FIGLIO DI ROMA,CAPITANO E BANDIERA.

Finisce nel modo meno atteso la storia d’amore tra la Roma e Daniele de Rossi.

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Un fulmine a ciel sereno,come tanti in questa stagione,è arrivato sui cieli di Trigoria nella mattinata di un meta’ maggio freddo e piovoso, anomalo per certi versi come i contorni di questa Roma. La sensazione, però, è che questa volta farà più danni dei precedenti, poiché protagonista della vicenda è il capitano, simbolo e ultima bandiera che il calcio di casa nostra a potuto ammirare: Daniele De Rossi.

Mentre tutti aspettavano la conferma del rinnovo per almeno un altro anno, è arrivata la doccia gelata. Proprio dal profilo twitter della società, infatti, arriva la notizia che l'ormai ex-capitan futuro non sarà più un calciatore della Roma, che successivamente si è presentato in conferenza stampa per dire la propria versione dei fatti su questa scelta della società.

Come sempre accade in questi ultimi tempi, per quanto riguarda la compagine giallorossa ,la cosa che più disarma non sono tanto le scelte societarie, quanto le tempistiche ancora una volta dubbie e poco sensate. Che il giocatore fosse sul viale del tramonto era chiaro da tempo, soprattutto a lui, ma questo non significa che non avrebbe meritato un epilogo migliore, magari con una sorta di rito preparatorio sia per il calciatore che per la piazza, ormai in balia delle onde da tempo.

Un giocatore unico nel suo genere, un gladiatore vero, avversario leale, amato dai compagni e dagli avversari, nonchè comunicatore modello (merce rara tra i calciatori), sempre in prima linea per la sua Roma. Di tanti giorni tristi per l'ambiente giallorosso, forse questo è uno dei peggiori, calcisticamente parlando, così come per i tifosi di una squadra che si è sempre fregiata e distinta per le sue bandiere e dei suoi capitani. Diciotto anni dedicati alla stessa maglia, indossata sempre con ardore ed orgoglio,con grinta e con coraggio,tra gioie e soprattutto dolori. Anche lui, come Totti, sarebbe potuto andare altrove in passato, ma non lo ha fatto perché lui é fatto cosi: Romano e Romanista, attaccato alla famiglia e alle sue origini, come tanti di noi.

Un’altra pagina di storia romanista si va concludendo, sperando se aprano altre, perché Roma e la Roma lo meritano quanto prima. La speranza è che un uomo così possa tornare presto, perché il calcio italiano ha un disperato bisogno di uomini veri e soprattutto ne ha bisogno la Roma.

La chiusura è dedicata ad uno striscione della Curva Sud apparso in un derby di qualche anno fa, che recitava: “FIGLI DI ROMA,CAPITANI E BANDIERE…QUESTO E’ IL MIO VANTO CHE NON POTRAI MAI AVERE”. E tu, Daniele, lo sei stato.

Michele Stentella

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