Lazio - Milan

Pioggia di goal dei biancocelesti, doccia fredda per Montella

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Dopo le ore di passione per il rischio di rinvio a causa del fortissimo temporale abbattutosi su Roma già nella notte tra sabato e domenica, è stato dato il via libera per il primo scontro diretto della stagione dei rossoneri. Calcio d'inizio alle ore 16, in ritardo di un'ora rispetto al previsto, per dare tempo ai tifosi di raggiungere lo stadio nonostante i disagi alla viabilità.

Sotto i riflettori Lucas Biglia, il grande "ex" della partita, all'esordio dai primi minuti con la maglia del Milan. La presenza dell'argentino a centrocampo prevede lo spostamento di Montolivo nel ruolo di mezz'ala, dirimpettaio dell'ormai insostituibile Kessié.

Scelte importanti anche in attacco, dove Montella conferma Cutrone e Borini al fianco di Suso, nonostante il recupero di Bonaventura e gli scalpitanti Kalinic e Silva alla ricerca di un posto in squadra. Nessuna sorpresa in fase difensiva, con Romagnoli ancora in panchina in attesa della foma migliore, Rodriguez sulla corsia di sinistra ed il giovane Calabria preferito ad Abate per sostituire l'infortunato Conti sulla fascia destra.

Dall'altra parte Simone Inzaghi è costretto a rinunciare ancora una volta a Felipe Anderson e sono pertanto Milinkovic Savic e Luis Alberto a preparare i rifornimenti per Ciro Immobile. Per il resto tutto confermato, con trio difensivo composto da Wallace, de Vrij e Radu, mentre a centrocampo Lulic e Basta agiscono al fianco dei già affiatatissimi Parolo e Lucas Leiva.

Il match.

La partita inizia sotto un timido sole, a conferma della bontà della scelta di giocare da parte degli organi competenti. E' il Milan ad entrare in campo più determinato e nelle prime battute costringe i padroni di casa a difendersi, in maniera tutto sommato ordinata. La prima vera occasione, però, è a tinte biancocelesti: sugli sviluppi di un angolo, l'intervento di Donnarumma è imperfetto ed il pallone finisce a pochi metri dalla porta sui piedi di Bastos (da poco subentrato all'infortunato Wallace), che però non è bravo a colpire e la difesa può allontanare.

Il Milan ora soffre, soprattutto e centrocampo, dove si fa sentire la superiorità numerica della Lazio che ha progressivamente guadagnato metri. Al 25', dubbi per un contatto in area tra Luis Alberto e Musacchio, ma il difensore è in vantaggio ed è l'esterno biancoceleste a travolgerlo. Tre minuti dopo, altro brivido per la retroguardia rossonera: lo spagnolo pesca bene in area Immobile sulla corsa, ma l'attaccante della nazionale manca l'aggancio che lo avrebbe liberato da solo davanti a Donnarumma.

Il goal della Lazio è nell'aria e arriva al 37' sul calcio di rigore. Tutto parte dall'ennesimo errore di Montolivo, fino a questo momento il peggiore in campo, che perde un pallone velenoso sulla trequarti avversaria e fa partire il contropiede avversario. Sugli sviluppi dell'azione, dopo una prima occcasione sventata dalla difesa, il pallone arriva sui piedi di Luis Alberto che viene ingenuamente atterrato in area da Kessié. Sul dischetto va Immobile che calcia un rigore potente e non lascia speranza a Donnarumma, che pure aveva intuito la direazione.

Non passano nemmeno cinque minuti e arriva il goal del raddoppio: è ancora Ciro Immobile ad andare in rete, con una splendida girata al volo su cross di Lulic. Grandi colpe della difesa in questa occasione: Calabria assente ingiustificato in marcatura sull'attaccante e Bonucci che non riesce a leggere in anticipo l'azione per provare a chiudere lo spazio creato dall'assenza del proprio compagno di squadra.

Il primo tempo finisce sul 2 - 0 per la Lazio, risultato forse un po' pesante, ma che tutto sommato rispecchia l'andamento del match dal quarto d'ora in poi.


Il secondo tempo inizia sotto la pioggia ed è un vero e proprio incubo per il Milan. Nel giro di cinque minuti, la Lazio va in goal per ben due volte: prima con Immobile, che sigla la sua personalissima tripletta, poi con Luis Alberto. In entrambi i casi, fase difensiva imbarazzante: sul primo è Calabria che si fa letteralmente umiliare da Parolo, mentre sul secondo è tutta la squadra ad essere totalmente sbilanciata in avanti e permettere ai padroni di casa di andare in porta praticamente con due passaggi.

A partita praticamente archiviata, Montella decide di cambiare qualcosa, anche se incredibilmente si tratta soltanto di interpreti e non di modulo: sono infatti Kalinic e Calhanoglu a prendere il posto rispettivamente di Cutrone e Borini. Il turco decide di farsi notare subito e va a concludere non appena si trova il pallone tra i piedi, col risultato di mettere in qualche modo Montolivo in condizione di mettere il pallone in porta e segnare il momentaneo goal della bandiera.

Un minuto dopo c'è anche occasione di accorciare ulteriormente le distanze, complice una Lazio forse un po' distratta dal largo vantaggio, ma Strakosha è bravo ad anticipare Kalinic di quanto basta per negargli il goal. Ancora protagonista il portiere biancoceleste al 64', bravo a deviare un pericolosissimo cross di Calhanoglu in direzione di Musacchio, sul quale si riesce ad avventare Kessié che non centra la porta.

La partita ora segue un copione evidente: il Milan è sbilanciato in avanti per provare a ridurre lo svantaggio, mentre i biancocelesti aspettano e cercano di rendersi pericolosi in contropiede. E' proprio su una ripartenza che Immobile ha l'occasione al 71' di andare a segnare il quarto goal personale: dopo avere dribblato in maniera secca Bonucci, il numero 17 va ad incrociare di sinistro, ma non è fortunato e può soltanto guardare il pallone sfiorare il palo.

Gli ultimi venti minuti non portano nessuna emozione, se non l'espulsione un po' severa ai danni di Parolo durante il recupero, che lo costringerà a saltare la trasferta a Genova di domenica prossima. La partita finisce 4 - 1 per la Lazio, un risultato ampiamente meritato che ha premiato la squadra più organizzata e, allo stato attuale, più forte.


Il Milan esce dall'Olimpico con le ossa rotte e le certezze dell'inizio di stagione spazzate via da un gruppo messo molto meglio in campo e decisamente più avanti dal punto di vista del collettivo. Forse le sei vittorie consecutive contro avversarie non proprio all'altezza avevano illuso i giocatori di essere già più avanti di quanto non siano in realtà ed oggi è arrivata una doccia fredda di cui fare tesoro.

A prescindere dal risultato, risultano incomprensibili alcune scelte di Montella, come quella di insistere con Borini (un giocatore che non può essere titolare dopo un mercato da 200 milioni, con tutto il rispetto per l'impegno profuso) e Montolivo, preferendo Calabria ad un giocatore più esperto come Abate sulla destra e soprattutto di non avere avuto il coraggio di approfittare di una partita ormai "andata" per portare avanti gli esperimenti sulla difesa a 3.

Con Romagnoli ormai a disposizione, ci si aspetta che l'allenatore rossonero metta in campo già da giovedì un modulo che possa esaltare maggiormente le caratteristiche dei giocatori a disposizione, a partire dai difensori centrali (Bonucci in primis, che pare tutt'altro che a suo agio nel modulo a 4 difensori), per passare agli esterni e soprattutto che permetta di schierare acquisti importanti come Kalinic o Silva dal primo minuto, magari giocando con il trequartista e due punte, invece che con un 4-3-3 ormai diventato prevedibile.

E' giusto valutare questa sconfitta col giusto equilibrio: quando si comprano 11 giocatori in una singola sessione di mercato è normale che si possa patire qualcosa a livello di collettivo, soprattutto contro una squadra già affiatata, ma è necessario trarre i giusti insegnamenti da quanto accaduto e metterli a frutto già nelle prossime partite, sia di campionato, che di Europa League.

Matteo Tencaioli

FORMAZIONI UFFICIALI:

LAZIO (3-4-2-1): Strakosha; Wallace (16' Bastos), De Vrij, Radu (81' Luiz Felipe); Basta, Parolo, Leiva, Lulic (65' Lukaku); Luis Alberto, Milinkovic; Immobile. All.: Simone Inzaghi.


MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Bonucci, Musacchio, Ricardo Rodriguez; Biglia, Montolivo, Kessiè; Suso (74' Bonaventura), Cutrone (56' Cutrone), Borini (56' Calhanoglu). All.: Vincenzo Montella.

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