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La Svezia smonta il calcio italiano

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ITALIA (3-5-2): Buffon; Barzagli, Chiellini, Bonucci; Candreva, Florenzi, Jorginho, Parolo, Darmian; Gabbiadini, Immobile. Allenatore Ventura.

SVEZIA (4-4-2): Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson, S. Larsson, Johansson, Forsberg; Berg, Toivonen. Allenatore: Andersson.

Arbitro: Antonio Mateu Lahoz (Spagna)

L’Italia viene eliminata dal mondiale. Il calcio italiano, per la prima volta dopo 60 anni, tocca definitivamente il fondo nella sua gloriosa storia. Non sono bastati gli assalti, confusi e molte volte improvvisati, per ribaltare lo 0-1 subito a Solna.

San Siro ha accolto la nazionale con un pubblico delle grandi occasioni, sempre pronto a sostenere gli azzurri e ad incitarla per raggiungere una qualificazione tanto importante, quanto storica nel non raggiungerla. Passa la Svezia, l’Italia resta a casa. E’ stata una gara a senso unico. Non sono bastate l’aggressività, l’agonismo e il cuore per riuscire a fare un gol che avrebbe riacceso le speranze. Davanti c’era una squadra che ha solo pensato a difendersi, che non ha mai tirato in porta ma, ciò nonostante , gli azzurri non sono riusciti, se non per sporadiche iniziative, a rendersi realmente pericolosa dalle parti di Olsen.

L’Italia è troppo lenta e imprecisa per mettere sotto assedio la difesa scandinava. Nel 3-5-2 riproposto da Giampiero Ventura, Jorginho prende il posto di De Rossi in cabina di regia, sulle fasce Darmian a sinistra e Candreva a destra non riescono mai a saltare l’uomo e a creare superiorità numerica. Ed è proprio dell’esterno nerazzurro l’unica versa occasione del primo tempo. Su cross dalla sinistra di Darmian la palla attraversa tutta l’area e capita sul destro dell’interista che sceglie la potenza spendendo la sfera alta sopra la traversa. Il primo tempo finisce con una reazione degli azzurri, che cercano il vantaggio prima del riposo. E' Immobile, lanciato in verticale da Jorginho, a superare il portiere con un tocco morbido, che permette a Granqvist di salvare quasi sulla linea.

Nella ripresa il copione non cambia, gli azzurri fanno la gara e i gialloblu si difendono. Ma non basta il cuore e la volontà per staccare il visto per Russia 2018. L’Italia attacca a testa bassa, senza lucidità. Ventura si gioca le ultime carte inserendo Belotti ed El Shaarawy al posto  Gabbiadini e Darmian. Il romanista da più vivacità ma, ormai, è troppo tardi. L’Italia viene eliminata, si spengono le luci su questa nazionale, si spengono le luci a San Siro.


E’ una catastrofe sportiva non andare al mondiale, sia sotto il  profilo economico che sportivo. La passione degli italiani per questo sport, e anche la delusione per non esserci qualificati, è stata dimostrata anche ieri sera. Al termine della gara ci si aspettava di capire, di ascoltare le parole dei protagonisti di questo scempio. Invece il Presidente Federale Tavecchio è andato via,  prendendosi 24 ore di riflessione.  Giampiero Ventura non ha voluto parlare ai microfoni della Rai al termine della gara. In conferenza stampa, riguardo al suo futuro, ha dichiarato di dover parlare con i vertici della federazione. Non va bene. Dopo una mancata partecipazione ad un campionato del mondo, che non accadeva da 60 anni, bisogna avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e dimettersi! Bisogna avere il coraggio di andare davanti alle telecamere e chiedere scusa al popolo italiano, rimettendo il proprio mandato. La mancata qualificazioni deve diventare uno spartiacque tra il passato il futuro del movimento calcistico di questo paese. Bisogna fare tabula rasa, ci vuole un rinnovamento in federazione, persone che guardino l’aspetto sportivo al posto di quello politico ed economico. Persone in grado di cambiare le regole, per rendere il calcio italiano improntato sui giovani nostrani e non sull’acquisto di troppi stranieri solo per questioni di markenting e di appeal.


Le rose delle squadre di Serie A sono composte principalmente da giocatori stranieri. Bisognerebbe tornare al passato, obbligare le squadre a far giocare almeno 5 giocatori italiani. Rivedere la Serie B, ma anche la Lega pro, composta da 56 squadre suddivise su 3 gironi. Il calcio va rivisto dalle fondamenta, dal calcio giovanile. Bisogna ripartire dando spazio ai ragazzi italiani e invece ci ritroviamo con le squadre primavere  composte da un gran numero di ragazzi di altri paesi. Questo è il risultato. Una nazionale mediocre, che non ha più alternative e non può contare sui giovani promettenti perché oscurati da giocatori stranieri, molte volte mediocri.Bisogna ripartire, bisogna rinnovare come ha fatto la Germania. Non si deve perdere questa occasione. L' esclusione dal mondiale deve diventare la discriminante tra il passato e il futuro. Non cogliere la palla al balzo sarebbe peggio che non giocare un campionato del mondo.



Dario Trione

Fonte Immagine:Twitter figc

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