Roma Qarabag Champions League

C'era una volta un Girone di Ferro...

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Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; El Shaarawy (72′ Gerson), Dzeko, Perotti (80′ Pellegrini)
A disposizione: Skorupski, Jesus, Moreno, Gonalons, Schick
Allenatore: Di Francesco


Qarabag (4-1-4-1): Sehic; Medvedev, Rzezniczak, Yunuszada, Guerrier; Garayev; Ismayilov (77′ Quintana), Mìchel, Richard Almeida, Madatov (85′ Ramazanov); Ndlovu (85′ Sheydaev)
A disposizione: Kanibolotskiy, Amirguliyev, Huseynov, Diniyev
Allenatore: Gurbanov



Fa freddo a Roma questa notte, eppure vedere a fine partita alcuni giocatori togliersi la maglia scalda il cuore più di una giornata di Agosto.

L'adrenalina, il cuore in gola, la paura, l'eccitazione, stasera si è visto un po' tutto sui volti dei ragazzi in campo all'Olimpico, i minuti che scorrono, il Mister spiritato con un occhio al cronometro e uno sul campo, ( e, un orecchio al Match dello Stamford Bridge), quello che ha prevalso è stato l'orgoglio, la Roma ha mostrato in campo di aver trovato una discreta maturità e come ha poi sostenuto il Mister nel post gara, questa squadra non deve accontentarsi, ma provare ad essere ambiziosa.

E alla fine a forza di crederci, una partita alla volta, ecco arrivare la qualificazione agli ottavi, un risultato tondo, su cui nessuno, appena usciti gli esiti delle urne, avrebbe scommesso, Roma prima nel girone davanti a Chelsea e Atletico Madrid, “Ci andiamo a riprendere un po' di quella credibilità che tanto ci è mancata in Europa negli ultimi anni” Dichiarerà il capitano a fine gara, una cosa è certa, stavolta se la giocheranno senza timore.

Il Qarabag, arriva a Roma con l'intento di fare bene, mettere in difficoltà la Roma per avere quel po' di gloria che in Europa non guasta mai ( anche perché, giusto per ricordarlo, la città di Agdam, da cui proverrebbe il club, in realtà non esiste più da anni).

Gurbanov schiera una formazione molto prudente, le assenze di Pedro Henrique, Sadigov,Agolli e Huseynov pesano tantissimo in una squadra che costruisce i suoi equilibri su giocatori esperti ed il tecnico è costretto a schierare un 4-1-4-1 che garantisca un controllo del campo molto lineare e non troppo offensivo, la fase d'attacco viene poi supportata da giocatori come Michel e Ismaylov , capaci di infilarsi fra le linee e approfittare di lanci lunghi, il resto della squadra viene lasciata più morbida per stare attenta a coprire gli spazi sfruttando le ripartenze, ed infatti le occasioni degli azeri arrivano più o meno tutte dal contropiede di Ismaylov che lancia prima Madatov in porta senza successo e poi con un assist all'indietro per Almeida che però spedisce alto. Gli azeri studiano le mosse giallorosse e tengono basso il baricentro, così da far risultare sempre troppo macchinose le iniziative avversarie.

Di Francesco schiera un 4-3-3 molto tecnico e fluido sulle fasce, con il duo Kolarov/Perotti a farla da padrone, il serbo è diventato inamovibile, una garanzia di autorità e sicurezza che regala perle per i compagni e ancora giuzzi di genialità, un encomio al ritorno di Strootman,si sta tornando, con molta calma, ancora al programma “delicati” ma ci siamo!. Il primo brivido però, ce lo regala al 14' Manolas con un colpo di tacco troppo centrale e facile per il portiere, sugli sviluppi di un corner di Perotti lavorato da El Shaarawy e messo in mezzo, tre minuti , ed è Kolarov dalla bandierina a replicare, De Rossi sfiora ma è Dzeko a sparare alto sopra alla traversa.

La partita sembra prendere un ritmo troppo blando, la Roma non sfonda e cala di ritmo, solo un'uscita scomposta di Sehic mette pepe ad un cross di El Shaarawy, ma Yunuszade arriva in anticipo e spazza via un pallone pericolosissimo, i giallorossi sembrano accontentarsi, il primo tempo scorre senza grinta anche se l'impegno è vivo ed i giocatori provano a sbloccare il risultato, lampi sullo scadere del primo tempo, al 46' è ancora Dzeko a mangiarsi un gol clamoroso al limite dell'area dopo un recupero di concerto Nainggolan/El Shaarawy/ De Rossi e per par condicio in pieno recupero, è il ninja a sparare a botta sicura sul portiere che respinge, favorendo quasi un Kolarov sfortunato.

Un primo tempo di basso profilo, bruttino e per certi versi pericoloso, poca l'aggressività preannunciata alla vigilia, complice forse una componente emozionale non indifferente.

La pausa rigenera mente e corpo, ed il secondo tempo assume sfumature qualitativamente diverse, i primi 45 minuti però hanno evidenziato un lavoro di studio non inutile ed alcune performance individuali di rilievo.



al 49' è ancora Nainggolan a provarci dai venti metri, una colonna portante, un giocatore che sembra più individualista che funzionale al gruppo, ma che invece c'è, c'è sempre e soprattutto ci prova sempre, il problema è che anche gli avversari ormai si sono resi conto della sua pericolosità e viene quasi tenuto al giunzaglio da un Almeida che molla la presa solo quando rimane a corto di fiato.

Il Mister chiede di alzare i ritmi e il gioco riesce ad acquistare maggior rapidità, il Qarabag si scopre un po', ma resta quasi sempre nella sua metà campo, la catena di sinistra diventa più incisiva ed è proprio da lì che arriva il gol del vantaggio: Perotti serve Dzeko davanti alla porta avversaria, Sehic respinge ma Perotti da posizione angolata ribadisce in porta alle spalle del portiere, 1-0 decisivo e quasi insperato, un vantaggio che vale un girone di Champions League e si, c'è da essere ripetitivi con l'argentino perchè ad essere così essenziali quando la situazione lo richiede, diventa quasi un gesto eroico, e di qualità il Sig. Diego ne ha tante, eleganza, precisione prepotenza e razionalità, tante caratteristiche che ne fanno un giocatore che sembra passare inosservato ma che fa malissimo all'avversario sempre al momento opportuno.

Gurbanov non cede, incassa ma non cambia ritmo, la squadra di casa invece prende coraggio ed al 63' è ancora Nainggolan a sfiorare il raddoppio con un sinistro che costringe il portiere in angolo.

In un match quasi esclusivamente guidato dalla Roma, impressiona il numero di corner a cui i giallorossi costringono gli avversari, un attacco continuo a cui Medvedev e Yunuszada cercano di replicare con l'aiuto di un portiere chiamato a fare gli straordinari, all'80' è Kolarov che con una punizione mirata spaventa Sehic, ma il tiro va fuori di poco.


La Roma ricorre ai cambi, dentro Gerson per El Shaarawy, e Pellegrini per Perotti, il Faraone può dirsi soddisfatto di una prestazione pulita ed intelligente restando sempre la spalla ideale su cui fare affidamento, dietro la coppia Manolas/Fazio diventa partita dopo partita, una sicurezza, recuperi e cross di fino, percussioni e assist, poche le azioni azere, grazie anche al perfetto lavoro di copertura che riescono a creare ed al lavoro di raddoppio a centrocampo dietro a De Rossi che grazie alla sicurezza dei compagni non sbaglia nulla, presente e necessario in tutte le azioni di gioco.

Nelle fasi finali del match, il Qarabag prova con un moto d'orgoglio a dare un senso alla sua gita nella Capitale e prova a spingere centralmente per sorprendere le linee avversarie con Guerrier e Michel, ma... noi “c'abbiamo Allison in porta!”.


1-0, tanto o tanto poco basta alla Roma per passare il turno in grande stile, cinica? Ma si, tante volte si è detto di squadre molto più blasonate e perché non dirlo della Roma, si va agli ottavi, stavolta si pensa in grande.


Laura Tarani

Fonte Immagine: As Roma



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