REMUNTADA JUVENTUS, CAPOLAVORO CR7

Prestazione straordinaria della squadra di Allegri che domina l’Atletico in ogni angolo del campo. Cristiano Ronaldo, autore dei tre goal del trionfo bianconero, MVP del match in una giornata in cui è impossibile trovare i peggiori.

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 C’era aria di grande impresa ieri sera allo Stadium, si respirava l’atmosfera dei momenti che fanno la storia dei Club e di questo sport. Il primo segnale era arrivato in conferenza stampa, quando un dimesso Simeone affermava che non sarebbe stato un disonore uscire agli ottavi contro la Juve. Se la sentiva, come si dice, E il suo Atletico è apparso squadra normale difronte allo straripante vigore della Juve. Il secondo segnale lo ha dato CR7 con un atteggiamento che, ben prima dell’inizio della gara, ha incitato compagni e pubblico a crederci. Pronti via. L’urlo dello Stadium mette i brividi e la Juve aggredisce come e più di quanto ci si attende. 90 minuti di dominio in cui spiccano le tre perle di Ronaldo che rimanda al mittente il brutto gesto di Simeone, replicandone la vergognosa esultanza con cui aveva accolto un 2 a 0 che, purtroppo per lui, non è bastato.

In una partita come questa impossibile individuare i flop. Per una volta ci prendiamo la licenza di premiare due super top e due top.

SUPER TOP JUVE

Cristiano Ronaldo

“La Juve mi ha comprato per questo”. E lui risponde presente, caricandosi sulle spalle la squadra che aggredisce dal primo istante guidata dal suo condottiero portoghese. Attacca con veemenza, intimorisce gli avversari con doppi passi spesso inutili ma che servono a mettere sale sulle ferite di un Atletico alle corde. Sui cross di Bernardeschi e Cancelo vola in cielo e la mette dentro sempre. A sette minuti dalla fine si prende il pallone del rigore e lo posiziona sul dischetto senza nessun indugio, senza tremare, e segna la sua terza rete. D’altra parte, la Juve lo ha comprato per questo. Fenomeno.

Massimiliano Allegri

Ha vissuto quindici giorni in cui, con equilibrio zen, intelligenza e pragmatismo, ha saputo gestire l’ambiente e la situazione che sembrava compromessa. Non ha risposto alle critiche, spesso feroci della stampa e dei tifosi. Non ha commentato le voci sui mille sostituti proposti per ereditarne la panchina. Ha fatto crescere la squadra gradualmente, con allenamenti mirati, avvicinandola al match decisivo con grande acume e sensibilità. Si inventa Can in difesa, azzecca l’inserimento di Bernardeschi e Spinazzola. Non sbaglia nulla, neanche quando Simeone tenta l’assalto finale, correggendo lo schieramento in corsa con una sorta di time-out cestistico. Provate a contestarlo, adesso. Geniale.

TOP

Federico Bernardeschi

Con la prestazione di ieri sera sarebbe il migliore in campo in nove partite su dieci. In una serata da fenomeni brilla e mirata la menzione tra i top, giocando probabilmente la migliore gara della sua giovane carriera. Voglioso, cattivo il giusto, temerario quando tenta la “ronaldata” con una spettacolare rovesciata, decisivo sul primo cross che sblocca il risultato e sull’episodio che la chiude, procurandosi il rigore decisivo sfidando in velocità il più fresco Correa con la forza della determinazione. Una buona notizia anche per la nazionale. Predestinato.

Emre Can

Allegri lo schiera in difesa e, all’inizio, non sembra una buona idea. Lui, invece, da ragione all’allenatore con una partita perfetta. Annulla Morata, smorzandone la veemenza velenosa da ex. Sta bene fisicamente, si vede da come riparte palla al piede, facendo salire la squadra, e da come si spinge a smorzare sul nascere l’azione dell’Atletico, stoppando i colchoneros nella propria metà campo e trascinando la squadra con il giusto atteggiamento. Finalmente rivediamo il campione ammirato a Liverpool. Trascinatore.

di Massimiliano Piccinno

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