che non danno lavoro ai tatuati. Io conosco tante persone che vengono da me dicendomi che non possono tatuarsi l’avambraccio perché se arrotolassero la manica della camicia si vedrebbe il tatuaggio. Ognuno può fare quello che vuole. Ma credo che se io, datore di lavoro, sono così ottuso da non darlo a chi è più bravo solo perché è tatuato, merito l’appellativo di “coglione”. é una mia idea, ovviamente.

Vintage Tattoo – Tatuarsi la pelle era fico anche negli anni venti. Ti chiedono i tuoi clienti tatuaggi antichi o degli anni venti?

Certo! L’old school, il tradizionale, non passerà mai di moda. Sono anzi i più diffusi. Ma oggi il tatuaggio si sta trasformando, e oltre alla new school, si realizzano tante opere d’arte che simulano pennellate di inchiostro o acquarelli sulla pelle…alcuni tatuaggi sono davvero meravigliosi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Continuare a lavorare per realizzare la mia opera d’arte più importante, il mio tatuaggio più bello, quello che devo ancora fare.

Ringraziamo Mario Improta per la cordialità, la disponibilità e la gentilezza e gli auguriamo il meglio per il proseguimento della sua carriera. 


Valerio De Benedetti

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