Poker A Ferrara, Il Milan Va

La squadra di Gattuso continua la striscia positiva: si impone 4-0 e non perde dal 23 dicembre

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Seppur la trasferta odierna non presentasse così tante insidie, non c’è undici che riesca a fermare l’ascesa del Milan. Da Ferrara, dove i rossoneri tornano carichi di un 4-0 scintillante, non arrivano solo i tre punti ma i segnali che ci si aspettava da Biglia, a segno per la prima volta con la sua nuova maglia, e il premio per Borini, che corona con un gol l’impegno sempre profuso in stagione nonostante il cambio repentino di ruoli. Gattuso, dopo un inizio shock, con i capitomboli di Verona, Benevento e di San Siro con l’Atalanta, non ha più perso: dal 30 dicembre, giorno del pareggio di Firenze, il suo Milan ha inanellato 5 vittorie e tre pareggi, compreso anche l’1-0 in Coppa Italia contro l’Inter e lo 0-0 in semifinale con la Lazio. Con l’Europa League alle porte (turno abbastanza facile sulla carta contro i bulgari del Ludogorets) e più che mai in corsa nella coppa nazionale, anche in campionato il Milan ha da recriminare su due mesi e mezzo di stagione buttati al vento alla luce di questo inverno tramutatosi in primavera.

Con la Spal Gattuso sceglie di nuovo il 4-3-3 con Cutrone titolare al posto di Kalinic ancora fermo ai box. Con Calabria squalificato è Abate a giocare a destra con Rodriguez terzino sinistro e dopo due minuti il numero 63 ha già emesso la sua sentenza: il colpo di testa di Romagnoli, respinto da Meret, viene ribadito dal giovane attaccante milanista con una prontezza inzaghiana. Per la verità, dopo l’1-0, il Milan si schiaccia un po’ e la Spal prende coraggio, pur non creando pericoli così degni di nota se si eccettua il palo colpito da Viviani con una bella punizione. Scampato il pericolo il Milan va negli spogliatoi con il rammarico di non aver già chiuso una sfida che farà sua nella ripresa: è Biglia a profittare di un errato rinvio della retroguardia biancazzurra depositando di misura in porta ed abbandonandosi a un’esultanza che libera tutto il peso di mesi difficili.

Il Milan, dopo essere stato abile a gestire il pallone e a controllare le timide avanzate spalline, mette il punto esclamativo sulla partita con la staffilata di Borini che si insacca sotto la traversa: nonostante i limiti tecnici inferiori rispetto a molti suoi compagni, nel momento del suo ingresso in campo l’ex Sunderland ha dato come sempre il suo contributo, questa volta certificato da una rete che in serie A mancava da troppo tempo. Se giudicare il Milan odierno potrebbe sembrare equivoco per la caratura dell’avversario, è anche vero che proprio con le squadre di fondo classifica i rossoneri avevano fatto le peggiori figuracce. Dunque un Milan che è tornato a pensare in grande, a giocare bene, a stare meglio fisicamente e a trattare le partite di grosso calibro come quelle all’apparenza più semplici. Ora lo scontro diretto con la Sampdoria per un posto in Europa League: al Milan degli ultimi quaranta giorni, nulla può far più paura.

Stefano Ravaglia 

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