FINALE COPPA ITALIA: ATALANTA LAZIO 0-2

EUFORIA LAZIO! MILINKOVIC E CORREA PORTANO LA LAZIO IN TRIONFO.

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La Lazio vince la Coppa Italia giocando una grande partita, fatta di tanta corsa, di tattica e dai singoli che nel calcio contano e contano tanto. Prima Milinkovic Savic appena entrato colpisce di testa portando in vantaggio la propria squadra, poi è merito del El Tucu Correa chiuderla con un’azione straordinaria, dribblare tutti e depositare in rete il 2 a 0. Il calcio è fatto di buoni progetti, di fasi di gioco, di furore agonistico ma alla fine di solito le partite le sbloccano e le decidono i singoli giocatori, in campionato qualche settimana fa Ilicic e il Papu furono devastanti, questa sera Milinkovic e Correa l’hanno fatta da padrone portando la settima Coppa Italia alla Lazio. Che l’Atalanta potesse ripetere la partita di campionato in pochi ci credevano, la finale di una Coppa è sempre una cosa diversa, diverso l’approccio, diverse le motivazioni e ci vuole esperienza, quella che manca alla squadra di Gasperini che comunque ci ha provato, ha chiesto a gran voce un rigore nel primo tempo, mani di Bastos su un tiro che poi si è stampato sul palo, ha prodotto due palle gol ma poi il nulla, come se i bergamaschi fossero stati presi dal braccino tennistico, palle buttate in avanti e niente gioco scintillante fatto vedere fino a oggi. La Lazio è salita in cattedra, un Leiva straordinario a centro campo non ha permesso una che sia una ripartenza della Dea, Inzaghi che azzecca tutti i cambi e poi Milinkovic, non rischiato dall’inizio e poi buttato dentro al 79’, a mettere il sigillo 3 minuti dopo il suo ingresso svettando su calcio d’angolo e mandando un visibilio i propri tifosi. Correa una furia appena si accende, Immobile lotta su tutti i palloni ma continua il suo momento no, Acerbi che non ne fa vedere una a Zapata, insomma una partita giocata su alti livelli, cosa che a Simone Inzaghi spesso riesce quando si tratta di partite secche. Vittoria meritata sul campo, Gasperini è furia per il rigore ma la sua Atalanta ha steccato questa sera.

Inzaghi sceglie il solito 3 5 2, Strakosha in porta anche se non nelle migliori condizioni, Luiz Felipe, Acerbi e Bastos nei tre, Lulic e Marusic sulle fasce, Leiva perno di centrocampo con Parolo e Luis Alberto ai lati, Correa accanto a Immobile. Romulo in panchina insieme a Caicedo e Milinkovic Savic, scelte azzardate dell’allenatore che però alla fine danno ragione a lui e torto a tutti gli altri. Gasperini ritrova il Papu Gomez dopo la squalifica in campionato insieme a Ilicic, Masiello e Hateboer, Zapata in attacco con Barrow in panchina.

Si capisce subito che non sarà come Lazio Atalanta di campionato, squadre corte e sempre dietro la linea della palla, nessun o pochissimo pressing alto e azioni decise dai singoli episodi. Al 13’ ci prova Acerbi di testa ma pallone alto sopra la traversa, al 24’ ammonito Bastos per fallo su Gomez e momento pro Atalanta che per pochi minuti ritrova il suo gioco fatto di velocità e verticalizzazioni. 25’ su azione prolungata dell’Atalanta De Roon colpisce al volo in area e complice una deviazione di Bastos con il braccio prende in pieno il palo, sul tap in Zapata spedisce fuori di testa. La partita ritorna sul ritmo iniziale, molti falli a centrocampo e Ilicic che litiga praticamente con tutti, Gasperini compreso. Al 36’ primo cambio in casa Lazio, fuori l’ammonito Bastos e dentro Radu, Inzaghi dimostra carattere e di non guardare in faccia a nessuno, fa le sue scelte senza se e senza ma. Finisce 0 a 0 il primo tempo, tanto furore agonistico e una palla gol, per l’Atalanta.

Secondo tempo e l’Atalanta ci prova subito con Castagne da fuori area ma Strakosha para in due tempi. Si abbassa ancora di più il ritmo e a giovarne è soprattutto la Lazio, più abituata a giocare queste importanti partite. Al 67’ Inzaghi toglie Ciro Immobile dal campo per Caicedo, il napoletano scuro in volto accetta la sostituzione sapendo di aver dato tutto quello che aveva, applausi dai sostenitori laziali al numero 17 biancoceleste. Al 68’ Luis Alberto illumina per Correa, El Tucu sbaglia il controllo e Palomino salva in extremis, la Lazio comincia a crederci. Al 70’ Caicedo scivola al momento del tiro e sfuma un’altra buona occasione. Al 75’ Gomez prova a seminare il panico in area laziale ma la sua serpentina si spegne con il tiro che scheggia la traversa da posizione impossibile. 79’ entra Milinkovic per Luis Alberto, lo spagnolo ha dato tanto anche in copertura e applaude al compagno che sta entrando incitando il resto della squadra dimostrando che questa sera non conta il singolo ma il gruppo. Al 82’ su corner battuto da Leiva Milinkovic svetta più alto di tutti e porta in vantaggio la Lazio, esplode la curva nord e la tribuna tevere in un unico grande abbraccio, panchina compresa. Gasperini prova a spronare i suoi e ne cambia tre in una volta sola, dentro Barrow, Gosens e Pasalic per Zapata, De Roon e Castagne. al 85’ Correa fa le prove del gol ma Gollini para bene d’istinto con il braccio appoggiato a terra. 90’ raddoppio Lazio con El Tucu, su lancione di Caicedo, Correa s’invola, rientra su Freuler, dribbla il portiere e colpisce verso la porta, 2 a 0 e partita chiusa. 6 minuti di recupero che servono solo per preparare la festa biancoceleste.

Ora festa e gioia in casa Lazio, nemmeno le dichiarazioni di Lotito a fine partita possono togliere il senso di festa ai tifosi laziali, come al solito il Presidente ha rivendicato cose già conosciute e già viste, ha confermato Inzaghi e ripetuto che la Lazio può lottare con chiunque. La gente lo sa, anche i muri lo sanno, la Champions League non è a portata della Lazio, non è negli obbiettivi, lo è l’Europa League, lo è la Coppa Italia. Inzaghi non ha confermato né smentito, in caso di sconfitta non sarebbe stato l’allenatore della Lazio la prossima stagione, ora la palla è nelle sue mani e aspetteremo la sua decisione finale. È laziale dentro, le critiche delle ultime settimane lo hanno ferito ma non ucciso, la decisione sarà presa con calma e con giudizio. Resta la festa laziale, la gioia che ancora una volta questa squadra e questo allenatore hanno regalato ai propri tifosi, una cosa non da poco visto che in Italia alla fin fine negli ultimi anni le uniche squadre a vincere trofei sono la Juventus e la Lazio.

GIUSEPPE CALVANO


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