Mauro Botti, Dalla Passione Alla Professione

Mauro Botti, Dalla Passione Alla Professione

L’artigianalità dell’arte orafa

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La Redazione di UnfoldingRoma Magazine ha avuto il piacere di intervistare Mauro Botti, appassionato artigiano romano che riesce a trasformare grezzi seppur preziosi metalli in creazioni di arte.

Quando è nata il lei la passione per l'oreficeria?

Ai tempi delle superiori.

Qual è l'ostacolo maggiore incontrato nella sua formazione?

Nella formazione sicuramente trovare un laboratorio per fare pratica.

Secondo lei un orefice può definirsi un'artista?

Penso proprio di sì, dipende, poi, da cosa si crea; ci sono molte cose che si accostano al lato artistico.

Da cosa prende ispirazione nella realizzazione dei suoi gioielli? Artisti, opere d'arte o design...

No, da nulla, mi lascio trasportare dall’ispirazione del momento.

Qual è il materiale che preferisce lavorare? E quale quello che non la appassiona?

Sicuramente mi piace l’oro, in tutti i suoi colori, giallo, bianco, rosso, ed è anche il materiale che lavoro di più. Quello con cui non ho un buon rapporto è l’argento, perché è più facile lavorarlo e risulta scontato.

 

Quanto sono esigenti i clienti nelle loro richieste? Ha aneddoti da raccontare?

Non sono molto esigenti, tranne qualcuno che non sa bene cosa vuole. Una cliente di zona mi fece rifare più volte lo stesso oggetto variando sempre le dimensioni; finimmo a litigare.

In che modo la crisi ha cambiato il suo lavoro?

Poco, perché prima era un lavoro più continuativo, dedicato alla massa. Ora è diventato maggiormente selezionato; il numero di chi può spendere si è chiaramente ridotto, ma alla fine è cambiato ben poco. Certo, non è un periodo roseo ma fortunatamente si lavora sempre.

Pensa che i Compro Oro abbiamo in qualche modo rovinato il settore?

Penso che i Compro Oro siano stati l’ultima spiaggia dell’italiano costretto a privarsi, per motivi economici, dei propri averi.

A chi dedicherebbe una creazione? E quale?

A tutte le donne ma, artisticamente parlando, mi ispirerei a Mina.

 

Consiglierebbe ad un/a ragazzo/a di intraprendere la sua professione? Perché?

Ad un ragazzo o una ragazza dotati di manualità ed inventiva sì; ad oggi è sempre più rara la gente che vuole intraprendere questo tipo di professione. Ad esempio, tra coloro i quali hanno intrapreso il mio stesso corso di studi, solo ¾ fanno questo lavoro; gli altri fanno altro genere di lavoro.

Ilenia Maria Melis

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